Costruzione

Due sono i settori cui è destinata la nuova produzione: organi da camera e organi da chiesa. La distinzione dei due rami è davvero importante. L’estetica, la fonica, talvolta addirittura la quantità di lavorazioni e le tecniche impiegate sono diverse. Un piccolo strumento da camera richiede all’organaro di confrontarsi con dettagli minuti di progettazione, costruzione e intonazione. Questi strumenti da studio sono pensati per offrire la massima comodità di accesso a tutte le parti per manutenzione e regolazione, inoltre sono costruiti in modo da poter essere facilmente assemblati nell’ambiente cui sono destinati, senza necessità di smontarli interamente per il trasporto: la cassa si compone di due parti indipendenti – basamento e corpo – che passano da una porta di normali dimensioni, mentre le meccaniche, con le tastiere e la pedaliera, possono essere separate dallo strumento. In vasti ambienti con acustica generosa sono necessarie risorse foniche adeguate e l’intonatore si concentra non solo sulla caratterizzazione di ciascun registro, ma prima di tutto sull’equilibrio fra i corpi sonori, la dinamica dal fortissimo al pianissimo e l’amalgama dei timbri. In uno strumento da studio invece la tavolozza è limitata all’essenziale ed è quindi necessario che l’intonatore presti attenzione ai dettagli, cercando di ottenere da ogni voce versatilità timbrica e precisione di emissione, mantenendo la dinamica entro ambiti assai più ridotti. Ad esempio se il registro di Principale si trova in facciata, a pochi decimetri dall’organista, potrebbe rendersi necessaria una paziente opera di contenimento e controllo del suono di ciascuna canna.