Come costruire una canna di legno
Ingredienti
– 4 tavolette di abete
– 1 pannello da 15 mm in tre strati faggio/abete/faggio
– colla vinilica
Attrezzatura
segna circolare, pialla filo-spessore, fresa, morsetti…
Per le misure suggerisco una progressione standard, adatta per piccoli strumenti con volume sonoro limitato, che ho disposto in un foglio di calcolo. Per tutte le canne i lati dell’anima sono in rapporto costante di 1,52 e la larghezza di bocca è pari a 2/9. Ciò significa che nella canna cilindrica, la cui anima abbia superficie equivalente, la bocca risulta pari ai 2/9 della circonferenza: essendo perciò più stretta del canonico valore 1/4. Per conseguenza l’altezza di bocca potrà essere un po’ maggiore. Con pressioni basse-moderate intorno ai 45 mm in colonna d’acqua si riesce a intonare alzando le bocche nei bassi in modo che si aggirino intorno al rapporto 1:3,8. Per esempio, se la bocca è larga 60 mm, potrà essere alzata a 60 ÷ 4 = 15 mm, e poi gradualmente levigata a 15,8 mm. Se il timbro risultasse troppo quintante e si desiderasse un colore più morbido si può alzare la bocca via via sino alla terza parte, cioè a 60 ÷ 3 = 20 mm.
Il gusto personale porta a modificare questi rapporti: a parità di pressione si può certamente decidere di alzare le bocche secondo il rapporto di 1 ÷ 3, e di sicuro il timbro sarà più rotondo, ma, secondo me, nella regione grave si rischia di perdere la chiarezza.
Un bordoncino stretto come quello descritto sopra può essere fatto cantare nella zona acuta dando più aria al piede. Il timbro è preferibilmente mantenuto povero di armonici, alzando le bocche alla terza parte, ma sempre con giudizio.

Taglio e assemblaggio delle 4 tavolette

Fresatura del labbro superiore e incollaggio della tavoletta frontale

Wood pipe recipe

6 pensieri su “Wood pipe recipe

  • 10 Agosto 2014 alle 1:30
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    Salve sono Alessandro Di Giusto. Ho seguito con molto interesse questi video sulla costruzione della canna di legno classica.
    Mi chiedevo l’altezza del labbro superiore fresato, in base a quali valutazioni, motivi o tradizioni sia determinata.
    Grazie

    • 10 Agosto 2014 alle 19:57
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      L’altezza di bocca è un parametro “secondario”, nel senso che dipende da altri fattori:

      • pressione del vento
      • larghezza di bocca
      • tipologia di canna
      • tipo di intonazione.

      A spanne diciamo che pressioni del vento elevate richiedono altezze di bocca maggiori, bocche strette richiedono labbro proporzionalmente più alto, canne tappate richiedono bocche più alte che canne aperte, intonazione vivace, ricca di armonici richiede bocche più basse che un’intonazione morbida e velata.
      Detto questo, per tradizione le scuole tendono a seguire alcuni schemi generali, che non è facile semplificare in due righe; per dare un’idea: i bordoni solitamente hanno bocche alte 1/3 della larghezza, per i principali e i violeggianti la proporzione è di 1/4, le canne armoniche dovrebbero avere bocche basse (1/5 o anche meno). L’altezza può variare nella tessitura di un registro, per enfatizzare i bassi o i soprani. Il compito dell’intonatore è di dare voce a un registro intervenendo su quei parametri che sono modificabili in una canna, ma la vera progettazione fonica avviene a monte, quando sono stabiliti i fondamentali costruttivi, ben più complessi da gestire.

  • 21 Maggio 2014 alle 7:23
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    vedo alcune canne in legno che hannola bocca arrotondata “ad arco”. quale è lo scopo di tale forma? perchè alcune canne hanno bisogno di qualche secondo prima di produrre un suono intenso?

    • 21 Maggio 2014 alle 13:58
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      Il labbro superiore nelle canne di legno tappate (Subbasso e Bordone) è tipicamente tagliato ad arco negli strumenti tardo romantici ed eclettici. Diffuso dapprima tra gli organari anglosassoni e tedeschi è poi arrivato anche da noi. Ad esempio negli organi Ruffatti degli anni 60-70 è una costante nel pedale: sembra dia al timbro una minore ricchezza di armonici, e quindi aumenti l’effetto che si ricercava, cioè un sottofondo morbido (e un po’ sfocato) soprattutto per l’accompagnamento di registri violeggianti “eterei”, non aggressivi nell’attacco e deboli nel suono a regime (dulciana, voce celeste, salicionale).
      Il tempo necessario a raggiungere l’emissione a regime è proporzionale alla dimensione della canna e tuttavia il transitorio può essere controllato e ridotto in durata con numerosi espedienti (denti, freno, baffi, apertura della luce e del foro al piede, allineamento dell’anima, ecc.). Ma se parliamo di “qualche secondo”, significa che la canna ha dei problemi di altro tipo. Vedrò di fare un filmato in proposito: tra un po’ comincerò a lavorare sul vecchio Bordone 16′ dell’organo Zanfretta-Rizzardini di Zoppè di Cadore, per cercare di migliorarlo e spero di avere il tempo per documentare questa operazione.

  • 15 Maggio 2014 alle 20:55
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    Interessante e molto dettagliato. Un filmato così vale più di mille parole. Ora aspettiamo un addendum per la canna tappata.

  • 1 Aprile 2014 alle 11:30
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    Grazie Nicola per questi video e per questo blog: dalla curiosità più semplice agli spunti per dei piccoli “pasticci” da fare in casa (per noi organisti ma senza abilità organarie), tutto contribuisce ad alimentare il grande amore per questo strumento.
    con stima!
    Giampiero

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