Stamane m’è sembrato di sentir qualcosa, come se qualcuno chiedesse: Zanfretta? Ahi ahi ahi ahi!
Faccio un rapido riassunto: sto cercando un organo Zanfretta degli anni ’90 dell’Ottocento, non troppo manomesso, per fare alcuni rilievi e studiare particolari costruttivi. La cosa è necessaria per un lavoro che sto realizzando. È più facile a dirsi che a farsi, perché l’organaro non ha lasciato opere numerose. Ma fortunatamente qui vicino, nella bassa padovana, si conserva uno degli strumenti più grossi di Zanfretta, del 1891-97.

M’interessava particolarmente la meccanica dei registri. Bene: è stata trasformata in pneumatica da Giorgio Quaglio nei primi anni del XX secolo.

Sconfortante è stato lo spettacolo che ho potuto vedere, ma per uno strumento muto da mezzo secolo, direi che poteva andare peggio. La facciata è stata rimossa e accatastata nel basamento della cassa. Le macchine pneumatiche per la registrazione sono così ingombranti che hanno probabilmente reso necessario eliminare un somiere di pedale (voces dicunt “trombone”). Al Grand’organo mancano almeno tre o quattro file di canne: Tromba (?), Principale 2°, registro di 4′ (Violetta?), XXIX.

L’Organo Espressivo non è raggiungibile: troppo in alto dietro la facciata, con un passo d’uomo vertiginoso. Ma non demordo, voglio tentare nuovamente la scalata, con mezzi più sicuri e tempi più larghi. Spero infatti che l’Espressivo ospiti ancora l’Oboe. Chissà.

Riguardando con calma alcune foto del sopralluogo, ho notato che i somieri sono costruiti “a telaio” con separatori di abete. La cintura del somiere è spessa solo 4 cm e i canali sono lunghi larghi e poco profondi (è davvero troppo poco per alimentare a sufficienza il 16′, 4 registri da 8′, 3 da 4′ e il ripieno). Insomma: roba da far rizzare i capelli anche a chi non ne ha quasi più!
Le canne di metallo sono lavorate discretamente, le anime sono fittamente dentate, le bocche hanno il labbro superiore “corto”, come usavano i Sona, la lastra è di scarsa consistenza.
Complessivamente l’organo dà un’impressione di estrema fragilità: spessori non adeguati, materiali “poveri”, tante ambizioni, forse troppe in rapporto ai mezzi: è una lezione da imparare…
Uno Zanfretta restaurato (anche se parte delle canne è più antica) di cui si possa ascoltare qualche nota si trova a San Felice del Benaco:

Zanfretta
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