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Il restauro dell'organo anonimo ottocentesco conservato nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Grottaminarda (Avellino)
L'organo della chiesa di Santa Maria Maggiore di Grottaminarda costituisce un pregevole esempio della tradizione organaria campana sette-ottocentesca in cui confluiscono caratteristiche del periodo tardo-barocco (ad esempio i registri di Principale e Ripieno, i Flauti, gli Usignoli, la Sonagliera, i due putti con le trombe) e del periodo romantico italiano (alcuni registri "da concerto", quali il Traversiere, l'Ottavino, la Violetta). Le musiche concepite per questo tipo di strumento riflettono il gusto italiano per il melodramma. La tavolozza dell'organo si adegua all'esigenza di riprodurre gli effetti di contrasto dinamico, di differenziazione timbrica fra accompagnamento e melodia, di caratterizzazione netta delle parti tipica del linguaggio musicale ottocentesco. Queste ricche risorse "orchestrali" sono esaltate soprattutto dall'improvvisazione dell'esecutore che sappia "muovere gli affetti" degli ascoltatori.
La presenza di due putti raffigurati nell'atto di suonare una tromba è fatto raro nell'arte organaria italiana: alcuni esempi simili sono noti in Piemonte, Campania e Calabria e potrebbero avere forse radici nell'arte organaria iberica.
Molto interessante e poco frequente è anche il disegno del prospetto a doppia campata con ali convergenti, le cui proporzioni sono armoniosamente calcolate sulla misura della canna maggiore: è quindi assai probabile che esso sia frutto di un preciso intento architettonico. Prospetti a campitura unica o altrimenti con suddivisioni in numero dispari sono assai più frequenti. Nei casi noti di facciate bipartite, le canne hanno andamento ad ali simmetriche divergenti, con le maggiori al centro e le bocche disposte a disegnare una linea curva ascendente verso i lati, oppure sono distribuite in due cuspidi simmetriche (si veda in proposito l'esauriente documentazione fotografica nei due volumi di don Stefano Romano, "L'arte organaria a Napoli", 1980-1990). Nello strumento di Grottaminarda le canne sono invece disposte ad ali simmetriche convergenti, con le maggiori ai lati e le altre digradanti verso il centro, le bocche allineate in direzione ascendente verso la parasta mediana.
La manomissione subita dallo strumento nel 1929 non ne ha compromesso sostanzialmente la fisionomia: esso perciò meritava uno scrupoloso restauro che ne recuperasse le ricche risorse timbriche.
Il restauro è stato eseguito nella primavera del 2004 sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza per i B. A. P. P. S. A. D. di Salerno e Avellino dalla ditta Strozzi Casa Musicale di Ferrara.
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