{"id":1301,"date":"2011-12-01T08:37:01","date_gmt":"2011-12-01T07:37:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=1301"},"modified":"2016-12-28T21:22:12","modified_gmt":"2016-12-28T20:22:12","slug":"delle-canne-labiali-calcolo-delle-progressioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2011\/12\/01\/delle-canne-labiali-calcolo-delle-progressioni\/","title":{"rendered":"Delle canne labiali: calcolo delle progressioni"},"content":{"rendered":"<div>Questa serie di articoli si occupa dei metodi per il calcolo delle progressioni, cio&egrave; delle relazioni fra i parametri dimensionali delle canne che costituiscono un registro. &Egrave; in buona parte merito di Christhard Mahrenholz la trattazione storica di questo tema, affrontata nel trattato <i>Die Berechnung der Orgelpfeifenmensuren vom Mittelalter bis zur Mitte des 19. Jahrhunderts<\/i>, II<sup>a<\/sup> edizione, B&auml;renreiter-Verlag, Kassel, 1968. La maggior parte delle notizie qui pubblicate deriva dunque da questa fonte. Inoltre consiglio la lettura dell&#8217;articolo di Axel Leuthold, <i>I metodi degli antichi maestri per calcolare le misure delle canne d&#8217;organo &#8211; Problemi di ricostruzione<\/i> pubblicato nella rivista <i>L&#8217;organo<\/i>, annata XXX-1996, P&agrave;tron editore, Bologna, 1997. Segnalo anche gli <a href=\"http:\/\/hydraule.org\/tuyau\/tuyau.htm\" target=\"_blank\">interessanti contributi<\/a> in lingua francese firmati da S&eacute;bastien Cosson che si possono consultare nella rete.<br \/>Purtroppo sviste e refusi possono capitare a tutti: ne ho trovati nelle fonti citate, peraltro facilmente individuabili. Chiedo scusa ai lettori per quelli che involontariamente mi sono sfuggiti, e prego di segnalarmeli.<\/div>\n<div>L&#8217;argomento appare complesso perch&eacute; &egrave; costituito da molte diverse soluzioni che si sono accumulate nel corso dei secoli, alcune anche in netto contrasto fra loro, e spesso ha innescato dure polemiche fra conservatori e innovatori.<br \/>Buona parte delle incomprensioni &egrave; dovuta all&#8217;oscurit&agrave; con cui volutamente si operava, mantenendo segrete le formule o velandole di mistero. Un&#8217;altra buona parte degli errori di valutazione &egrave; giustificata dalla laboriosit&agrave; dei computi matematici. Sono infatti possibili due strade che portano alle medesime soluzioni: quella geometrica e quella aritmetica, applicate entrambe ai rapporti intervallari fra le varie note della scala.<\/div>\n<div>Questi rapporti intervallari furono calcolati per secoli rispettando le proporzioni pitagoriche, con adattamenti giustificabili in funzione dei vari temperamenti seguiti.<br \/>La via geometrica si propone di costruire le suddette proporzioni mediante l&#8217;uso di riga e compasso, quella aritmetica invece le calcola operando con le frazioni. La prima appare pratica, precisa e affidabile nell&#8217;esecuzione, visivamente permette di abbracciare con un solo sguardo l&#8217;evolversi della progressione e di compararla con altre. &Egrave; perci&ograve; comprensibile che questa fosse la via canonica seguita dagli organari antichi. L&#8217;aritmetica permette di ottenere gli stessi risultati, rappresentandoli come quantit&agrave; numeriche e non come segmenti, e ci&ograve; pu&ograve; essere utile per fissare un limite di precisione a piacere, decidendo le tolleranze e gli arrotondamenti, che invece nella rappresentazione grafica sono casuali. Infatti lo spessore del tratto, la scala del disegno, imperfezioni degli strumenti, perfino gli allungamenti subiti dal foglio di carta o pergamena con il variare dell&#8217;umidit&agrave; possono generare scarsa accuratezza.<\/div>\n<div>Lo sviluppo del sistema equabile con la suddivisione dell&#8217;ottava in dodici semitoni uguali pose nuovi problemi di calcolo. Infatti per dividere un intervallo in n parti uguali si deve estrarre la radice ennesima della frazione che lo rappresenta, nel nostro caso l&#8217;ottava &egrave; 2\/1 e il semitono &egrave; <sup>12<\/sup>&radic;2. Operando solo con le frazioni non si ottiene una suddivisione precisa del tono in due semitoni uguali, si pu&ograve; solamente approssimare il valore, per esempio a 18\/17.<br \/>Le discrepanze fra la suddivisione ottenuta con le frazioni e quella ottenuta con le radici non sono enormi, per&ograve; rispecchiano due diversi modi di operare. Marin Mersenne nel ponderoso trattato <a href=\"http:\/\/imslp.org\/wiki\/Harmonie_universelle_(Mersenne,_Marin)\" title=\"fac-simile nell'International Music Score Library Project\" target=\"_blank\">Harmonie universelle<\/a>, Parigi 1636, nel libro V della seconda parte dedicato al liuto afferma quanto segue:<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] car si l&#8217;on tend une chorde qui soit moyenne proportionelle entre les deux chordes qui font le ton, l&#8217;Octave, ou quelque autre intervalle, le dit ton, ou l&#8217;autre intervalle propos&eacute; sera divis&eacute; en 2 parties esgales: de sorte que le premier demy-ton du ton maieur sera iustement esgal au second demy-ton [&#8230;]<\/p><\/blockquote>\n<p>Illustra come dividere un intervallo in parti uguali per mezzo dei medi proporzionali, facendo ricorso al secondo teorema di Euclide, ma anche per via aritmetica, usando operazioni complesse come l&#8217;elevazione a potenza e l&#8217;estrazione di radice. Nepero aveva da pochi anni, 1614, proposto l&#8217;uso dei logaritmi e Briggs cominci&ograve; a diffondere le prime tavole logaritmiche subito dopo, 1617-1624. Mersenne se ne avvantaggi&ograve; immediatamente. Oggi il ricorso alla calcolatrice, o meglio ancora al foglio elettronico, ci risparmia il computo manuale.<\/p><\/div>\n<div>A costo d&#8217;essere pedante, sottolineo che sar&agrave; necessario fare bene attenzione all&#8217;uso del termine <i>rapporto<\/i>, che nei testi teorici viene usato in tre diverse accezioni.<\/div>\n<dl style=\"margin-top:1em;\">\n<dt>Rapporto di nota<\/dt>\n<dd>proporzione usata per calcolare gli intervalli fra i gradi della scala, necessaria per risalire alle lunghezze d&#8217;onda e quindi alla lunghezza di lastra delle canne.<\/dd>\n<dt>Rapporto di lastra<\/dt>\n<dd>relazione fra i lati della lastra di metallo usata per formare la canna; &egrave; solitamente espresso con una proporzione, per esempio 1:1,682 oppure 1:4, per indicare che fatta pari all&#8217;unit&agrave; la larghezza della lastra, la lunghezza equivale al divisore; essendo la lastra rettangolare, il rapporto &egrave; sempre minore di 1 e nel caso limite di lastra quadrata vale 1. Tale rapporto pu&ograve; essere costante o variabile entro il registro.<\/dd>\n<dt>Rapporto di misura<\/dt>\n<dd>relazione che sussiste fra le larghezze di lastra di due canne all&#8217;intervallo di un&#8217;ottava: pu&ograve; rispettare la proporzione pitagorica di 1\/2 (la stessa che lega anche le lunghezze), oppure pu&ograve; seguire altri criteri, con valori razionali o irrazionali. Talvolta &egrave; chiamato anche rapporto d&#8217;ottava, ma non va confuso con l&#8217;omonimo rapporto di nota riguardante l&#8217;intervallo di ottava.<\/dd>\n<\/dl>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Metodo geometrico per il calcolo della lunghezza di lastra secondo le proporzioni pitagoriche<\/h3>\n<div>Come s&#8217;&egrave; detto, il calcolo della lunghezza della lastra di una canna era anticamente eseguito sostanzialmente rispettando i rapporti classici della scala pitagorica, con qualche scostamento gi&agrave; a partire dal secolo XVII, per aderire meglio ai criteri del temperamento: &egrave; noto infatti che il circolo delle quinte pure non chiude l&#8217;ottava e che la suddivisione in semitoni ottenuta usando ripetutamente i due rapporti complementari di quinta (2\/3) e quarta (3\/4) giuste &egrave; leggermente sfasata rispetto a quella prevista dai vari sistemi temperati. Gli scostamenti sono irrilevanti al fine della costruzione delle canne, le cui lastre sarebbero comunque tagliate un po&#8217; pi&ugrave; lunghe del dovuto per consentire l&#8217;accordatura in tondo. Inoltre, pur essendo consapevoli della necessit&agrave; di correggere questi valori teorici sottraendo una precisa quantit&agrave;, definita <i>correzione di bocca<\/i>, tuttavia sia i teorici che gli organari la trascuravano in fase di progettazione.<\/div>\n<div>Poich&eacute; si calcolano le lunghezze d&#8217;onda, non le frequenze, si debbono invertire le frazioni per cui moltiplicare l&#8217;unit&agrave; di base. Quindi se la frequenza dell&#8217;ottava &egrave; pari al doppio di quella dell&#8217;unisono, allora la sua lunghezza d&#8217;onda &egrave; pari a un mezzo; se la quinta &egrave; data dal rapporto 3\/2 allora la lunghezza della canna che emette la quinta &egrave; pari a 2\/3 della lunghezza della canna di riferimento.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/gif_01.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/gif_01-300x225.gif\" alt=\"calcolo delle lunghezze di lastra per via geometrica\" title=\"calcolo delle lunghezze di lastra per via geometrica\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1399\" \/><\/a>Alcune proporzioni sono sempre state ritenute inviolabili: ottava e quinta giusta. I rimanenti intervalli invece erano ottenuti con diversi metodi e lievi scostamenti dalla scala pitagorica, come gi&agrave; si &egrave; detto.<\/div>\n<div>Perci&ograve;, stabilita convenzionalmente la lunghezza della lastra della canna maggiore in funzione del corista, si disegna un segmento pari a questa lunghezza, col compasso la si divide a met&agrave;, ottenendo la lunghezza dell&#8217;ottava. La quinta &egrave; ottenuta dividendo in tre parti il segmento dato e prendendone due. Divisione e moltiplicazione si ottengono con riga e compasso e sfruttando il teorema di Talete.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/gif_02.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/gif_02-150x150.gif\" alt=\"calcolo della quarta per via geometrica\" title=\"calcolo della quarta per via geometrica\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1401\" \/><\/a>Molti teorici seguono le proporzioni pitagoriche anche per la quarta giusta pari a 3\/4: l&#8217;ottava &egrave; presa tre volte e il segmento risultante &egrave; diviso in quattro parti oppure, trovata la lunghezza della XV, si divide in tre il segmento che ha per estremi il C8&#8242; e il c2&#8242;.<br \/>Concordano in molti anche sul rapporto 8\/9 per la seconda maggiore, mentre risultano comprensibilmente meno omogenee le frazioni usate per ottenere terza maggiore e minore e loro rivolti, per le citate implicazioni con i sistemi d&#8217;accordatura (<i>ratio<\/i> pitagorica 64\/81, <i>ratio<\/i> naturale 5\/4).<\/div>\n<div>Un metodo assai pratico, che considera irrilevanti i piccoli scostamenti dalle proporzioni pitagoriche, &egrave; quello descritto da <b>J. van Heurn<\/b> in <i>De Orgelmaaker<\/i>, un articolo comparso nella <i>Vollendige beschrijving van alle Konsten, ambachten, handwerken&#8230;<\/i> Volume 19-21, 1804\/1805. Questo autore, dopo aver trovato la quinta con la solita proporzione 2\/3, propone di suddividere in sette parti il segmento a sinistra e in cinque parti quello a destra, trovando cos&igrave; i semitoni intermedi.<\/div>\n<div><b>Dom B&eacute;dos de Celles<\/b>, <i>L&#8217;art du facteur d&#8217;orgues<\/i>, Parigi 1766-78, descrive nel primo tomo dell&#8217;opera come si divide l&#8217;ottava secondo il circolo delle quinte: adotta pragmaticamente il sistema pitagorico, dimostrando che per tagliare le lastre non riteneva necessario rispettare fedelmente il sistema d&#8217;accordatura: in effetti gli scostamenti non sono tali da pregiudicare il risultato. Egli indica come operare partendo dalla prima ottava, come estendere la suddivisione all&#8217;intero ambito del registro, e d&agrave; le lunghezze di un 4&#8242; misurate in piedi, pollici, linee e punti (un punto vale 1\/12 di linea cio&egrave; 0,188 mm). Nella seguente tabella si riportano questi valori.<\/div>\n<table id=\"hor-minimalist-b\" summary=\"suddivisione dell'ottava secondo Dom B&eacute;dos\">\n<thead>\n<tr>\n<th scope=\"col\">&#183;<\/th>\n<th scope=\"col\">intervallo<\/th>\n<th scope=\"col\">nota<\/th>\n<th scope=\"col\">ratio<\/th>\n<th scope=\"col\">piedi<\/th>\n<th scope=\"col\">pollici<\/th>\n<th scope=\"col\">linee<\/th>\n<th scope=\"col\">punti<\/th>\n<th scope=\"col\">mm<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Do<\/td>\n<td>&egrave; l&#8217;unisono dato<\/td>\n<td>Do<\/td>\n<td>100<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>1300<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3\/4 di Do<\/td>\n<td>quarta giusta<\/td>\n<td>Fa<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>975<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2\/3 di Do<\/td>\n<td>quinta giusta<\/td>\n<td>Sol<\/td>\n<td>66,667<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>8<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>866,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>4\/3 di Sol<\/td>\n<td>quarta discendente, seconda maggiore sul Do<\/td>\n<td>Re<\/td>\n<td>88,889<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>8<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>1155,68<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2\/3 di Re<\/td>\n<td>quinta sopra, sesta maggiore sul Do<\/td>\n<td>La<\/td>\n<td>59,259<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>770,4533<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>4\/3 di La<\/td>\n<td>quarta inferiore, terza maggiore sul Do<\/td>\n<td>Mi<\/td>\n<td>79,012<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>11<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>1027,148<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2\/3 di Mi<\/td>\n<td>quinta sopra, settima maggiore sul Do<\/td>\n<td>Si<\/td>\n<td>52,675<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>684,6333<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3\/4 di Fa<\/td>\n<td>quarta sopra, settima minore sul Do<\/td>\n<td>Si&#9837;<\/td>\n<td>56,25<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>731,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3\/2 di Si&#9837;<\/td>\n<td>quinta discendente, terza minore sul Do<\/td>\n<td>Mi&#9837;<\/td>\n<td>84,375<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>1096,96<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3\/4 di Mi&#9837;<\/td>\n<td>quarta superiore, sesta minore sul Do<\/td>\n<td>La&#9837;&equiv;Sol&#9839;<\/td>\n<td>63,281<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>822,77<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3\/2 di Sol&#9839;<\/td>\n<td>quinta discendente, seconda minore sul Do<\/td>\n<td>Do&#9839;<\/td>\n<td>94,922<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>9<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>9<\/td>\n<td>1234,155<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3\/4 di Do&#9839;<\/td>\n<td>quarta giusta, quarta aumentata sul Do<\/td>\n<td>Fa&#9839;<\/td>\n<td>71,191<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>925,52<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/gif_03.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/gif_03-150x150.gif\" alt=\"suddivisione delle ottave in semitoni per via geometrica\" title=\"suddivisione delle ottave in semitoni per via geometrica\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1403\" \/><\/a>Una volta trovata l&#8217;ottava e suddiviso in dodici semitoni il segmento fra C8&#8242; e c4&#8242;, con il compasso si disegna il triangolo equilatero che ha per lato il detto segmento: la base di questo triangolo perci&ograve; contiene tutti i tratti corrispondenti ai semitoni. Si congiungono questi ultimi con il vertice opposto. Tracciando un segmento parallelo alla base, passante per le met&agrave; dei lati, si ottiene la suddivisione per semitoni della seconda ottava. E nuovamente, tirando un altro segmento parallelo alla base, passante per un quarto dei lati, si individuano le lunghezze delle lastre della terza ottava. Si ripete il procedimento con segmenti paralleli passanti per 1\/8, 1\/16 e 1\/32 dei lati per trovare le ottave pi&ugrave; acute.<\/div>\n<div>La cosiddetta &#8220;correzione di bocca&#8221; &egrave; una quantit&agrave; (pari a circa due volte il diametro della canna), che si deve sottrarre dalla lunghezza teorica per approssimarsi a quella reale. Essa &egrave; trascurabile in fase di progettazione, ma nel caso di canne molto larghe e acute assume valori rilevanti.<\/div>\n<div>Il sistema geometrico basato sulle coordinate cartesiane consente di analizzare tre parametri, vincolati fra loro da relazioni funzionali ben precise:<\/div>\n<ol>\n<li>Disponendo le canne in ordine ascendente dal grave all&#8217;acuto, si stabilisce una relazione biunivoca fra il numero progressivo di nota e la lunghezza d&#8217;onda.\n<ul>\n<li>Nel caso di adozione del sistema pitagorico (o di altri sistemi frazionari) la serie si rappresenta con i valori discreti stabiliti dal sistema stesso per ciascun intervallo all&#8217;interno della prima ottava, e con i loro sottomultipli nelle ottave acute secondo le potenze di 2 (nella seconda ottava saranno dimezzati, nella terza saranno ridotti a 1\/4, nella quarta a 1\/8, e cos&igrave; via).<\/li>\n<li>Nel caso del sistema equabile moderno la serie &egrave; rappresentata con una funzione del tipo y=k\/<sup>12<\/sup>&radic;2<sup>x-1<\/sup> che si pu&ograve; scrivere anche y=k&middot;2<sup>(1-x)\/12<\/sup>, in cui la variabile indipendente x &egrave; data dal numero d&#8217;ordine del tasto, la variabile y &egrave; la lunghezza della corrispondente canna e la costante k &egrave; stabilita dall&#8217;unit&agrave; di misura della lunghezza stessa. Nel caso dell&#8217;unisono x vale 1, l&#8217;esponente si annulla, il denominatore equivale all&#8217;unit&agrave; e dunque y risulta determinato dalla sola costante dimensionale k (8&#8242; oppure 2,6 m); nel caso della quarta x vale 6 (numero di tasti che separano le note costituenti l&#8217;intervallo, incluso quello da cui s&#8217;inizia a contare), l&#8217;esponente diventa -5\/12 e perci&ograve; y si ottiene dividendo k per <sup>12<\/sup>&radic;2<sup>5<\/sup>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Le lunghezze ottenute con i metodi illustrati al punto precedente possono essere usate per determinare le larghezze in funzione del rapporto di lastra, che a sua volta pu&ograve; essere costante o variabile. Ponendo come ascisse le lunghezze e come ordinate le larghezze di canna questa relazione genera sul piano cartesiano un nuovo grafico:\n<ul>\n<li>se tale relazione &egrave; di tipo lineare continuo si ottiene appunto una retta,<\/li>\n<li>se invece &egrave; di tipo lineare discontinuo si ottiene una linea spezzata.<br \/>Per esigenze di spazio la lunghezza di lastra, o almeno quella delle note pi&ugrave; gravi, pu&ograve; essere ridotta in scala: per le propriet&agrave; dei triangoli simili il risultato non cambia.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Le larghezze possono per&ograve; anche essere stabilite indipendentemente dalle rispettive lunghezze, ad esempio con il dimezzamento delle aree delle sezioni trasversali delle canne in corrispondenza delle ottave, oppure imponendo il dimezzamento del diametro dopo un certo intervallo solitamente maggiore dell&#8217;ottava, o ancora fissando un rapporto d&#8217;ottava diverso da 1&#247;2: in tutti questi casi la relazione non &egrave; pi&ugrave; lineare, e quindi il grafico &egrave; curvilineo.<\/li>\n<\/ol>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Storia ed evoluzione delle <i>scale<\/i><\/h3>\n<div>Consideriamo una serie di canne, ad esempio un&#8217;estensione di due ottave diatoniche, dal Do di 2&#8242; sino al Do di 1\/2&#8242;: sono in tutto 15 note. Se per costruire le canne &egrave; usata una medesima larghezza di lastra, ad esempio 75&#126;95 mm, formandole tutte sullo stesso mandrino di 24&#126;30 mm di diametro, s&#8217;ottiene una serie in cui il rapporto fra le larghezze di lastra di canne che distano un&#8217;ottava &egrave; costante e vale 1&#247;1. Il timbro invece varia gradualmente, divenendo pi&ugrave; flautato a mano a mano che si sale verso l&#8217;acuto. Tale caratteristica &egrave; propria ad esempio del flauto di Pan, in cui tuttavia le canne sono tappate ad una estremit&agrave;.<br \/>Finch&eacute; l&#8217;estensione e la taglia dello strumento rimangono limitate a poche ottave nella zona centrale-acuta delle frequenze udibili questo aspetto pu&ograve; essere trascurato. A mano a mano che il rapporto fra la lunghezza della canna e il suo diametro s&#8217;avvicina a valori critici, la disomogeneit&agrave; timbrica &egrave; sempre meno accettabile sino a che il risuonatore perde efficienza.<br \/>Il problema presenta due aspetti strettamente collegati fra loro:<\/div>\n<ul>\n<li>qual &egrave; il migliore rapporto fra diametro e lunghezza della canna?<\/li>\n<li>questo rapporto rimane costante attraverso tutta l&#8217;estensione della tastiera, oppure serve una serie variabile?<\/li>\n<li style=\"list-style-type:none;\">Inoltre una progressione variabile pu&ograve; a sua volta essere di tipo:\n<ul>\n<li style=\"list-style-type:none;\">&#8211; regolare, se gli incrementi sono calcolati in funzione continua della frequenza,<\/li>\n<li style=\"list-style-type:none;\">&#8211; irregolare, se gli incrementi avvengono con discontinuit&agrave;.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<div>Nel Medioevo si cominci&ograve; a studiare il problema della buona correlazione fra lunghezza e diametro del risuonatore. Una possibile soluzione era quella di mantenere costante la proporzione fra lunghezza e larghezza di lastra, applicando quindi alla serie delle larghezze il medesimo rapporto che vige in quella delle lunghezze: a distanza di un&#8217;ottava il corpo dimezza in lunghezza e in diametro.<\/div>\n<div>La prima canna, le cui misure servono da fondamento, era dunque ottenuta da una lastra i cui lati erano in rapporto fisso di 1:4, quindi (approssimando &#960; a 3) il rapporto fra diametro e lunghezza era 1:12.<br \/>Questo canone dur&ograve; a lungo: ne troviamo testimonianza ancora in Marin Mersenne, <i>Harmonicorum libri XII<\/i>, Parigi, 1648: &#8220;experientia docet altitudinis rationem quadruplam optimi soni causam esse&#8221;. Tuttavia lo stesso autore indica anche altri rapporti fra lunghezza e larghezza di lastra, ad esempio 5&#247;1 per le canne pi&ugrave; grosse, 5&#247;2, 7&#247;2 per canne pi&ugrave; piccole, 3&#247;1, 2&#247;1, 1&#247;1.<br \/>Per le canne tappate indica il rapporto 8&#247;3 come il pi&ugrave; stretto, e inoltre 7&#247;3, 6&#247;1, 5&#247;1, 4&#247;1. 3&#247;1, 2&#247;1, 1&#247;1.<br \/>Athanasius Kircher, <i>Musurgia universalis<\/i>, Roma, 1650, indica per le canne aperte i rapporti 5&#247;3, 5&#247;2 e 4&#247;1, mentre per le tappate 8&#247;3, 7&#247;3 e 1&#247;1 (per le pi&ugrave; piccole).<br \/>Spesso per&ograve; questi rapporti non erano mantenuti per tutta l&#8217;estensione del registro: come s&#8217;&egrave; accennato, per canne gravi si preferivano diametri pi&ugrave; stretti e per canne acute diametri pi&ugrave; larghi.<\/div>\n<div>Confrontiamo la progressione moderna con quelle antiche, regolari, che dimezzano la larghezza di lastra di ottava in ottava, usando come riferimento il Principale 8&#8242; aperto. La lunghezza della prima canna, che determina la frequenza della nota emessa, &egrave; la stessa per tutte le progressioni ed &egrave; di circa 2,6 metri, perci&ograve; i diametri (espressi in mm) variano in funzione del rapporto indicato.<br \/>Pur essendo consapevoli che dai valori teorici calcolati per la lunghezza della canna bisogna sottrarre una quantit&agrave; variabile, determinata dal diametro della canna stessa, gli organari solitamente trascuravano tale <i>correzione di bocca<\/i>.<\/div>\n<table id=\"ver-mini-nopad\" class=\"dx\" summary=\"confronto fra progressioni con diverso rapporto di lastra\">\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">Nota<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">Piedi<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">NM<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">6:1<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">5:1<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">4:1<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">7:2<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">3:1<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">8:3<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">5:2<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">7:3<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">2:1<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">5:3<\/th>\n<th style=\"text-align:right;\" scope=\"col\">1:1<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>C1<\/td>\n<td>8&#8242;<\/td>\n<td>155<\/td>\n<td>138<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">165<\/td>\n<td>207<\/td>\n<td>236<\/td>\n<td>276<\/td>\n<td>314<\/td>\n<td>331<\/td>\n<td>355<\/td>\n<td>414<\/td>\n<td>497<\/td>\n<td>828<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C13<\/td>\n<td>4&#8242;<\/td>\n<td>93<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">83<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">104<\/td>\n<td>118<\/td>\n<td>138<\/td>\n<td>157<\/td>\n<td>165<\/td>\n<td>177<\/td>\n<td>207<\/td>\n<td>248<\/td>\n<td>414<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C25<\/td>\n<td>2&#8242;<\/td>\n<td>56<\/td>\n<td>35<\/td>\n<td>41<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">52<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">59<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>78<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>104<\/td>\n<td>124<\/td>\n<td>207<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C37<\/td>\n<td>1&#8242;<\/td>\n<td>34<\/td>\n<td>17<\/td>\n<td>21<\/td>\n<td>26<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">30<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">34<\/td>\n<td>39<\/td>\n<td>41<\/td>\n<td>44<\/td>\n<td>52<\/td>\n<td>62<\/td>\n<td>104<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C49<\/td>\n<td>1\/2&#8242;<\/td>\n<td>20<\/td>\n<td>9<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td>13<\/td>\n<td>15<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">17<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">20<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">21<\/td>\n<td>22<\/td>\n<td>26<\/td>\n<td>31<\/td>\n<td>52<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C61<\/td>\n<td>1\/4&#8242;<\/td>\n<td>12<\/td>\n<td>4,5<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>6,5<\/td>\n<td>7,5<\/td>\n<td>8,5<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">10<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">11<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">13<\/td>\n<td>16<\/td>\n<td>26<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C73<\/td>\n<td>1\/8&#8242;<\/td>\n<td>7,3<\/td>\n<td>2,2<\/td>\n<td>2,5<\/td>\n<td>3,3<\/td>\n<td>3,8<\/td>\n<td>4,3<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>5,5<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">6,3<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">7,8<\/td>\n<td>13<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C85<\/td>\n<td>1\/16&#8242;<\/td>\n<td>4,4<\/td>\n<td>1,1<\/td>\n<td>1,3<\/td>\n<td>1,6<\/td>\n<td>1,9<\/td>\n<td>2,1<\/td>\n<td>2,5<\/td>\n<td>2,6<\/td>\n<td>2,7<\/td>\n<td>3,2<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">3,7<\/td>\n<td style=\"text-align:right;background-color:#ddd;\">6,5<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<div>&Egrave; evidente che i valori di questa tabella servono come esempio teorico, alcune situazioni estreme non hanno risvolti pratici n&eacute; riscontri storici. Nella terza colonna da sinistra sono riportati i valori moderni per il diametro della canna (secondo il criterio della <i>Normalmensur<\/i>, che illustrer&ograve; prossimamente). La larghezza di lastra si calcola moltiplicando tali valori per &#960; e la lunghezza di lastra ne deriva moltiplicando ancora il risultato per il rapporto. Ad esempio, nella penultima colonna a destra il primo valore &egrave; 497, che moltiplicato per &#960; fa 1561, moltiplicato ancora per 5:3 d&agrave; 2602.<br \/>Si nota che nella colonna dove sono i diametri secondo il rapporto 5:1 i valori per le note gravi delle prime due ottave sono quelli che fra tutti maggiormente si avvicinano alla <i>Normalmensur<\/i>; seguendo la diagonale alto-sinistra basso-destra si arriva alle colonne con rapporti vicini a 1, attraversando i valori compatibili con la progressione moderna.<br \/>&nbsp;<\/div>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Progressioni e metodo geometrico<\/h3>\n<div>Dopo aver calcolato la lunghezza teorica delle lastre con l&#8217;aiuto del metodo geometrico, &egrave; necessario stabilire quale relazione deve sussistere fra tali lunghezze e le relative larghezze di lastra.<br \/>Sulle ascisse sono riportate le lunghezze delle lastre, sulle ordinate sono segnate le larghezze.<br \/>I criteri seguiti storicamente stabilivano, in relazione al tipo di canna e di sonorit&agrave; desiderate, un valore di riferimento che poteva rimanere costante per tutta l&#8217;estensione del registro o variare in base alla tessitura.<\/div>\n<div>Il sistema di calcolo delle lunghezze delle lastre era fondato sui rapporti pitagorici, e godeva di autorit&agrave; indiscussa. Mantenendo costante il rapporto fra i lati delle lastre, si finiva per applicare quello stesso sistema anche alle larghezze. Ricordo che il rapporto di 1&#247;4 era considerato il valore ideale per il registro di Principale.<br \/>Stabilita quale deve essere la proporzione fra i lati della prima lastra, si riporta nel grafico il valore della larghezza in corrispondenza della prima nota. Si traccia poi la retta che passa per l&#8217;origine del sistema cartesiano e il punto individuato da queste prime coordinate: i rimanenti valori sono generati dalle intersezioni fra tale retta e le perpendicolari alle ascisse.<br \/>Faccio notare che il grafico pu&ograve; essere disegnato con le ascisse in ordine decrescente, cos&igrave; da avere le note disposte dal grave all&#8217;acuto da sinistra a destra, oppure con le ascisse normalmente crescenti, e la disposizione delle note invertita dall&#8217;acuto al grave.<\/div>\n<figure id=\"attachment_1328\" aria-describedby=\"caption-attachment-1328\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/grafico01.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/grafico01-300x225.png\" alt=\"grafico di correlazione fra i lati di lastra\" title=\"grafico di correlazione fra i lati di lastra\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-1328\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1328\" class=\"wp-caption-text\">grafico di correlazione fra i lati di lastra<\/figcaption><\/figure>\n<div>Tuttavia la progressione ottenuta risulta deludente dal punto di vista fonico se applicata all&#8217;intero ambito moderno del registro (cinque ottave, contro le due o tre dei portativi medioevali), perch&eacute; si scosta molto dal profilo che descrive la risposta dell&#8217;orecchio umano all&#8217;intensit&agrave; sonora in funzione della frequenza. Se l&#8217;intensit&agrave; del suono emesso dalle prime canne gravi &egrave; generalmente accettata, tuttavia si avverte nel passaggio alla tessitura centrale un impoverimento del timbro e quindi, verso l&#8217;acuto, un indebolimento del volume di circa una decina di decibel.<br \/>Questa carenza &egrave; imputabile ai diametri troppo stretti. Durante l&#8217;intonazione di un registro d&#8217;organo non &egrave; possibile correggere del tutto l&#8217;inadeguatezza di una progressione cos&igrave; rudimentale. Bisogna dunque modificare gradualmente il rapporto fra i lati delle lastre, per ottenere canne con diametri meglio proporzionati verso il grave e l&#8217;acuto, che sono gli ambiti in cui maggiormente si avvertono gli squilibri. Ci&ograve; pu&ograve; esser fatto in tre modi:<\/p>\n<ol>\n<li>introducendo una opportuna correzione, nota con il nome suggestivo di <i>arcanum<\/i> o <i>costante addizionale<\/i><\/li>\n<li>liberando la serie delle larghezze di lastra dall&#8217;ossequio al sistema pitagorico, ossia stabilendo punti di dimezzamento dei valori non pi&ugrave; in corrispondenza delle ottave;<\/li>\n<li>abbandonando il vincolo di dimezzamento all&#8217;ottava per la serie delle larghezze e adottando progressioni con andamento esponenziale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In questo articolo analizzer&ograve; i primi due metodi, praticati dalla maggior parte degli organari europei sin dal Rinascimento, e descritti nel secolo XVIII da Dom Bedos de Celles.<\/p><\/div>\n<div>Nel primo caso si tratta di modificare la pendenza della retta che intercetta le larghezze di lastra. Osserviamo i grafici qui sotto riportati.<\/div>\n<p>[nggallery id=23]<\/p>\n<ol>\n<li>Anzich&eacute; congiungere il punto B con l&#8217;origine O, si individui sull&#8217;asse delle ordinate una quantit&agrave; (positiva) e si congiunga tale punto con B. Ciascuna larghezza sar&agrave; incrementata di una quantit&agrave; variabile in funzione della lunghezza.<\/li>\n<li>Si trasla l&#8217;intero sistema verticalmente, per mezzo di una costante addizionale applicata a tutti i valori.<\/li>\n<li>Si varia la pendenza della retta, facendo perno ad esempio in corrispondenza del Do4&#8242;, ottenendo cos&igrave; incrementi positivi per le canne gravi della prima ottava e negativi per quelle seguenti, o viceversa.<\/li>\n<li>Si adottano variabili addizionali diversificate a seconda delle tessiture, creando progressioni discontinue.<\/li>\n<\/ol>\n<div>\n<div>Un&#8217;altra tecnica consiste nel variare la progressione delle larghezze, in modo che di ottava in ottava i valori stiano in rapporti diversi da 1:2, come 2:3 o 3:5 o 4:7. In questo modo la progressione &egrave; illustrata da un diagramma curvilineo, dato da un&#8217;equazione non lineare. Se si collegano con segmenti di retta i punti di dimezzamento, approssimando evidentemente il tracciato della curva, il grafico presenta degli scatti, delle variazioni di pendenza.<\/div>\n<figure id=\"attachment_1358\" aria-describedby=\"caption-attachment-1358\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/gif_05.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/gif_05-300x177.gif\" alt=\"progressione con proporzione 3:5\" title=\"progressione con proporzione 3:5\" width=\"300\" height=\"177\" class=\"size-medium wp-image-1358\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1358\" class=\"wp-caption-text\">proporzione delle larghezze di lastra fra ottave 3:5<\/figcaption><\/figure>\n<div>Un metodo grafico storicamente attestato prevede che si traccino su un segmento orizzontale Cc, corrispondente all&#8217;intervallo di ottava, i dodici semitoni secondo la consueta suddivisione pitagorica; sulle perpendicolari passanti per gli estremi di detto segmento si riportano le larghezze di lastra dei Do debitamente proporzionate (quindi il C4&#8242; misura per esempio 3\/5 di C8&#8242;). Si congiungono poi queste larghezze con segmenti inclinati: C8&#8242; con c4&#8242;, c4&#8242; con c2&#8242;, c2&#8242; con c1&#8242;, c1&#8242; con c1\/2&#8242;. Per trovare le larghezze di lastra delle rimanenti note basta alzare le perpendicolari dai semitoni e segnarne le intersezioni con i segmenti inclinati.<\/div>\n<div>Le progressioni generate possono adeguarsi meglio al profilo che descrive la risposta dell&#8217;orecchio umano. Tuttavia, poich&eacute; quest&#8217;ultimo ha andamento logaritmico mentre esse sono lineari, la prefetta aderenza non &egrave; possibile.<br \/>L&#8217;uso dell&#8217;<i>arcanum<\/i> permette di enfatizzare gli acuti quando l&#8217;addizionale &egrave; grande mentre pu&ograve; invertire la situazione se &egrave; piccola. Nella tabella seguente &egrave; illustrato come, scegliendo opportunamente il valore di base e la costante addizionale, le progressioni dei diametri si sviluppano ciascuna con caratteristiche molto spiccate e differenziate, pur avendo tutte in comune il Do di 4&#8242;.<\/div>\n<table id=\"ver-mini-nopad\">\n<tr>\n<td><b>Valori base<\/b><\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C1<\/td>\n<td>170<\/td>\n<td>160<\/td>\n<td>150<\/td>\n<td>140<\/td>\n<td>130<\/td>\n<td>110<\/td>\n<td>90<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C13<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>65<\/td>\n<td>55<\/td>\n<td>45<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C25<\/td>\n<td>42,5<\/td>\n<td>40<\/td>\n<td>37,5<\/td>\n<td>35<\/td>\n<td>32,5<\/td>\n<td>27,5<\/td>\n<td>22,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C37<\/td>\n<td>21,3<\/td>\n<td>20<\/td>\n<td>18,8<\/td>\n<td>17,5<\/td>\n<td>16,3<\/td>\n<td>13,8<\/td>\n<td>11,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C49<\/td>\n<td>10,6<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td>9,8<\/td>\n<td>8,8<\/td>\n<td>8,1<\/td>\n<td>6,9<\/td>\n<td>5,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><b>Progressioni<\/b><\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<td>&#183;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><i>Costante addizionale<\/i><\/td>\n<td>+0<\/td>\n<td>+5<\/td>\n<td>+10<\/td>\n<td>+15<\/td>\n<td>+20<\/td>\n<td>+30<\/td>\n<td>+40<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C1<\/td>\n<td>170<\/td>\n<td>165<\/td>\n<td>160<\/td>\n<td>155<\/td>\n<td>150<\/td>\n<td>140<\/td>\n<td>130<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background-color:#ddd;\">\n<td style=\"background-color:#fff;\">C13<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>85<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C25<\/td>\n<td>42,5<\/td>\n<td>45<\/td>\n<td>47,5<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>52,5<\/td>\n<td>57,5<\/td>\n<td>62,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C37<\/td>\n<td>21,3<\/td>\n<td>25<\/td>\n<td>28,8<\/td>\n<td>32,5<\/td>\n<td>36,3<\/td>\n<td>43,8<\/td>\n<td>51,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C49<\/td>\n<td>10,6<\/td>\n<td>15<\/td>\n<td>19,4<\/td>\n<td>23,8<\/td>\n<td>28,1<\/td>\n<td>36,9<\/td>\n<td>45,6<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Progressioni non lineari<\/h3>\n<div>Sino ad ora abbiamo descritto progressioni lineari, i cui grafici mostrano uno o pi&ugrave; segmenti consecutivi nel piano cartesiano. In questo contesto la retta &egrave; l&#8217;ente geometrico che rappresenta la relazione lineare fra lunghezza e larghezza di lastra. Tuttavia la ricerca di timbri e dinamiche condotta da musicisti e costruttori di strumenti musicali port&ograve; inevitabilmente a metodi geometrici per il calcolo di progressioni non lineari. L&#8217;organaria individu&ograve; nuove vie gi&agrave; nel Cinquecento, quando inizi&ograve; la costruzione di registri di colore e da concerto, con taglie pi&ugrave; larghe di quelle usate nei Principali.<\/div>\n<div>Christhard Mahrenholz, <i>Die Berechnung der Orgelpfeifenmensuren vom Mittelalter bis zur Mitte des 19. Jahrhunderts<\/i>, B&auml;renreiter-Verlkag, Kassel, 1968 afferma a pagina 40 di trovare tale criterio esplicitato graficamente addirittura in un manoscritto borgognone della seconda met&agrave; del Quattrocento. La progressione seguita a questo scopo prevedeva il dimezzamento dei valori della larghezza di lastra non gi&agrave; di ottava in ottava, ma ogni due ottave, ossia nell&#8217;intervallo di XV. Per&ograve; la serie aveva la particolarit&agrave; di non essere lineare, cio&egrave; non pu&ograve; essere rappresentata con segmenti di retta, infatti il rapporto fra le larghezze di lastra di due canne distanti un intervallo d&#8217;ottava &egrave; fatto pari a 1 &divide; <sup>2<\/sup>&radic;2.<br \/>Per suddividere geometricamente l&#8217;ottava in semitoni si pu&ograve; sfruttare il teorema di Pitagora, costruendo il triangolo rettangolo che ha una cateto pari alla larghezza di lastra della canna acuta e l&#8217;altro cateto pari alla met&agrave; della larghezza di lastra della canna grave: l&#8217;ipotenusa &egrave; pari alla larghezza di lastra della canna acuta moltiplicata per &radic;3\/2. Questa nuova misura d&agrave; la larghezza della quinta pura (che poco si discosta da quella della quinta temperata). Sfruttando il circolo delle quinte e moltiplicando per &radic;2 i valori che eccedono l&#8217;ottava si ricostruisce la successione dei dodici semitoni.<br \/>Una progressione cos&igrave; concepita porta a canne gravi relativamente strette e a canne acute molto larghe, avvicinandosi, per cos&igrave; dire, ai pi&ugrave; rigidi modelli medievali in cui i diametri erano mantenuti pressoch&eacute; costanti attraverso un&#8217;estensione di poche ottave.<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/proporzione_radice2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/proporzione_radice2-300x225.png\" alt=\"proporzione con dimezzamento alla XV\" title=\"proporzione con dimezzamento alla XV\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignright size-medium wp-image-1366\" \/><\/a><\/p>\n<div>Non deve sorprendere l&#8217;uso di numeri irrazionali, giacch&eacute;, come s&#8217;&egrave; detto, il metodo geometrico permette di risolvere le operazioni di calcolo agevolmente: in un quadrato il lato e la diagonale sono appunto in rapporto di 1:&radic;2. Per i teoremi di Euclide in un triangolo rettangolo, l&#8217;altezza relativa all&#8217;ipotenusa &egrave; medio proporzionale tra le proiezioni dei due cateti sull&#8217;ipotenusa e dunque si pu&ograve; costruire il triangolo in cui sussista la relazione 1 &divide; &radic;2 = &radic;2 &divide; 2<br \/>Dal punto di vista dei teorici che il Mahrenholz cita, de Caus e Mersenne, questa progressione poteva essere usata in registri tappati o per un Principale aperto di 16&#8242;.<\/div>\n<div>Si possono inoltre sfruttare le propriet&agrave; geometriche dei poligoni regolari, in cui i lati e le diagonali hanno precisi rapporti: nel pentagono &egrave; nota la relazione aurea di 1 a (&radic;5+1)\/2 (equivalente approssimativamente a 1:1,618); nell&#8217;esagono vale il rapporto 1 a &radic;3 (approssimato a 1:1,732). Inoltre si possono costruire triangoli rettangoli i cui cateti sono in proporzione con l&#8217;ipotenusa secondo valori irrazionali che non si scostano molto da quello individuato in epoca moderna da T&ouml;pfer con la citata Normalmensur 1:<sup>4<\/sup>&radic;8 (circa 1:1,682). Per esempio se i cateti misurano 3 e 4 l&#8217;ipotenusa vale 5, e quindi si stabiliscono esplicitamente le note relazioni 3:5 (circa 1:1,6667) e 4:5; oppure se i cateti valgono 1 e 2 l&#8217;ipotenusa &egrave; &radic;5, e cos&igrave; via.<\/div>\n<figure id=\"attachment_1368\" aria-describedby=\"caption-attachment-1368\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/praetorius_syntagma.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/praetorius_syntagma-300x140.png\" alt=\"M. Praetorius: Syntagma musicum, v. II p. 232\" title=\"M. Praetorius: Syntagma musicum, v. II p. 232\" width=\"300\" height=\"140\" class=\"size-medium wp-image-1368\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1368\" class=\"wp-caption-text\">M. Praetorius: Syntagma musicum, v. II p. 232<\/figcaption><\/figure>\n<div>Durante i secoli XVII e XVIII la letteratura teorica in lingua tedesca comincia a trattare espressamente scale in cui le larghezze di lastra rispettano i seguenti rapporti d&#8217;ottava 4:7, 5:9, 3:5, 5:8, 5:7, 2:3. In particolare sappiamo che doveva essere piuttosto diffusa l&#8217;adozione del rapporto 3:5 nei registri ad anima e del rapporto 5:7 in quelli ad ancia. La tabella qui sotto permette di riconoscere lo sviluppo di diverse progressioni, aventi in comune tutte lo stesso valore per il Do di 2&#8242;.<\/div>\n<table  id=\"ver-mini-nopad\" class=\"dx\" summary=\"esempi di progressioni con ratio diversa da 1&#247;2\">\n<thead>\n<tr>\n<th scope=\"col\">&#183;<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">1&#247;2<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">5&#247;9<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,8<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">4&#247;7<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,75<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">7&#247;12<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,714<\/th>\n<th scope=\"col\"style=\"text-align:center\">3&#247;5<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,667<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\"><i>sectio<br \/>aurea<\/i><br \/>1&#247;1,618<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">5&#247;8<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,6<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">2&#247;3<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,5<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">1&#247;&radic;2<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,414<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">5&#247;7<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,4<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"text-align:center\">3&#247;4<br \/>&#183;<br \/>1&#247;1,333<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">C8&#8242;<\/td>\n<td>200<\/td>\n<td>162<\/td>\n<td>153<\/td>\n<td>147<\/td>\n<td>139<\/td>\n<td>131<\/td>\n<td>128<\/td>\n<td>113<\/td>\n<td>100<\/td>\n<td>98<\/td>\n<td>89<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">C4&#8242;<\/td>\n<td>100<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>87,5<\/td>\n<td>85,7<\/td>\n<td>83,3<\/td>\n<td>80,9<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>70,7<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>66,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background-color:#ddd;\">\n<td style=\"text-align:left;\">C2&#8242;<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">C1&#8242;<\/td>\n<td>25<\/td>\n<td>27,8<\/td>\n<td>28,6<\/td>\n<td>29,2<\/td>\n<td>30<\/td>\n<td>30,9<\/td>\n<td>31,3<\/td>\n<td>33,3<\/td>\n<td>35,4<\/td>\n<td>35,7<\/td>\n<td>37,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">C&#189;&#8217;<\/td>\n<td>12,5<\/td>\n<td>15,4<\/td>\n<td>16,4<\/td>\n<td>17,0<\/td>\n<td>18<\/td>\n<td>19,1<\/td>\n<td>19,6<\/td>\n<td>22,2<\/td>\n<td>25<\/td>\n<td>25,5<\/td>\n<td>28,1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Dom B&eacute;dos <i>versus<\/i> T&ouml;pfer<\/h3>\n<div>Axel Leuthold in un articolo citato rimarca pi&ugrave; volte il fatto che Mahrenholz erroneamente calcola i diametri delle canne mediante equazioni esponenziali, mentre i valori che gli Antichi ottenevano derivano da pi&ugrave; semplici equazioni lineari. Questo errore non &egrave; affatto trascurabile. Per le ascisse, cio&egrave; per le lunghezze di lastra, calcolare la successione dei semitoni con il metodo delle proporzioni pitagoriche o con l&#8217;estrazione di radice porta a differenze non molto rilevanti dal punto di vista pratico. Invece se le ordinate non sono stabilite in funzione della lunghezza, ma con il criterio logaritmico i risultati sono completamente diversi.<br \/>Per chiarire meglio il concetto seguir&ograve; prima il ragionamento di Dom B&eacute;dos e poi quello di T&ouml;pfer.<\/div>\n<div>Dom B&eacute;dos traccia i due assi cartesiani, sulle ascisse riporta la suddivisione pitagorica, quindi stabilisce la larghezza di lastra col giusto rapporto di misura in corrispondenza della prima canna grave (Do<sub>1<\/sub> = 155,7 mm), analogamente fissa quella dell&#8217;ultima canna acuta (Do<sub>49<\/sub> = 21,4 mm), e disegna poi la linea retta che congiunge i due punti, ricavando sull&#8217;asse delle ordinate le larghezze di lastra delle note intermedie.<\/div>\n<div>Secondo il metodo di T&ouml;pfer invece, si stabilisce prima il rapporto che deve intercorrere fra le due larghezze di lastra e poi si suddivide questo rapporto nel numero di semitoni compresi; perci&ograve;, applicando questo ragionamento ai valori posti da Dom Bedos, si ha <sup>48<\/sup>&radic;(155,7&divide;21,4)=1,0422112. Questa &egrave; la ragione costante fra ciascun semitono: il Do&#9839;<sub>2<\/sub> si ricava da 155,7\/1,0422112=149,4, il Re<sub>3<\/sub> da 149,4\/1,0422112=143,3, e cos&igrave; via, come illustrato nella tabella seguente.<\/div>\n<table id=\"ver-mini-nopad\" class=\"dx\">\n<thead>\n<tr>\n<th>&nbsp;<\/td>\n<th>&nbsp;<\/td>\n<th>Equabile<\/td>\n<th>Dom B&eacute;dos<\/td>\n<th>T&ouml;pfer<\/td>\n<th>Differenza<\/td>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>1<\/td>\n<td>C<\/td>\n<td>155,7<\/td>\n<td>155,7<\/td>\n<td>155,7<\/td>\n<td>0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2<\/td>\n<td>C&#9839;<\/td>\n<td>147,7<\/td>\n<td>148,4<\/td>\n<td>149,4<\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3<\/td>\n<td>D<\/td>\n<td>140,1<\/td>\n<td>139,8<\/td>\n<td>143,3<\/td>\n<td>3,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>4<\/td>\n<td>D&#9839;<\/td>\n<td>132,9<\/td>\n<td>133,3<\/td>\n<td>137,5<\/td>\n<td>4,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>5<\/td>\n<td>E<\/td>\n<td>126,1<\/td>\n<td>125,6<\/td>\n<td>132<\/td>\n<td>6,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>6<\/td>\n<td>F<\/td>\n<td>119,8<\/td>\n<td>119,9<\/td>\n<td>126,6<\/td>\n<td>6,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>7<\/td>\n<td>F&#9839;<\/td>\n<td>113,7<\/td>\n<td>114,4<\/td>\n<td>121,5<\/td>\n<td>7,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>8<\/td>\n<td>G<\/td>\n<td>108,1<\/td>\n<td>107,9<\/td>\n<td>116,6<\/td>\n<td>8,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>9<\/td>\n<td>G&#9839;<\/td>\n<td>102,7<\/td>\n<td>103,1<\/td>\n<td>111,9<\/td>\n<td>8,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>10<\/td>\n<td>A<\/td>\n<td>97,6<\/td>\n<td>97,3<\/td>\n<td>107,3<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>11<\/td>\n<td>A&#9839;<\/td>\n<td>92,8<\/td>\n<td>93<\/td>\n<td>103<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>12<\/td>\n<td>B<\/td>\n<td>88,3<\/td>\n<td>87,9<\/td>\n<td>98,8<\/td>\n<td>10,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>13<\/td>\n<td>C<\/td>\n<td>84,1<\/td>\n<td>84,1<\/td>\n<td>94,8<\/td>\n<td>10,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>14<\/td>\n<td>C#<\/td>\n<td>80,1<\/td>\n<td>80,4<\/td>\n<td>91<\/td>\n<td>10,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>15<\/td>\n<td>D<\/td>\n<td>76,3<\/td>\n<td>76,1<\/td>\n<td>87,3<\/td>\n<td>11,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>16<\/td>\n<td>D&#9839;<\/td>\n<td>72,7<\/td>\n<td>72,9<\/td>\n<td>83,7<\/td>\n<td>10,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>17<\/td>\n<td>E<\/td>\n<td>69,3<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>80,4<\/td>\n<td>11,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>18<\/td>\n<td>F<\/td>\n<td>66,1<\/td>\n<td>66,2<\/td>\n<td>77,1<\/td>\n<td>10,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>19<\/td>\n<td>F&#9839;<\/td>\n<td>63,1<\/td>\n<td>63,4<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>10,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>20<\/td>\n<td>G<\/td>\n<td>60,3<\/td>\n<td>60,2<\/td>\n<td>71<\/td>\n<td>10,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>21<\/td>\n<td>G&#9839;<\/td>\n<td>57,6<\/td>\n<td>57,8<\/td>\n<td>68,1<\/td>\n<td>10,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>22<\/td>\n<td>A<\/td>\n<td>55<\/td>\n<td>54,9<\/td>\n<td>65,3<\/td>\n<td>10,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>23<\/td>\n<td>A&#9839;<\/td>\n<td>52,6<\/td>\n<td>52,7<\/td>\n<td>62,7<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>24<\/td>\n<td>B<\/td>\n<td>50,4<\/td>\n<td>50,2<\/td>\n<td>60,2<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>25<\/td>\n<td>C<\/td>\n<td>48,3<\/td>\n<td>48,3<\/td>\n<td>57,7<\/td>\n<td>9,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>26<\/td>\n<td>C&#9839;<\/td>\n<td>46,2<\/td>\n<td>46,4<\/td>\n<td>55,4<\/td>\n<td>9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>27<\/td>\n<td>D<\/td>\n<td>44,4<\/td>\n<td>44,3<\/td>\n<td>53,1<\/td>\n<td>8,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>28<\/td>\n<td>D&#9839;<\/td>\n<td>42,6<\/td>\n<td>42,7<\/td>\n<td>51<\/td>\n<td>8,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>29<\/td>\n<td>E<\/td>\n<td>40,9<\/td>\n<td>40,7<\/td>\n<td>48,9<\/td>\n<td>8,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>30<\/td>\n<td>F<\/td>\n<td>39,3<\/td>\n<td>39,3<\/td>\n<td>46,9<\/td>\n<td>7,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>31<\/td>\n<td>F&#9839;<\/td>\n<td>37,8<\/td>\n<td>37,9<\/td>\n<td>45<\/td>\n<td>7,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>32<\/td>\n<td>G<\/td>\n<td>36,3<\/td>\n<td>36,3<\/td>\n<td>43,2<\/td>\n<td>6,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>33<\/td>\n<td>G&#9839;<\/td>\n<td>35<\/td>\n<td>35,1<\/td>\n<td>41,5<\/td>\n<td>6,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>34<\/td>\n<td>A<\/td>\n<td>33,7<\/td>\n<td>33,7<\/td>\n<td>39,8<\/td>\n<td>6,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>35<\/td>\n<td>A&#9839;<\/td>\n<td>32,5<\/td>\n<td>32,6<\/td>\n<td>38,2<\/td>\n<td>5,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>36<\/td>\n<td>B<\/td>\n<td>31,4<\/td>\n<td>31,3<\/td>\n<td>36,6<\/td>\n<td>5,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>37<\/td>\n<td>C<\/td>\n<td>30,4<\/td>\n<td>30,4<\/td>\n<td>35,1<\/td>\n<td>4,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>38<\/td>\n<td>C&#9839;<\/td>\n<td>29,3<\/td>\n<td>29,4<\/td>\n<td>33,7<\/td>\n<td>4,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>39<\/td>\n<td>D<\/td>\n<td>28,4<\/td>\n<td>28,4<\/td>\n<td>32,4<\/td>\n<td>4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>40<\/td>\n<td>D&#9839;<\/td>\n<td>27,5<\/td>\n<td>27,6<\/td>\n<td>31<\/td>\n<td>3,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>41<\/td>\n<td>E<\/td>\n<td>26,7<\/td>\n<td>26,6<\/td>\n<td>29,8<\/td>\n<td>3,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>42<\/td>\n<td>F<\/td>\n<td>25,9<\/td>\n<td>25,9<\/td>\n<td>28,6<\/td>\n<td>2,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>43<\/td>\n<td>F&#9839;<\/td>\n<td>25,1<\/td>\n<td>25,2<\/td>\n<td>27,4<\/td>\n<td>2,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>44<\/td>\n<td>G<\/td>\n<td>24,4<\/td>\n<td>24,4<\/td>\n<td>26,3<\/td>\n<td>1,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>45<\/td>\n<td>G&#9839;<\/td>\n<td>23,7<\/td>\n<td>23,8<\/td>\n<td>25,2<\/td>\n<td>1,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>46<\/td>\n<td>A<\/td>\n<td>23,1<\/td>\n<td>23,1<\/td>\n<td>24,2<\/td>\n<td>1,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>47<\/td>\n<td>A&#9839;<\/td>\n<td>22,5<\/td>\n<td>22,5<\/td>\n<td>23,2<\/td>\n<td>0,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>48<\/td>\n<td>B<\/td>\n<td>21,9<\/td>\n<td>21,9<\/td>\n<td>22,3<\/td>\n<td>0,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>49<\/td>\n<td>C<\/td>\n<td>21,4<\/td>\n<td>21,4<\/td>\n<td>21,4<\/td>\n<td>0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>Nella colonna a sinistra sono riportati i diametri risultanti dalla suddivisione dell&#8217;ottava secondo il sistema equabile, nella colonna centrale quelli ricavati dal metodo grafico di Dom B&eacute;dos e in quella a destra i dati forniti dal calcolo di T&ouml;pfer, con a fianco le differenze: si nota che esse raggiungono addirittura il centimetro. Invece le differenze fra la disposizione delle ascisse con il sistema equabile e quelle con il pitagorico sono di poco conto. Riportate in grafico, le progressioni dei due autori appaiono decisamente non sovrapponibili.<\/div>\n<p><figure id=\"attachment_1457\" aria-describedby=\"caption-attachment-1457\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lineare.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lineare-300x205.png\" alt=\"grafico lineare\" title=\"grafico lineare\" width=\"300\" height=\"205\" class=\"size-medium wp-image-1457\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1457\" class=\"wp-caption-text\">Progressione di Dom B&eacute;dos con assi in scala proporzionale<\/figcaption><\/figure><span>&nbsp;<\/span><figure id=\"attachment_1456\" aria-describedby=\"caption-attachment-1456\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/logaritmo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/logaritmo-300x205.png\" alt=\"grafico logaritmico\" title=\"grafico logaritmico\" width=\"300\" height=\"205\" class=\"size-medium wp-image-1456\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1456\" class=\"wp-caption-text\">Progressione di Dom B&eacute;dos con assi in scala logaritmica<\/figcaption><\/figure><\/p>\n<div>Come si nota nel primo grafico, l&#8217;andamento delle larghezze &egrave; lineare nel caso della scala di Dom B&eacute;dos e curvilineo (funzione di potenza) in quella di T&ouml;pfer. Se per&ograve; scegliamo di distribuire le ordinate e le ascisse logaritmicamente allora possiamo rappresentare la scala di T&ouml;pfer mediante una retta, e di conseguenza quella di Dom B&eacute;dos con una curva, come illustrato nel secondo grafico.<br \/>Le equazioni evidenziate permettono di ricostruire le progressioni con un normale foglio elettronico. Caratteristica del grafico logaritmico &egrave; la distribuzione equispaziata dei semitoni; di conseguenza la distanza fra due note di ugual nome &egrave; sempre la stessa: fra Do1 e Do13 c&#8217;&egrave; lo stesso spazio che troviamo fra Do13 e Do25 o fra Do25 e Do37 o Do37 e Do49. Invece nel grafico proporzionale l&#8217;asse delle ascisse mostra la naturale successione delle ottave secondo le potenze di 2: la distanza fra Do13 e Do25 &egrave; la met&agrave; di quella fra Do1 e Do13, quella fra Do25 e Do37 &egrave; 1\/4, fra Do37 e Do49 1\/8.<br \/>&nbsp;<\/div>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Logaritmi o radici?<\/h3>\n<div>Come &egrave; stato illustrato nei due grafici nella pagina precedente, dopo aver liberata dal vincolo delle lunghezze la progressione delle larghezze di lastra, si pu&ograve; tracciare un grafico indipendente della &#8220;scala&#8221;, in cui le ascisse non mostrano pi&ugrave; la lunghezza, ma semplicemente il numero sequenziale della nota.<\/div>\n<div>Con la comodit&agrave; dei fogli di calcolo oggi non &egrave; pi&ugrave; necessario ricorrere alle tavole logaritmiche, potendo semplicemente ottenere il fattore di riduzione mediante l&#8217;estrazione della radice ennesima di qualsiasi rapporto di misura.<\/div>\n<div>Ad esempio, per suddividere il rapporto di ottava 1 &divide; 2, che come s&#8217;&egrave; detto potrebbe essere usato sia per la serie delle lunghezze sia per quella delle larghezze di lastra, si calcola la ragione <sup>12<\/sup>&radic;0,5 e si moltiplica ciascun nuovo semitono per la ragione stessa, oppure si applica la nota formula equivalente 0,5^((n-1)\/12), dove n &egrave; il numero progressivo della nota (Do 1, Do&#9839; 2, Re 3, ecc.), come segue:<\/div>\n<div style=\"text-align:center;font-size:.75em;background-color:#dedede;margin:12px auto;border:1px solid #ccc;\">1 | 0,943874 | 0,890899 | 0,840896 | 0,793701 | 0,749154<br \/>0,707107 | 0,66742 | 0,629961 | 0,594604 | 0,561231 | 0,529732 | 0,5<\/div>\n<div>Quando si conoscono le circonferenze di due canne che suonano un dato intervallo, &egrave; possibile trovare le misure delle canne intermedie formulando una proporzione che tenga conto del rapporto fra le misure date e del numero progressivo della nota cercata.<\/div>\n<div style=\"text-align:center;\">&Oslash;<sub>X<\/sub> = &Oslash;<sub>M<\/sub>*(&Oslash;<sub>M<\/sub>\/&oslash;<sub>m<\/sub>)^((1-n<sub>x<\/sub>)\/(n<sub>m<\/sub>-n<sub>M<\/sub>))<\/div>\n<div>dove &Oslash;<sub>x<\/sub> &egrave; il diametro incognito, &Oslash;<sub>M<\/sub> &egrave; il diametro della nota pi&ugrave; grave, &oslash;<sub>m<\/sub> &egrave; il diametro della nota pi&ugrave; acuta, n<sub>x<\/sub> &egrave; il numero progressivo della nota cercata, n<sub>M<\/sub> &egrave; il numero progressivo della nota pi&ugrave; grave e n<sub>m<\/sub> &egrave; il numero progressivo della nota pi&ugrave; acuta.<br \/>Questi calcoli possono essere applicati anche ai dati relativi alle frequenze o alle lunghezze d&#8217;onda, tenendo per&ograve; presente che forniscono risultati validi solo nel sistema del temperamento equabile, in cui qualsiasi intervallo &egrave; sempre diviso in semitoni uguali.<\/div>\n<div>Sino agli anni &#8217;70 del XX secolo il laborioso computo era da farsi a mano, e perci&ograve; si ricorreva a due strumenti che risparmiavano fatica e fornivano risultati precisi: le <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Logaritmo\" target=\"_blank\">tavole logaritmiche<\/a> e il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regolo_calcolatore\" target=\"_blank\">regolo<\/a>.<br \/>T&ouml;pfer illustra alcune propriet&agrave; mediante facili esempi, usando i logaritmi in base 10.<br \/>&nbsp;<\/div>\n<ul>\n<li>La moltiplicazione di pi&ugrave; fattori si semplifica con la somma dei loro logaritmi: 2 &times; 4 &times; 6 = 48 equivale a log2 + log4 + log6 = log48. Precisamente 0,3010300 + 0,6020600 + 0,7781513 = 1,6812413<\/li>\n<li>La divisione si riduce a sottrazione: 48 &divide; 8 = 6 equivale a log48 &#8211; log8 = log6, infatti 1,6812412 &#8211; 0,9030900 = 0,7781512<\/li>\n<li>La potenza di un numero si semplifica in un prodotto: 8<sup>2<\/sup> = 64 si calcola moltiplicando 2 &times; log8, cio&egrave; 2 &times; 0,9030900 = 1,8061800 = log64<\/li>\n<li>L&#8217;estrazione di radice &egrave; ridotta alla divisione del logaritmo del numero per l&#8217;esponente della radice: <sup>2<\/sup>&radic;64 = log64 &divide; 2 = 1,8061800 &times; 0,5 = 0,9030900 = log8.<\/li>\n<\/ul>\n<div><b>George Ashdown Audsley<\/b> nell&#8217;opera intitolata <i>The Art of Organ-Building<\/i>, vol. 2, New York, 1905 descrive l&#8217;operazione grafica per il calcolo delle larghezze di lastra:<br \/>&nbsp;<\/div>\n<ol>\n<li>Si stabilisce il rapporto di ottava, ad esempio fra due canne formanti l&#8217;intervallo di ottava fatta pari a 1 la larghezza di lastra minore l&#8217;altra vale &radic;8: in tal caso la diciassettesima nota della serie avr&agrave; larghezza di lastra pari a met&agrave;. Si tratta allora di dividere in sedici parti il rapporto 1\/2, ossia il fattore di riduzione o &#8220;ragione&#8221; &egrave; <sup>16<\/sup>&radic;0,5 oppure, col metodo dei logaritmi, log(2)\/16<\/li>\n<li>Si traccia sull&#8217;asse orizzontale il numero desiderato di ascisse logaritmiche, ottenute dividendo una unit&agrave; di misura a piacere per il fattore di riduzione. Ora possiamo scegliere 250 mm per disegnare comodamente in un foglio A4 orizzontale. Con l&#8217;aiuto delle tavole logaritmiche eseguiamo la sottrazione log(250) &#8211; log(2)\/16 = 2,379125634 il cui antilogaritmo &egrave; 239,4008202 che corrisponde alla seconda nota, poi log(250) &#8211; log(2) * 2\/16 = 2,360311259 il cui antilogaritmo &egrave; 229,2510108 che &egrave; la terza nota, e cos&igrave; via. &Egrave; evidente che per ogni semitono si ripete la sottrazione, e quindi si pu&ograve; tradurre il procedimento nella formula log(X) &#8211; log(2) * n\/16, dove X &egrave; l&#8217;unit&agrave; di misura prescelta e n il numero di semitoni successivi alla prima nota.<\/li>\n<li>Dopo aver alzato le perpendicolari all&#8217;asse delle ascisse in corrispondenza delle note, riportiamo la larghezza della prima lastra sulla prima ordinata e congiungiamo questo punto all&#8217;origine con una linea retta: essa interseca la diciassettesima ordinata a un mezzo, la trentatreesima a un quarto, la quarantanovesima a un ottavo e la sessantacinquesima a un sedicesimo del primo valore stabilito. I semitoni intermedi sono ovviamente legati dalla stessa relazione.<\/li>\n<\/ol>\n<figure id=\"attachment_1480\" aria-describedby=\"caption-attachment-1480\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/progressione_rad8.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/progressione_rad8-300x186.png\" alt=\"progressione_rad8\" title=\"progressione_rad8\" width=\"300\" height=\"186\" class=\"size-medium wp-image-1480\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1480\" class=\"wp-caption-text\">Progressione con rapporto d'ottava 1:&radic;8<\/figcaption><\/figure>\n<div>Audsley spiega anche come tracciare pi&ugrave; semplicemente per mezzo di un curvilinee la linea esponenziale che si ottiene in un grafico in cui le ascisse sono equidistanziate e rappresentano semplicemente il numero progressivo di nota. La precisione di questo mezzo &egrave; sufficientemente accurata per l&#8217;uso pratico.<br \/>&nbsp;<\/div>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>La <i>NormalMensur<\/i> e le progressioni moderne<\/h3>\n<div>Georg Andreas Sorge (1703 &#8211; 1778) nel trattato <i>Der in der Rechen- und Messkunst wohlerfahrene Orgelbaumeister<\/i>, Lobenstein 1773 (ristampato in epoca moderna a Magonza da Paul Smets nel 1932) attacca con veemenza la tradizione organaria del passato, rappresentata da Bendeler, Werckmeister e Adlung, accusandoli di aver dato insegnamenti erronei, e si fa fervente sostenitore dell&#8217;impiego dei logaritmi al posto delle frazioni nel calcolo delle larghezze di lastra, nonch&eacute; fautore di moderni sistemi di temperamento circolanti irregolari.<br \/>Egli afferma esplicitamente che la larghezza di lastra non va calcolata in funzione della sua lunghezza, e che il rapporto 1 &divide; 2 si deve fissare non gi&agrave; per l&#8217;intervallo di ottava, come appunto accade con le lunghezze, ma invece per quello di nona oppure per quelli di decima maggiore o minore. Le proporzioni per le note intermedie sono calcolate ovviamente con il metodo logaritmico illustrato.<\/div>\n<div>J. G. T&ouml;pfer segu&igrave; Sorge ampliando la portata della rivoluzione: abbandon&ograve; il dimezzamento alla nona, e consolid&ograve; con metodo scientifico rapporti di misura, che, a dire il vero, erano gi&agrave; nella tradizione, ma non compiutamente articolati entro un quadro omogeneo di calcolo. Il rapporto di 1 &divide; 3 &egrave; praticamente uguale al dimezzamento alla decima minore di Sorge, il dimezzamento alla decima maggiore invece coincide con il rapporto che T&ouml;pfer fiss&ograve; come canonico, la <i>NormalMensur<\/i>, inoltre possono essere calcolate anche altre due serie, come illustrato nella tabella seguente.<\/div>\n<table id=\"hor-minimalist-b\" align=center>\n<caption>Progressioni con dimezzamento oltre l&#8217;ottava<\/caption>\n<thead>\n<tr>\n<th>Autore<\/th>\n<th>Intervallo di<br \/>dimezzamento dei &Oslash;<\/th>\n<th>n. di semitoni<br \/>(estremi inclusi)<\/th>\n<th>Rapporto dei diametri nell&#8217;ottava<\/th>\n<th>Rapporto delle sezioni nell&#8217;ottava<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td rowspan=\"3\">Sorge<\/td>\n<td>Nona (C1:D2)<\/td>\n<td>15<\/td>\n<td>1 : 1,811<\/td>\n<td>1 : 3,281<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Decima minore (C1:E&#9837;2)<\/td>\n<td>16<\/td>\n<td>1 : 1,741<\/td>\n<td>1 : 3,032<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Decima maggiore (C1:E2)<\/td>\n<td>17<\/td>\n<td>1 : 1,682<\/td>\n<td>1 : 2,828<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"2\">T&ouml;pfer<\/td>\n<td>Undecima (C1:F2)<\/td>\n<td>18<\/td>\n<td>1 : 1,631<\/td>\n<td>1 : 2,661<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Duodecima diminuita (C1:F&#9839;2)<\/td>\n<td>19<\/td>\n<td>1 : 1,587<\/td>\n<td>1 : 2,519<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>T&ouml;pfer si impose rapidamente come il padre delle moderne progressioni: infatti riusc&igrave; a dare una solida base teorica a tutto l&#8217;edificio, fondandolo sui rapporti fra le sezioni trasversali dei corpi, cio&egrave; le aree delle anime, anzich&eacute; sui rapporti fra circonferenze.<br \/>Questo cambiamento del punto di vista &egrave; da collegarsi anche alle considerazioni fatte da T&ouml;pfer sull&#8217;equivalenza fra canne cilindriche di metallo e canne prismatiche di legno: nel trattato infatti egli spesso riunisce tre parametri (circonferenza, diametro e lato del quadrato equivalente) quando parla del rapporto di misura d&#8217;ottava. Per calcolare il lato del quadrato equivalente alla sezione trasversale di una canna cilindrica, dobbiamo estrarre la radice quadrata dell&#8217;area nota. Quindi &egrave; possibile mettere in relazione due canne a distanza di ottava, calcolando il rapporto fra le aree anzich&eacute; quello fra le circonferenze. Se una canna ha circonferenza pari a met&agrave; di quella all&#8217;ottava inferiore, allora la sua area &egrave; pari a un quarto dell&#8217;altra. Se la stessa canna avesse invece la sezione trasversale pari a met&agrave; di quella all&#8217;ottava inferiore, allora la sua circonferenza sarebbe 1\/&radic;2 = 0,7071 volte quell&#8217;altra, sarebbe cio&egrave; sensibilmente maggiore rispetto a quella della progressione iniziale. In questa nuova serie i valori lineari, cio&egrave; circonferenza, diametro e lato del quadrato equivalente dimezzano ogni due ottave.<\/div>\n<div>Dopo aver passato in esame le scale fornite da Dom B&eacute;dos, T&ouml;pfer illustra anche altre scale usate nell&#8217;organaria del tempo. Espone quindi in tabella i valori di alcune serie con i seguenti rapporti d&#8217;ottava <u>fra le superfici di sezione<\/u>: 1 &divide; 4, 2&divide; 7, 1 &divide; 3, 2 &divide; 5, 4 &divide; 9, 1 &divide; 2. Tutte le serie hanno in comune lo stesso valore di 2 zoll (circa 51 mm) per il Do di 2&#8242;. L&#8217;esame porta alla conclusione che i valori calcolati con i rapporti 1 &divide; 4 e 1 &divide; 2 non sono praticabili per tutta l&#8217;estensione della tastiera, e comunque rappresentano casi estremi di canne o molto strette o molto larghe. T&ouml;pfer quindi propone di adottare la media geometrica fra i due rapporti &radic;(2&middot;4) = &radic;8 = 2,828433. Questo valore fu rapidamente accettato come standard, ma fu ufficialmente ratificato dopo pi&ugrave; di mezzo secolo nella Conferenza di Freiberg del 1926 come <i>ratio<\/i> della serie basata sulla canna con diametro di 155,5 mm che produce la nota Do di 8&#8242;. Era nata la cosiddetta <i>NormalMensur<\/i>, 1 &divide; &radic;8, che si traduce nel rapporto di ottava fra diametri o fra larghezze di lastra pari a 1 &divide; <sup>4<\/sup>&radic;8 = 1 &divide; 1,6818. Il rapporto fra semitoni &egrave; quindi pari a 1 &divide; <sup>48<\/sup>&radic;8. I valori per l&#8217;intera estensione di un registro dal 32&#8242; sino al 1\/16&#8242; sono cos&igrave; fissati:<\/div>\n<table style=\"font-size:10px;\">\n<caption style=\"font-size:14px\">Normalmensur, dimezzamento al 16&#xb0; semitono<\/caption>\n<colgroup>\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-even\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-odd\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-even\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-odd\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-even\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-odd\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-even\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-odd\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-even\">\n<colgroup span=\"2\" class=\"vzebra-odd\">\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align:center;\">nota<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">32&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">16&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">8&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">4&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">2&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">1&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">1\/2&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">1\/4&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">1\/8&#8242;<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">1\/16&#8242;<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th style=\"text-align:center;\"><\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">mm<\/th>\n<th style=\"text-align:center;\">scala<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">C 1<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">439,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">20<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">261,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">32<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">155,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">44<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">92,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">56<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">54,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">68<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">32,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">80<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">19,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">92<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">11,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">104<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">6,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">116<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">4,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">128<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">C&#9839; 2<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">421,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">21<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">250,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">33<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">148,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">45<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">88,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">57<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">52,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">69<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">31,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">81<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">18,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">93<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">11,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">105<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">6,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">117<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">129<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">D 3<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">403,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">22<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">239,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">34<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">142,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">46<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">84,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">58<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">50,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">70<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">29,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">82<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">17,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">94<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">10,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">106<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">6,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">118<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">130<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">D&#9839; 4<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">386,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">23<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">229,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">35<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">136,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">47<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">81,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">59<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">48,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">71<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">28,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">83<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">16,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">95<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">10,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">107<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">6,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">119<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">131<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">E 5<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">369,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">24<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">219,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">36<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">130,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">48<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">77,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">60<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">46,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">72<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">27,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">84<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">16,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">96<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">9,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">108<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">5,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">120<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">132<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">F 6<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">354,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">25<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">210,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">37<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">125,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">49<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">74,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">61<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">44,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">73<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">26,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">85<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">15,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">97<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">9,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">109<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">5,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">121<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">133<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">F&#9839; 7<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">339,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">26<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">201,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">38<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">119,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">50<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">71,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">62<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">42,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">74<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">25,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">86<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">14,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">98<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">8,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">110<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">5,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">122<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">134<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">G 8<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">324,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">27<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">193,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">39<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">114,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">51<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">68,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">63<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">40,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">75<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">24,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">87<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">14,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">99<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">8,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">111<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">5,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">123<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">3,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">135<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">G&#9839; 9<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">311,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">28<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">184,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">40<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">109,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">52<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">65,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">64<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">38,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">76<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">23,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">88<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">13,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">100<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">8,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">112<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">4,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">124<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">2,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">136<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">A 10<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">297,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">29<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">177,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">41<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">105,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">53<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">62,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">65<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">37,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">77<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">22,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">89<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">13,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">101<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">7,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">113<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">4,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">125<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">2,7<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">137<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">A&#9839; 11<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">285,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">30<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">169,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">42<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">100,8<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">54<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">59,9<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">66<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">35,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">78<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">21,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">90<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">12,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">102<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">7,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">114<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">4,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">126<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">2,6<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">138<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">B 12<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">273,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">31<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">162,3<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">43<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">96,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">55<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">57,4<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">67<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">34,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">79<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">20,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">91<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">12,0<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">103<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">7,1<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">115<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">4,2<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">127<\/td>\n<td style=\"text-align:right;\">2,5<\/td>\n<td style=\"text-align:center;\">139<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>In questa tabella nella prima colonna a sinistra sono riportate le note corrispondenti ai valori: in realt&agrave; si preferisce usare liberamente la progressione, seguendo pi&ugrave; comunemente i numeri di scala, che sono riportati nelle colonne indicate. Cos&igrave; ad esempio quando si parla di un registro in scala 45 si intende che la serie &egrave; scalata verso l&#8217;alto di un semitono, perci&ograve; ha taglia pi&ugrave; stretta rispetto alla progressione in scala 44, che &egrave; quella canonica.<br \/>Adottando la <i>NormalMensur<\/i> come riferimento, &egrave; possibile comparare, con una comoda approssimazione, l&#8217;andamento di una progressione rispetto allo standard ritenuto &#8220;ottimale&#8221;. Ci&ograve; non vuol dire affatto che solo la NormalMensur meriti considerazione, anzi, poich&eacute; essa &egrave; efficiente nel seguire il profilo della sensibilit&agrave; acustica umana, pu&ograve; essere usata come strumento di confronto per comprendere come un organaro ha progettato un registro.<br \/>&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa serie di articoli si occupa dei metodi per il calcolo delle progressioni, cio&egrave; delle relazioni fra i parametri dimensionali delle canne che costituiscono un registro. &Egrave; in buona parte merito di Christhard Mahrenholz la trattazione storica di questo tema,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[38,131,161],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1301"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1301"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1301\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}