{"id":1601,"date":"2012-07-08T12:28:29","date_gmt":"2012-07-08T10:28:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=1601"},"modified":"2016-12-28T21:21:48","modified_gmt":"2016-12-28T20:21:48","slug":"le-misure-delle-canne-di-legno-secondo-john-m-nolte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2012\/07\/08\/le-misure-delle-canne-di-legno-secondo-john-m-nolte\/","title":{"rendered":"Le misure delle canne di legno secondo J. M. Nolte"},"content":{"rendered":"<div>L&#8217;organaro John M. Nolte \u00e8 autore di un articolo pubblicato sull&#8217;<a href=\"http:\/\/www.internationalorganbuilders.com\/journal\/index.php\" target=\"_blank\">ISO journal<\/a> n. 36 del 2010 dal titolo <i>Scaling pipes in wood<\/i>, che traduco in <i>Proporzoni nelle canne di legno<\/i>. Lo ritengo utile per coloro che si avventurano nella costruzione di canne di legno, relativamente pi\u00f9 facile ed economica rispetto a quella delle canne di metallo. Agli appassionati di organaria pu\u00f2 capitare di costruire un registro di bordone o di flauto, scegliendo le misure standard pubblicate nei cataloghi di <a href=\"http:\/\/www.laukhuff.de\/en\/organbuilding\/products\/wind-chests-wood-pipes-and-small-organs.html\" target=\"_blank\">Laukhuff<\/a> o di <a href=\"http:\/\/www.organsupply.com\/catalog_ordering\/view_our_catalog\/pdf\/Section%209%20-%20Pipes%20and%20Supplies.pdf\" target=\"_blank\">Organ Supply Industries<\/a>. Queste progressioni funzionano bene, sono frutto di lunga esperienza e sono versatili. Tuttavia, ci si accorge che nel passaggio da canne di legno a canne di metallo qualcosa non funziona come ci si aspetterebbe, cos\u00ec come nel passaggio da canne tappate a canne aperte oppure nel raffronto fra registri interamente di legno e gli omologhi interamente di metallo. A parit\u00e0 di progressione e di numero di scala, ad esempio un Principale aperto scala 45, quello di legno, anche se opportunamente costruito senza baffi e con il labbro inferiore smussato a ridurne lo spessore, comunque suona pi\u00f9 &#8220;flautato&#8221; del suo omologo di metallo. Questa caratteristica si accentua notevolmente nel caso di canne con misure strette. Sar\u00e0 capitato di osservare che i bassi di legno di un Principale o di un&#8217;Ottava in un organo positivo italiano antico suonano sempre piuttosco scuri e &#8220;goffi&#8221; rispetto alle canne di metallo. Il contrasto \u00e8 molto evidente quando dai bassi tappati di legno posti contro la parete dorsale della cassa la serie passa alle canne aperte della facciata di stagno. Questa \u00e8 ovviamente una situazione estrema, ma si pu\u00f2 fare qualcosa per attenuare il passaggio?<\/div>\n<div>Nolte s&#8217;\u00e8 confrontato con il problema delle progressioni da seguire nella costruzione di canne di legno, sperimentando a lungo e trovandosi almeno inizialmente in accordo con <a href=\"http:\/\/babel.hathitrust.org\/cgi\/pt?id=mdp.39015007961116\" target=\"_blank\">William Harrison Barnes<\/a> (<i>The contemporary American organ<\/i>, New York, J. Fischer &#038; bro., 1937), secondo cui esse offrono una tavolozza pi\u00f9 limitata rispetto a quelle di metallo, suonando comunque in prevalenza flautate. Tuttavia, Nolte ebbe anche l&#8217;occasione di studiare e copiare canne di legno di taglia molto stretta, costruite appositamente per imitare le sonorit\u00e0 violeggianti negli organi da fiera e da teatro: con questa esperienza e con un po&#8217; di fisica delle canne d&#8217;organo egli sente di aver raggiunto il dominio della questione.<\/div>\n<div>T\u00f6pfer ebbe il merito di fissare alcuni modelli fondamentali, in cui il calcolo della progressione \u00e8 basato sulla sezione trasversale del corpo, anzich\u00e9 sulla larghezza di lastra, cio\u00e8 sulla circonferenza o diametro della canna stessa. Prima si stabilisce il punto di dimezzamento dell&#8217;area, poi si calcolano tutti i parametri per mezzo di operazioni matematiche di ordine superiore (estrazione di radice o logaritmi).<br \/>La consuetudine seguita dalle grandi case organarie nell&#8217;epoca industriale \u00e8 quella di adottare modelli standardizzati, che semplificano le operazioni di misurazione e taglio delle lastre o delle tavolette necessarie a costruire le canne e possono essere facilmente adattati alla maggior parte delle esigenze, scalando opportunamente le taglie. Questa versatilit\u00e0 tiene conto di un fattore di conversione suggerito dall&#8217;esperienza: le canne di legno richiedono che si scali da quattro a sei posti nella progressione di misura verso taglie pi\u00f9 strette rispetto a quelle seguite per le canne di metallo.<br \/>Nolte \u00e8 ancora pi\u00f9 drastico, arrivando a suggerire da un minimo di cinque a un massimo di addirittura dieci posti. Infatti egli afferma che non \u00e8 solo una questione di timbro, ma anche di equilibrio fra l&#8217;intensit\u00e0 sonora e la composizione armonica. Infatti a parit\u00e0 di sezione trasversale, di altezza di bocca e di ampiezza della luce, una canna di legno suona pi\u00f9 dolce, cio\u00e8 il suo spettro armonico \u00e8 meno ricco o meno intenso.<\/div>\n<div>Nolte introduce il concetto di <i>frequenza di taglio<\/i>, che \u00e8 la frequenza al di sopra della quale una canna attenua le vibrazioni acustiche al punto da non essere udibili. Pi\u00f9 \u00e8 stretto il diametro, pi\u00f9 \u00e8 alta la frequenza di taglio. Nella pratica la frequenza di taglio interviene quando la lunghezza d&#8217;onda \u00e8 minore della circonferenza. Empiricamente si pu\u00f2 grossolanamente approssimare il numero di armonici che la canna cilindrica \u00e8 in grado di produrre, dividendo il doppio della lunghezza del corpo per la circonferenza. Risuonatori dal diametro largo producono meno armonici.<br \/>Il comportamento dei risuonatori di legno, con sezione quadrangolare, non \u00e8 perfettamente sovrapponibile a causa della diversa riflessione dell&#8217;onda acustica contro le pareti. Tuttavia per esperienza Nolte individua l&#8217;omologo ideale della canna cilindrica nella canna prismatica la cui sezione trasversale le sia inscritta. In questo preciso caso <u>la diagonale del prisma coincide con il diametro della circonferenza<\/u>. Perci\u00f2 in una canna di legno la frequenza di taglio interviene quando la lunghezza d&#8217;onda di un armonico \u00e8 minore della circonferenza che ha per diametro la diagonale: in altre parole quando il doppio della lunghezza del risuonatore (cio\u00e8 la lunghezza d&#8217;onda del suono) \u00e8 minore del prodotto della diagonale per &pi;.<br \/>Se accettiamo questo punto, allora il criterio di conversione fra canne di metallo e canne di legno deve essere modificato: si abbandona l&#8217;equivalenza delle sezioni trasversali, la scala va ridotta cos\u00ec che la diagonale corrisponda al diametro, e ci\u00f2 accade nel caso della Normalmensur dopo cinque semitoni. Considerando la maggiore dissipazione di energia causata dalla riflessione dell&#8217;onda contro le pareti di una canna prismatica e il diverso grado di assorbimento di essa da parte dei materiali (legno contro metallo), possono essere necessarie correzioni sino a ulteriori cinque posti.<\/div>\n<div>Ci sono poi altri parametri, molto importanti per l&#8217;equivalenza timbrica e dinamica fra canne di metallo e di legno: le dimensioni della bocca e l&#8217;apertura della luce. Se si costruiscono canne prismatiche di legno prendendo come riferimento le canne cilindriche di metallo aventi uguale sezione trasversale e larghezza di bocca se ne ottiene una struttura armonica pi\u00f9 povera; e tuttavia, se scaliamo opportunamente le misure stringendole di vari semitoni, le proporzioni della bocca non saranno pi\u00f9 adeguate a mantenere il livello d&#8217;intensit\u00e0 sonora necessaria.<br \/>Il meccanismo di produzione del suono \u00e8 efficiente nelle canne prismatiche finch\u00e9 esse hanno una profondit\u00e0 maggiore o al limite uguale alla larghezza, cio\u00e8 la sezione pu\u00f2 essere quadrata o rettangolare, con la bocca ricavata nel lato minore, mai nel lato maggiore. Perci\u00f2 aumentare la larghezza di bocca in una canna prismatica molto stretta non \u00e8 possibile oltre il limite imposto dal rapporto fra i lati.<br \/>Come si pu\u00f2 superare questo inconveniente? Bisogna intervenire sui due parametri che ancora non sono stati considerati: l&#8217;altezza di bocca e la larghezza della luce. Ci confrontiamo con quattro variabili: sezione trasversale, pressione, rapporti di bocca, larghezza della luce. Due canne uguali aventi la medesima sezione trasversale, suonate alla medesima pressione, ma con diversa larghezza di bocca, possono essere fatte suonare simili intervenendo sull&#8217;altezza di bocca e sulla larghezza della luce. Poich\u00e9 la larghezza di bocca influisce sull&#8217;intensit\u00e0 sonora, una canna con bocca stretta suoner\u00e0 pi\u00f9 debolmente. Bisogner\u00e0 perci\u00f2 cercare gradualmente la giusta altezza di bocca, partendo da valori molto bassi e alzandola sino a trovare il giusto rapporto. Mentre si effettua questo taglio per\u00f2, gli armonici andranno via via indebolendosi: bisogner\u00e0 correggerne lo sviluppo aumentandolo progressivamente con l&#8217;apertura della luce.<\/div>\n<div>Si deve inoltre osservare che <u>l&#8217;altezza di bocca deve variare proporzionalmente alla frequenza<\/u>, non alla larghezza di bocca. Se scegliamo la <i>normalmensur<\/i>, cio\u00e8 la progressione in cui le misure si dimezzano dopo 17 note, ci manterremo nella corrispondenza ideale, ma se per esempio scegliamo la scala con dimezzamento al 22\u00b0 posto, noteremo che i diametri decrescono molto lentamente, rendendo il timbro sempre pi\u00f9 flautato a mano a mano che si sale verso l&#8217;acuto: si deve perci\u00f2 rinunciare a regolare l&#8217;altezza di bocca mediante un rapporto costante unico per tutta l&#8217;estensione, e correggerla in modo che gli armonici siano gradualmente enfatizzati verso l&#8217;acuto, cos\u00ec da compensare l&#8217;effetto della frequenza di taglio.<br \/>Durante l&#8217;operazione di pre-intonazione, con le canne accordate molto calanti rispetto alla situazione finale, non bisogna fidarsi di alzare le bocche sino ad ottenere il suono migliore, perch\u00e9 quando saranno definitivamente portate al corista ci si trover\u00e0 con bocche troppo alte.<\/div>\n<div>In un <a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=963\">precedente articolo<\/a> ho avuto modo di ricordare il nome di <b>Hartmut Ising<\/b>, del quale Nolte cita molto opportunamente uno studio condotto negli anni Settanta del Novecento, che formula un numero adimensionale, ricavandolo dalla correlazione dei parametri di frequenza <i>F<\/i>, profondit\u00e0 del risuonatore <i>D<\/i>, altezza di bocca <i>H<\/i>, pressione <i>P<\/i>, e densit\u00e0 dell&#8217;aria &rho;, che in condizioni normali vale 1,2 kg\/m<sup>3<\/sup> (occhio ai fattori di conversione e alle grandezze dimensionali).<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Ising.png\" alt=\"\" title=\"Ising.png\" width=\"236\" height=\"100\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1599\" \/><\/p>\n<div>Quanto pi\u00f9 il numero <i>I<\/i> \u00e8 vicino a 2, tanto pi\u00f9 \u00e8 raggiunto l&#8217;equilibrio. Se il numero cresce allontanandosi da 2 verso 3, la canna tende ad enfatizzare gli armonici, sino ad ottavizzare. Nella formula l&#8217;altezza di bocca compare al denominatore elevata alla terza potenza, mostrando cos\u00ec d&#8217;essere un parametro molto influente.<br \/>&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;organaro John M. Nolte \u00e8 autore di un articolo pubblicato sull&#8217;ISO journal n. 36 del 2010 dal titolo Scaling pipes in wood, che traduco in Proporzoni nelle canne di legno. 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