{"id":1744,"date":"2012-11-22T15:21:05","date_gmt":"2012-11-22T14:21:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=1744"},"modified":"2016-12-28T21:20:40","modified_gmt":"2016-12-28T20:20:40","slug":"costruzione-dun-piccolo-organo-a-baule-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2012\/11\/22\/costruzione-dun-piccolo-organo-a-baule-8\/","title":{"rendered":"Costruzione d\u2019un piccolo organo a baule \u2013 8"},"content":{"rendered":"<div><b>Le molle<\/b><\/div>\n<div>L&#8217;apertura del ventilabro &egrave; determinata dalla corsa del tasto: nel sistema a pironi il punto d&#8217;appoggio del pirone alla leva del tasto &egrave; il termine da cui misurare l&#8217;affondo utile. Se la leva &egrave; lunga, sar&agrave; possibile un affondo maggiore, tuttavia nel modello che presento la lunghezza dei tasti &egrave; mantenuta entro i 25~30 cm al massimo, per permettere all&#8217;accordatore di accedere alle canne passando sopra la tastiera. Ci&ograve; comporta una corsa utile di 5~6 mm al massimo (i diatonici in testa possono anche affondare di 9~10 mm, ma i cromatici essendo pi&ugrave; corti obbligano a fissare il punto d&#8217;appoggio dei pironi in posizione un po&#8217; arretrata). Per decidere la posizione della molla dobbiamo tener conto della distanza fra perno del ventilabro e appoggio del pirone: tanto pi&ugrave; la molla &egrave; arretrata verso il perno, quanto minore sar&agrave; la resistenza da vincere per abbassare il tasto. Si tratta quindi di trovare il giusto equilibrio per avere un tocco sensibile, il che significa che l&#8217;affondo del tasto avviene prontamente, con una moderata resistenza iniziale, procede fluidamente e che il ritorno avviene in modo simile, terminando senza rimbalzo. Perci&ograve; la migliore posizione della molla, secondo la mia esperienza, &egrave; poco prima della met&agrave; della lunghezza del ventilabro, diciamo intorno ai <b>2\/5<\/b> partendo dal fronte d&#8217;apertura (ad esempio se il ventilabro &egrave; lungo 120 mm, il punto d&#8217;applicazione della molla sar&agrave; a 48 mm dal fronte). Ora si dovr&agrave; riportare questa misura su tutti i ventilabri e creare su dorso di ciascuno la sede per la molla mediante uno scalpellino o anche con una punta di trapano da 1,5 mm<\/div>\n<div>Le molle sono fatte di filo d&#8217;ottone crudo, reperibile in matasse vendute a peso nei magazzini di metalli non ferrosi. Altri materiali sono il bronzo fosforoso, pi&ugrave; caro e tenace, oppure l&#8217;acciaio armonico. La sezione del filo di ottone o di bronzo fosforoso pu&ograve; essere di 1.5 mm, mentre con l&#8217;acciaio armonico si pu&ograve; scendere a 1.2 mm.<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollatrice-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"attrezzo per molle\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1751\" \/><\/p>\n<div>Per la costruzione delle molle &egrave; bene dotarsi di un apposito strumento, che esiste in varie versioni. La pi&ugrave; rudimentale prevede una tavoletta di legno duro, 15 &times; 15 cm, in cui sono piantati due chiodi che fungono da capi per fissare l&#8217;apertura dei due bracci delle molle e un perno di legno duro o di ferro attorno al quale avvolgere il filo per formare l&#8217;occhio della molla. Il diametro del perno pu&ograve; essere di 12~14 mm e la sua posizione sar&agrave; tale da formare con i due chiodi un triangolo isoscele, i cui lati obliqui saranno lunghi circa 10 cm. Volendo migliorare la presa del filo si potr&agrave; sostituire il chiodo da cui si inizia a formare la molla con un tondino da 6 mm, in cui si sar&agrave; ricavato un foro da 2 mm: il filo passer&agrave; nel buco e sar&agrave; piegato ad angolo retto, poi strettamente avvolto per 1 giro e 1\/2 attorno al perno, e quindi portato oltre il secondo chiodo, piegato a 90&deg; e troncato a misura.<\/div>\n<div>Le prime molle cos&igrave; formate saranno sicuramente irregolari: serve un po&#8217; di pratica per riuscire a tendere omogeneamente il filo e chiudere bene l&#8217;avvolgimento. L&#8217;accorgimento pi&ugrave; importante &egrave; lasciare la matassa che alimenta lo strumento ferma dal lato da cui si inizia l&#8217;operazione: si dovr&agrave; stimare la quantit&agrave; di filo che serve per una molla e tirarlo dal capo sciolto della matassa attorno ai perni.<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollatrice2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollatrice2-249x300.jpg\" alt=\"\" title=\"attrezzo per molle\" width=\"249\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1753\" \/><\/a><\/p>\n<div>Un&#8217;altra versione dell&#8217;attrezzo &egrave; molto pi&ugrave; efficiente e comoda: si tratta di una manovella che aziona un braccio ruotante, sul quale si fissa un capo del filo. Poi si fa passare il filo attorno a un perno girevole, solidale col braccio e collocato lungo l&#8217;asse di rotazione. Mantenendo costante la tensione fra la matassa e il braccio, si ruota la manovella avvolgendo il filo attorno al perno. Si tronca poi il secondo braccio della molla alla lunghezza dovuta.<\/div>\n<div>Dopo aver costruito le molle si dovranno creare le punte per ancorarle al fondo della secreta e ai ventilabri. &Egrave; possibile evitare questa procedura, se si adotta una guida &#8220;a pettine&#8221; per le molle, che le mantenga ben distanziate e ne impedisca la rotazione. Ci&ograve; per&ograve; presuppone che si conoscano esattamente le posizioni dei ventilabri sul somiere. Per costruire questa guida serve un listello di faggio o di rovere, ben dritto e squadrato, lungo quanto la secreta, di sezione 20&times;50 mm. Quando si saranno collocati i ventilabri nella posizione definitiva, vi si appogger&agrave; sopra questa barra trasversalmente in prossimit&agrave; delle tacche ricavate nel dorso dei ventilabri per alloggiarvi le molle. Se ne segner&agrave; la posizione. Con una punta da 2 mm si foreranno gli alloggi per le molle, senza trapassare lo spessore ma fermandosi a 3 mm dall&#8217;uscita (dunque affondando per 17 mm). Poi con una lama sottile si taglieranno delle feritoie larghe 2 mm e profonde 15 mm, in cui passer&agrave; un braccio delle molle. Con la fresa o con la sega da banco si ricaver&agrave; nel listello uno scalino spesso 5 mm e profondo 30 mm lungo il lato con i fori. Questa barra dovr&agrave; essere avvitata al fondo della secreta e collocata parallelamente al fronte del somiere, in modo che le punte delle molle alloggino stabilmente nel foro, senza piegarsi quando messe in tensione e in modo che il braccio flettendosi non tocchi la barra.<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/molla.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/molla-300x176.jpg\" alt=\"\" title=\"barra a pettine\" width=\"300\" height=\"176\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1756\" \/><\/a><\/p>\n<div>Per risparmiarsi la costruzione della barra &#8220;a pettine&#8221; si dovranno forgiare le punte, con l&#8217;uso di un martello e di un&#8217;incudine, appiattendo le estremit&agrave; in modo che siano fra loro perpendicolari. Con tronchesino e lima si renderanno aguzze, in modo che possano conficcarsi nel legno per almeno 2 mm.<br \/>Sia che si scelga questa soluzione o l&#8217;altra, tuttavia un controllo accurato della forma dei bracci e delle direzioni in cui spingono le punte &egrave; necessario. Per evitare brutte sorprese nel movimento dei ventilabri &egrave; necessario correggere ogni allineamento mancato o poco preciso. Con l&#8217;aiuto di pinzette di precisione si dovr&egrave; correggere l&#8217;apertura del braccio, in modo che lo sforzo compiuto da ciascuna molla sia uguale, calibrandone l&#8217;intensit&agrave; e la direzione.<\/div>\n<div>Continua&#8230;<br \/>&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le molle L&#8217;apertura del ventilabro &egrave; determinata dalla corsa del tasto: nel sistema a pironi il punto d&#8217;appoggio del pirone alla leva del tasto &egrave; il termine da cui misurare l&#8217;affondo utile. 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