{"id":1968,"date":"2013-03-08T14:58:06","date_gmt":"2013-03-08T13:58:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=1968"},"modified":"2016-12-28T21:20:30","modified_gmt":"2016-12-28T20:20:30","slug":"costruzione-di-un-piccolo-organo-a-baule-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2013\/03\/08\/costruzione-di-un-piccolo-organo-a-baule-9\/","title":{"rendered":"Costruzione di un piccolo organo a baule &#8211; 9"},"content":{"rendered":"<p><b>Stecche e coperte<\/b><\/p>\n<p>Si torna alla tavola del somiere, quando essa sar&agrave; bene asciutta, levigata e pulita.<br \/>Disponiamo le stecche nella posizione di apertura del registro, con i fori combacianti. Inseriamo delle caviglie di legno in due o tre fori, per impedire alle stecche di spostarsi.<br \/>Possiamo quindi tagliare dei blocchetti di faggio da inserire fra esse come guida: sono il moderno corrispettivo delle falsestecche. Debbono avere venatura perpendicolare alla lunghezza delle stecche, in modo che, se dovessero crescere con l&#8217;umidit&agrave;, non ne impediscano il moto. La lunghezza di questi blocchetti e il loro numero variano a seconda delle dimensioni del somiere: servono da supporto delle coperte, che vi saranno avvitate, e servono da guida. Perci&ograve; nel nostro piccolo somiere ne basteranno cinque per ciascuna falsastecca. Sul fronte del somiere evitiamo interferenze con i pironi, se possibile. <br \/>La lunghezza &egrave; stabilita a piacere, ad esempio 5 cm. La larghezza &egrave; data dalla distanza fra le stecche, levigando poi uno o due decimi di millimetro con la carta abrasiva. Lo spessore di questi blocchetti &egrave; calcolato sommando lo spessore delle stecche allo spessore delle guarnizioni che saranno incollate sulla tavola e sulle coperte. Queste servono a isolare ciascun foro, ma nello stesso tempo tengono le stecche guidate e distanziate fra tavola e coperta, favorendo la dispersione di eventuali fughe d&#8217;aria: sostituiscono cio&egrave; i cosiddetti <i>canali soratori<\/i> tradizionali.<br \/>Le guarnizioni sono acquistabili presso Laukhuff. Si possono costruire in casa, usando feltro pesante oppure carta per guarnizioni dei motori. Per tagliarle bastano forbici o fustelle di varie misure e un po&#8217; di tempo libero.<\/p>\n<p>I blocchetti possono essere semplicemente incollati alla tavola. Le viti di fissaggio delle coperte dovranno liberamente passarne lo spessore attraverso fori sufficientemente larghi e conficcarsi nella tavola, senza per&ograve; entrare nei canali!<\/p>\n<p>Per limitare la corsa delle stecche servono altrettante caviglie di ottone che conficcheremo nella tavola lungo il fianco, in corrispondenza della cintura, sull&#8217;asse di mezzeria delle stecche. Per fresare nella stecca l&#8217;asola in cui inserire la caviglia, dovremo aprire due fori con lo stesso diametro della caviglia: il primo centro sar&agrave; individuato con la stecca bloccata in posizione di registro aperto e il secondo in posizione di registro chiuso. Si raccorderanno poi i due fori. Per non sbagliare la centratura dei fori rispetto alla caviglia, &egrave; bene tracciare una linea di riferimento sulla tavola e proiettarla sulla stecca in corrispondenza delle due posizioni. Eseguire con precisione questa fase del lavoro faciliter&agrave; la messa a punto della meccanica dei registri, garantendo che la corsa sia uguale per tutte le stecche e che esse raggiungano sempre le stesse posizioni di apertura e chiusura: &egrave; inutile dire che il mancato allineamento dei fori pu&ograve; interferire gravemente con l&#8217;intonazione e l&#8217;accordatura.<\/p>\n<p>Ovviamente, quando fisseremo le coperte alla tavola, dovremo fresare un alloggio per la sporgenza delle suddette caviglie: bisogna perci&ograve; prevederne la posizione, in modo da evitare intralci con canalizzazioni, viti e sostegni dei crivelli.<br \/>Si possono quindi incollare le guarnizioni alla tavola e alle coperte. Per facilitare lo scorrimento delle stecche si usa la tradizionale grafite in polvere da stendere con pennello morbido oppure lo spray di grafite colloidale.<br \/>Le viti per fissare le coperte non devono essere tirate al massimo, e soprattutto non devono creare un eccessivo attrito: dopo aver avvitato sin quasi alla fine, si procede col cacciavite a mano, un quarto di giro per volta, saggiando il moto della stecca a mano a mano che si stringe. Se si trovano impuntamenti e sforzi potrebbe essere necessario inserire tra coperte e blocchetti uno spessore di carta pari a qualche decimo di millimetro. Se le stecche o le coperte fossero imbarcate o deformate, il problema sarebbe assai pi&ugrave; grave: bisognerebbe tentare di rimettere in pari le stecche con il vapore, e le coperte levigando!<\/p>\n<p><b>La secreta<\/b><\/p>\n<p>Bisogna ora costruire e chiudere la secreta, incollando (o meglio avvitando, per praticit&agrave; di smontaggio) alla tavola di appoggio dei ventilabri due traversi di adeguato spessore e una tavoletta lungo il lato posteriore del telaio. La tenuta ermetica della secreta &egrave; garantita da guarnizioni di pelle, o cartoncino pesante, incollato lungo le linee di contatto fra le pareti.<br \/> I traversi recheranno una battuta frontale larga e profonda 15 mm per l&#8217;appoggio delle antine. L&#8217;altezza interna della secreta deve essere almeno sufficiente al passaggio di una mano.<br \/>Lo spessore del pavimento dovrebbe essere di almeno 10 mm.<br \/>In una fase successiva, si smonter&agrave; il pavimento per inserirvi il mantice, per dotarlo della battuta delle antine di chiusura, e per rinforzare il pannello nella parte fontale, dove maggiore &egrave; la deformazione causata dalle molle.<\/p>\n<p>Dopo aver preparato le molle e i ventilabri, restano da costruire le guide e i perni. Si possono ricavare da chiodini di ottone, da cui si elimina la testa, rifinendo poi il taglio con una lima. La loro lunghezza pu&ograve; essere stabilita a piacere, avendo cura che sia maggiore della corsa del ventilabro, per evitare che esso esca dalla guida.<br \/>Per conficcarli nel piano d&#8217;appoggio &egrave; bene dotarsi di un blocchetto di legno duro alto quanto la sporgenza della guida: lo si fora col trapano a colonna usando una punta uno o due decimi pi&ugrave; larga del diametro del chiodino; in questo modo quando infiliamo i chiodini nel foro siamo sicuri di piantarli dritti con profondit&agrave; costante.<br \/>Nel caso non lo si fosse ancora fatto, &egrave; il momento di marcare con un punzone il punto di inserimento di guide e perni. Esso va trovato all&#8217;intersezione dell&#8217;asse di ciascun canale con le perpendicolari corrispondenti in coda ai perni e in punta alle guide. Poich&egrave; lo spazio tra i ventilabri &egrave; assai esiguo, ed &egrave; necessario che ciascun ventilabro sia libero nel moto, senza interferenze con i vicini, riuscendo comunque a sigillare l&#8217;apertura del canale, bisogna procedere cautamente: &egrave; buona norma verificare la posizione corretta del ventilabro prima di piantare i chiodini, usando una squadretta come riferimento per la perpendicolarit&agrave; e la distanza dal fronte. Per un utile riscontro visivo, si pu&ograve; spazzolare un po&#8217; di talco sulla guarnizione del ventilabro, ammorbidendone la superficie. Quando la si appoggia a contatto con l&#8217;apertura del canale con una leggera pressione, ve ne rimane l&#8217;impronta e si pu&ograve; cos&igrave; controllare che il rilievo sia tutto all&#8217;interno della superficie di chiusura. Quindi si possono correggere gli eventuali errori di allineamento, e infine si possono piantare i chiodini. Nel caso di un ripensamento, si toglie il chiodo e si chiude il foro incollandoci un frammento di stuzzicadenti.<\/p>\n<p><!--  Per creare la battuta su cui far chiudere le antine della secreta, si incoller&agrave; un listello di faggio sulla faccia esterna, lungo il fronte e sporgente 15 mm da esso. Uno spessore di 2 cm e una larghezza di 5 cm sono sufficienti. Gli si d&agrave; una leggerissima piallata, cos&igrave; da abbozzare una sorta di curvatura, togliendo pochi decimi di millimetro verso gli estremi. Lo si dovr&agrave; incollare in modo che contrasti la deformazione causata dalla spinta delle molle. Con la fresatrice o con la sega circolare si intaglia poi la scanalatura dove entreranno le alette delle farfalle con cui le antine sono ermeticamente chiuse.--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stecche e coperte Si torna alla tavola del somiere, quando essa sar&agrave; bene asciutta, levigata e pulita.Disponiamo le stecche nella posizione di apertura del registro, con i fori combacianti. 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