{"id":2514,"date":"2015-02-12T14:41:27","date_gmt":"2015-02-12T13:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=2514"},"modified":"2016-12-28T21:29:14","modified_gmt":"2016-12-28T20:29:14","slug":"sistemi-mesotonici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2015\/02\/12\/sistemi-mesotonici\/","title":{"rendered":"Sistemi mesotonici"},"content":{"rendered":"<p>Nella scala diatonica naturale o Tolemaica i gradi non sono ottenuti concatenando quarte\/quinte, ma sono derivati principalmente dalla <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Armonici_naturali\">serie armonica<\/a>. Per generare il IV e il VI grado \u00e8 necessaria la trasposizione alla quinta inferiore. Gli intervalli sono rappresentati da rapporti semplici: unisono 1:1 do-do, ottava (<i>diapason<\/i>) 2:1 do-do, quinta (<i>diapente<\/i>) 3:2 do-sol, quarta (<i>diatessaron<\/i>) 4:3 do-fa, terza maggiore (<i>ditono<\/i>) 5:4 do-mi, terza minore (<i>semiditono<\/i>) 6:5 la-do, tono maggiore 9:8 do-re, tono minore 10:9 re-mi, semitono diatonico 16:15 mi-fa. Poich\u00e9 esistono <u>due toni di diversa ampiezza<\/u>, la trasposizione melodica non \u00e8 sempre possibile: ad esempio la terza minore intonata la-do (6:5) non equivale alla terza minore re-fa (32:27), la quinta intonata do-sol (3:2) non equivale alla quinta intonata re-la (40:27).<br \/>Gli intervalli sono complementari: tono maggiore e tono minore formano il ditono (10\/9 &times; 9\/8 = 5\/4), ditono e semitono d\u00e0nno la diatessaron (5\/4 &times; 16\/15 = 4\/3), semiditono e ditono producono la diapente (6\/5 &times; 5\/4 = 3\/2), diatessaron e diapente si sommano in diapason (4\/3 &times; 3\/2 = 2\/1). I teorici greci codificarono le proporzioni mediante il monocordo, avvalendosi del calcolo della media aritmetica e armonica ed escogitando soluzioni geometriche quando i segmenti di corda vibrante sono incommensurabili, cio\u00e8 quando \u00e8 necessario ricorrere a numeri irrazionali. Rappresentando con a e b due segmenti, se ne trova la media aritmetica (a+b)\/2, la media armonica 2ab\/(a+b) e quella geometrica &radic;ab.<\/p>\n<table width=\"95%\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\">\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>media<\/b><\/td>\n<td align=\"center\"><b>a<\/b><\/td>\n<td align=\"center\"><b>b<\/b><\/td>\n<td align=\"center\"><b>divisione<\/b><\/td>\n<td align=\"center\"><b>intervallo<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>aritmetica<\/b><\/td>\n<td align=\"center\">unisono 1:1<\/td>\n<td align=\"center\">ottava 2:1<\/td>\n<td align=\"center\">(1+2)\/2=3\/2<\/td>\n<td align=\"center\">diapente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>armonica<\/b><\/td>\n<td align=\"center\">unisono 1:1<\/td>\n<td align=\"center\">ottava 2:1<\/td>\n<td align=\"center\">2&times;(1&times;2)\/(1+2)=4\/3<\/td>\n<td align=\"center\">diatessaron<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>aritmetica<\/b><\/td>\n<td align=\"center\">unisono 1:1<\/td>\n<td align=\"center\">quinta 3:2<\/td>\n<td align=\"center\">(1+3\/2)\/2=5\/4<\/td>\n<td align=\"center\">ditono<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>armonica<\/b><\/td>\n<td align=\"center\">unisono 1:1<\/td>\n<td align=\"center\">quinta 3:2<\/td>\n<td align=\"center\">2&times;(1&times;3\/2)\/(1+3\/2)=6\/5<\/td>\n<td align=\"center\">semiditono<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>aritmetica<\/b><\/td>\n<td align=\"center\">unisono 1:1<\/td>\n<td align=\"center\">terza maggiore 5:4<\/td>\n<td align=\"center\">(1+5\/4)\/2=9\/8<\/td>\n<td align=\"center\">tono maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\"><b>armonica<\/b><\/td>\n<td align=\"center\">unisono 1:1<\/td>\n<td align=\"center\">terza maggiore 5:4<\/td>\n<td align=\"center\">2&times;(1&times;5\/4)\/(1+5\/4)=10\/9<\/td>\n<td align=\"center\">tono minore<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Quando si tempera una quinta, inevitabilmente si tempera nella direzione opposta anche l&#8217;intervallo complementare. Se stringo la quinta D-A, mantenendo fissa l&#8217;ottava D-d, allargo contemporaneamente la quarta A-d; allo stesso modo le due terze che si trovano all&#8217;interno della quinta D-A sono legate reciprocamente: se stringo la terza maggiore F-A, alzando il F, allargo la terza minore D-F. Anche i due toni che formano il ditono si comportano in questo modo: tenendo fermi gli estremi C-E, e abbassando il D, si stringe il tono maggiore C-D e per conseguenza si allarga il tono minore D-E.<\/p>\n<p>Tralasciamo per un attimo il sistema dell&#8217;intonazione pura o naturale per osservare che il ciclo di quinte\/quarte, siano esse pure o temperate regolarmente della medesima quantit\u00e0, comporta la costruzione di intervalli omogenei, almeno sinch\u00e9 si rimane in ambito diatonico. Ad esempio la concatenazione C-G-D porta alla seconda maggiore C-D e aggiungendo D-A-E si ottengono i toni fra G-A e D-E. Diversamente da quanto accade nel sistema dell&#8217;intonazione pura, gli intervalli cos\u00ec generati hanno tutti uguale ampiezza. Se le quinte sono pure, la relazione \u00e8 data dal prodotto 3\/2 &times; 3\/2 = 9\/8. Se le quinte sono temperate, il tono risultante sar\u00e0 pi\u00f9 stretto; ma comunque, poich\u00e9 C-D \u00e8 uguale a D-E, ne consegue che D \u00e8 sempre il <i>tono medio<\/i>.<br \/>\u00c8 opportuno far notare che il rapporto 9:8, ottenuto sommando due quinte, genera un suono che coincide con il nono armonico abbassato di 3 ottave. Ma questa coincidenza \u00e8 unica giacch\u00e9 gli altri intervalli calcolati col metodo pitagorico, sommando quinte, si scostano da quelli naturali della serie armonica.<\/p>\n<p>Fra i sistemi regolari consideriamo ora quelli che nacquero con l&#8217;intento di migliorare le terze maggiori in contrapposizione con il sistema pitagorico.<br \/>Tre passaggi nel ciclo di quinte\/quarte costruiscono una sesta maggiore, oppure una terza minore, C-G-D-A &gt; C-A o A-c, mentre quattro passaggi conducono a una terza maggiore, o sesta minore, C-G-D-A-E &gt; C-E o E-c. Affinch\u00e9 l&#8217;intervallo raggiunto sia puro, dobbiamo in tutt&#8217;e due i casi temperare almeno una delle quinte\/quarte di una quantit\u00e0 ben precisa, chiamata <b>comma sintonico (21,5 cents, rapporto 81:80)<\/b>. Questo minuscolo intervallo equivale a circa l&#8217;11% del tono maggiore, e nasce dalla differenza fra esso e il tono minore (9\/8 &times; 9\/10 = 81\/80, oppure 203.9 &#8211; 182.4 = 21.5 cents). Stringendo le quinte concatenate, si correggono la terza maggiore pitagorica, che \u00e8 larga rispetto all&#8217;intervallo puro, e la terza minore pitagorica, che per converso \u00e8 stretta rispetto all&#8217;intervallo puro.<br \/>Anche se non desiderassimo ottenere terze pure, dovremmo in qualche modo temperare le quinte\/quarte per chiudere il circolo dopo dodici passi, per eliminare l&#8217;eccesso del <b>comma pitagorico<\/b>.<\/p>\n<p>Come conseguenza della complementarit\u00e0 degli intervalli, quando temperiamo di 1\/4 di comma sintonico (5.4 cents) ciascuna delle quattro quinte\/quarte concatenate, otteniamo una terza maggiore pura, ma la terza minore che risulta dalla penultima concatenazione \u00e8 stretta di 1\/4 di comma sintonico. D&#8217;altra parte, se temperassimo di 1\/3 di comma sintonico (7.2 cents) ciascuna delle tre quinte\/quarte consecutive, otterremmo la terza minore pura, ma la terza maggiore che risulta aggiungendo un ulteriore passaggio nel circolo sarebbe stretta di 1\/3 di comma sintonico.<br \/>Pertanto \u00e8 naturale chiedersi quanto sia necessario temperare le quinte\/quarte affinch\u00e9 le terze risultanti, minori e maggiori, siano &#8220;ugualmente strette&#8221;, cio\u00e8 siano temperate della stessa frazione di comma sintonico. La media aritmetica fra 1\/3 e 1\/4 \u00e8 7\/24, mentre la media armonica \u00e8 2\/7. A rigore per trovare l&#8217;esatta quantit\u00e0 \u00e8 necessario calcolare la media geometrica fra 1\/4 e 1\/3. Si tratta cio\u00e8 di estrarre la radice quadrata del prodotto delle due frazioni (ossia 1\/&radic;12, circa 0.289). Le conoscenze matematiche all&#8217;epoca di Zarlino erano sufficientemente avanzate da consentire il calcolo (<b>Nicol\u00f2 Tartaglia<\/b> pubblic\u00f2 a Venezia nel 1556 il suo <i>General trattato de&#8217; numeri et misure [&#8230;]<\/i> in cui spiega la suddivisione geometrica di un dato rapporto in <i>n<\/i> parti e il procedimento per l&#8217;estrazione della radice quadrata; Zarlino stesso spiega come estrarre la radice quadrata), tuttavia la frazione 2\/7 (circa 0,286) approssima per difetto il valore irrazionale cercato.<br \/>Come s&#8217;\u00e8 detto, terza minore e terza maggiore sono complementari, perci\u00f2 se sono diminuite ciascuna di 1\/7 di comma sintonico, la quinta risultante dalla loro somma sar\u00e0 stretta appunto di 2\/7 di comma sintonico (6.1 cents). In altri termini i nuovi intervalli ottenuti sono pi\u00f9 eufonici: la terza minore pitagorica (294 cents, 32:27) si allarga di 6\/7 di comma pur rimanendo ancora stretta rispetto all&#8217;intervallo puro, mentre la terza maggiore pitagorica (407.8 cents, 81:64) si stringe di 8\/7 di comma oltrepassando il rapporto naturale.<br \/>Zarlino descrive uno strumento, il <b>mesolabio<\/b>, che permette di risolvere il problema per via meccanica: purtroppo, applicato alla lunghezza delle corde vibranti con un intervallo piccolo come il comma sintonico, il grado di precisione non \u00e8 soddisfacente. Comunque l&#8217;impianto teorico del sistema di temperamento zarliniano \u00e8 solido e ben definito, tanto da costituire un punto di svolta nella storia dell&#8217;accordatura: per la prima volta si definisce con chiarezza matematica cos&#8217;\u00e8 un sistema di temperamento regolare mesotonico e quali conseguenze comporta la ricerca di triadi armoniche consonanti.<\/p>\n<p>A causa della prevalenza della teoria pitagorica, sino alla fine del Quattrocento i rapporti attribuiti agli intervalli musicali erano prevalentemente limitati a quelli in cui numeratore e denominatore sono i numeri 1, 2 e 3 e i loro multipli (1, 2, 3, 4, 6, 8, 9, 12, 16, 18, 24, 27, eccetera), escludendo perci\u00f2 gli altri numeri primi 5, 7, 11, 13, e seguenti. Di conseguenza con questo sistema, conosciuto come <b>tetraktys<\/b> o numero quaternario, gli intervalli di terza\/sesta non venivano descritti con rapporti semplici come lo erano gli intervalli consonanti di unisono, quarta, quinta e ottava.<br \/>Inoltre il semitono presentava due diverse nature: quella &#8220;cantabile&#8221; del <i>semitono diatonico<\/i> (ad esempio Re-Mib o Mi-Fa, <i>limma<\/i>, 90.3 cents, 256:243) e quella &#8220;incantabile&#8221; del <i>semitono cromatico<\/i> che \u00e8 pi\u00f9 ampio (ad esempio Mib-Mi o Fa-Fa#, <i>apotome<\/i>, 113.7 cents, 2187:2048). Dominava la convinzione che queste proporzioni costituissero la natura intrinseca dell&#8217;intervallo, al punto da riflettersi materialmente nelle proporzioni delle corde vibranti o delle canne d&#8217;organo. I Pitagorici assegnavano alla terza maggiore la proporzione 81:64. Tuttavia grazie ad Archita, Aristosseno, Tolomeo le proporzioni razionali ed irrazionali erano state ampiamente studiate e dibattute. In particolar modo l&#8217;interesse si era focalizzato sulla divisione del tono alla ricerca del minimo intervallo da usare come unit\u00e0 di misura dell&#8217;ampiezza.<br \/>Durante l&#8217;Umanesimo si manifest\u00f2 un forte interesse per l&#8217;opera dei teorici greci, stimolato anche dall&#8217;esigenza di ampliare il nuovo lessico dell&#8217;armonia. Zarlino raccolse numerosi spunti dai teorici che lo precedettero, rivoluzionando il modo di considerare i rapporti musicali, affianc\u00f2 alla tradizione pitagorica le proprie considerazioni pragmatiche sull&#8217;intonazione naturale degli intervalli consonanti (perfetti e imperfetti) e introdusse il 5 fra i numeri che generano le proporzioni matematiche. Questa radicale modifica del punto di vista port\u00f2 Zarlino a cercare soluzioni che si potessero attuare sugli strumenti musicali ad intonazione fissa. Egli fu tra i primi a descrivere in modo matematicamente corretto con le esatte quantit\u00e0 alcuni sistemi di temperamento regolari mesotonici, verificando in che misura si avvicinino al nuovo ideale del <b>numero senario<\/b>, cio\u00e8 delle proporzioni naturali degli intervalli.<\/p>\n<p>Il processo storico che port\u00f2 alla rivoluzione zarliniana \u00e8 documentato da vari teorici che gi\u00e0 nel quindicesimo secolo affrontavano il problema delle consonanze: <b>Bartolomeus Ramis de Pareja<\/b> (1482) fu tra i primi ad occuparsene, seguito da <b>Ludovico Fogliano<\/b> (1529), che riconobbe nella doppia natura del tono nella scala naturale il motivo delle due diverse intonazioni per la nota Re, distanti fra loro un comma sintonico. Tuttavia <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/375974865781935\/photos\/a.506050942774326.1073741825.375974865781935\/832019333510817\/?l=6fbd829d2a\" target=\"_blank\">Giovanni Battista Benedetti<\/a>, matematico e dilettante compositore veneziano, nel 1585 fece notare che l&#8217;inseguimento di questo ideale di purezza armonica comporta effetti sorprendenti sul corista, che pu\u00f2 calare o crescere a causa dei continui scarti di comma.<br \/>Questo problema \u00e8 risolto dalla voce e dagli strumenti ad intonazione variabile, correggendo continuamente l&#8217;ampiezza degli intervalli melodici. Ma per gli strumenti ad intonazione fissa le soluzioni sono pi\u00f9 complesse: spezzare i tasti oppure compromettere la purezza degli intervalli armonici, le due scelte non si escudono vicendevolmente. Cominciarono cos\u00ec a comparire tastiere con divisione dell&#8217;ottava in 19, 24, 31 o comunque pi\u00f9 dei consueti 12 tasti, ampliando enormemente le risorse armoniche: la semplice scala diatonica si estese all&#8217;ordine cromatico con la serie dei bemolli e dei diesis e quindi all&#8217;ordine enarmonico presentando intervalli minuscoli. D&#8217;altra parte fiorirono i sistemi cosiddetti &#8220;partecipati&#8221; che annullano la differenza fra tono maggiore e minore, cio\u00e8 ottengono l&#8217;intonazione intermedia, temperando le quinte di frazioni del comma sintonico.<\/p>\n<ul>\n<li>Temperando le quarte\/quinte di 1\/3 di comma, il semitono diatonico (126.1 cents) \u00e8 circa il doppio di quello cromatico (63.5 cents).<\/li>\n<li>Temperando di 1\/4 di comma, si ottiene un semitono diatonico (117.1 cents) che \u00e8 pi\u00f9 largo di quello cromatico (76 cents) di circa una volta e mezza.<\/li>\n<li>Temperando di 1\/5 di comma, si genera un semitono diatonico (111.7 cents) pi\u00f9 largo di quello cromatico (83.6) di una volta e un terzo.<\/li>\n<li>Si procede al sistema a 1\/6 di comma (diatonico 108.1 cents, cromatico 88.6 cents).<\/li>\n<li>Si pu\u00f2 spingere questa procedura sino a 1\/11 di comma sintonico, ottenendo un sistema regolare mesotonico equivalente al moderno sistema equabile, dato che 1\/11 di comma sintonico equivale a 1\/12 di comma pitagorico; sicch\u00e9 dopo dodici quarte\/quinte il ciclo si chiude. Attraverso questi diversi gradi di temperamento il lupo \u00e8 stato progressivamente ridotto sino ad annullarlo e i semitoni finiscono per avere tutti la stessa ampiezza (100 cents).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poich\u00e9 il sistema equabile moderno \u00e8 in posizione neutrale fra l&#8217;esigenza di temperare le quinte\/quarte e quella di avere terze maggiori\/minori eufoniche, possiamo confrontare con esso i sistemi regolari mesotonici pi\u00f9 drastici (1\/3, 1\/4, 2\/7, 1\/5, 1\/6 di comma). Noteremo che le quinte sono temperate dalle due alle tre volte rispetto alla quantit\u00e0 dell&#8217;equabile, e sono sempre strette, tranne il lupo, mentre le terze maggiori possono essere poco pi\u00f9 strette o poco pi\u00f9 larghe dell&#8217;intervallo puro e l&#8217;entit\u00e0 di questo scostamento \u00e8 circa la met\u00e0 rispetto alle quinte. Nell&#8217;equabile invece a fronte di quinte poco meno che pure, le terze sono temperate sette volte tanto.<br \/>Aggiungiamo poi che in contrapposizione al sistema pitagorico nei sistemi mesotonici regolari il semitono diatonico &#8220;cantabile&#8221; \u00e8 pi\u00f9 ampio di quello cromatico &#8220;incantabile&#8221;. Ci\u00f2 produce una vistosa inversione della qualit\u00e0 melodica di questi due intervalli rispetto alla tradizione medievale: la funzione di &#8220;sensibile&#8221; transitoria, ossia di grado alterato in una scala, \u00e8 associata a una piccola inflessione, mentre quella di &#8220;sensibile&#8221; stabile nella successione diatonica \u00e8 legata ad un salto pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Un veloce riassunto della storia dei sistemi mesotonici tra tardo Quattrocento e primo Seicento \u00e8 offerto da <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/1134182\/An_historical_survey_of_meantone_temperaments_to_1620\" target=\"_blank\">Mark Lindley<\/a> nell&#8217;articolo <i>An historical survey of meantone temperaments to 1620<\/i>, pubblicato in <i>Early Keyboard Journal<\/i> 8, 1990.<br \/>Per le suddivisioni dell&#8217;ottava in pi\u00f9 di 12 parti sono invece fondamentali gli articoli di <a href=\"http:\/\/www.patriziobarbieri.it\/articlespdf.htm\" target=\"_blank\">Patrizio Barbieri<\/a>: <i>The evolution of open-chain enharmonic keyboards<\/i>, in <i>Annuario svizzero di musicologia<\/i> (2002) e <i>I temperamenti ciclici da Vicentino a Buliowski<\/i>, in <i>L&#8217;organo<\/i> XXI (Bologna, 1983).<\/p>\n<p>In questa rassegna dei sistemi mesotonici regolari tralascer\u00f2 il quarto di comma, cui ho gi\u00e0 dedicato un capitolo a s\u00e9, e ne tratter\u00f2 alcuni altri, che, pur non avendo trovato vaste applicazioni pratiche, presentano aspetti interessanti anche a livello musicale.<\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Il sistema mesotonico a 1\/3 di comma<\/h3>\n<p>La scala diatonica presenta sette gradi ricavati concatenando sei quinte: FA-DO-SOL-RE-LA-MI-SI. Poste in successione ascendente le note sono separate da intervalli di tono (do-re, re-mi, fa-sol, sol-la, la-si) e semitono diatonico (mi-fa, si-do). Se le quinte sono pure, per gli intervalli di tono vale il rapporto 9:8, ossia 204&#XA2;; per gli intervalli di semitono diatonico vale il rapporto 256:243, circa 90&#XA2;. Si nota subito che il semitono diatonico non equivale a mezzo tono. Se calcoliamo la differenza tra tono e semitono diatonico (204-90=114&#XA2;) otteniamo un altro intervallo chiamato <b>apotome<\/b>. Esso \u00e8 pi\u00f9 ampio del semitono suddetto (<b>limma<\/b> usando la terminologia pitagorica) di un comma pitagorico, cio\u00e8 24&#XA2;.<\/p>\n<p>Proseguendo nella concatenazione di quinte possiamo espandere la scala al cosiddetto genere cromatico: se aggiungiamo altre sei quinte ascendendo dalla nota SI, cui eravamo arrivati, otteniamo i semitoni cromatici nell&#8217;ordine dei diesis (FA&#x266F;-DO&#x266F;-SOL&#x266F;-RE&#x266F;-LA&#x266F;-MI&#x266F;); se aggiungiamo altre sei quinte discendendo dalla nota di partenza FA, troviamo i semitoni cromatici nell&#8217;ordine dei bemolli (SI&#x266D;-MI&#x266D;-LA&#x266D;-RE&#x266D;-SOL&#x266D;-DO&#x266D;). Nel sistema pitagorico il semitono cromatico coincide con l&#8217;apotome.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo abbiamo generato 19 note e collegato fra loro 18 quinte. Tra MI&#x266F; e DO&#x266D; esiste un intervallo di sesta pi\u00f9 che diminuita che ha l&#8217;ampiezza di 565 &#XA2; e dunque appare all&#8217;ascolto come una sorta di tritono. L&#8217;intervallo complementare DO&#x266D;-MI&#x266F; \u00e8 formalmente una terza pi\u00f9 che aumentata, e avendo l&#8217;ampiezza di 635&#XA2; suona come una quinta strettissima.<br \/>Se accettiamo di compromettere la purezza delle quinte, stringendole tutte omogeneamente, in modo da dividere l&#8217;ottava in 19 parti uguali, riusciamo ad abbassare il MI&#x266F; e alzare il DO&#x266D; sino a creare fra loro un intervallo che suona come una quinta temperata uguale alle altre, pur rimanendo formalmente una sesta pi\u00f9 che diminuita. In questo nuovo assetto delle note se dal MI&#x266F; saliamo di una quinta temperata, raggiungiamo il SI&#x266F; che coincide con il DO&#x266D;. Analogamente se da DO&#x266D; scendiamo di quinta temperata, raggiungiamo il FA&#x266D;, che si sovrappone al MI&#x266F;. \u00c8 cos\u00ec possibile considerare MI&#x266F; come FA&#x266D; per avere la quinta giusta FA&#x266D;-DO&#x266D; oppure chiamare SI&#x266F; il DO&#x266D; per indicare la quinta giusta MI&#x266F;-SI&#x266F;. Pertanto abbiamo temperato 19 quinte.<\/p>\n<p>Ebbene, immaginiamo una tastiera le cui ottave presentino 19 tasti, come quella illustrata da J. B. Samber, <i>Manuductio ad organum<\/i>, Salisburgo, 1704, Parte I, p. 103:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/tast_19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/tast_19.jpg\" alt=\"tast_19\" width=\"950\" height=\"365\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2529\" \/><\/a><\/p>\n<p>Concatenando 19 quinte pure copriamo l&#8217;estensione di 11 ottave, con un eccesso in cents pari a (701.955 &times; 19) &#8211; (1200 &times; 11), cio\u00e8 13337.145 &#8211; 13200 = 137.145.<br \/>La quantit\u00e0 di cui si deve temperare ciascuna quinta per ottenere la suddivisione dell&#8217;ottava in 19 parti uguali \u00e8 dunque 137.145&#XA2; &divide; 19 = 7.218&#XA2;. Seguendo questa via, creiamo un sistema equabile i cui gradi hanno frequenze in rapporto costante di 1 : <sup>19<\/sup>&#8730;2, cio\u00e8 un intervallo di 63.157895&#XA2;.<\/p>\n<p>Il valore trovato \u00e8 prossimo a 1\/3 di comma sintonico, che esattamente vale 7.169&#XA2;. \u00c8 allora possibile creare anche un sistema mesotonico molto simile al precedente, ma pi\u00f9 semplice da realizzare, perch\u00e9, temperando le quinte di 1\/3 di comma sintonico, si generano terze minori pure.<br \/>Rispetto al sistema equabile (ET19) la successione delle quinte nel sistema mesotonico presenta uno scarto minuscolo (circa 1 cent), che trascuriamo per poter chiudere il circolo, ma che deve per\u00f2 essere seriamente preso in considerazione al momento dell&#8217;accordatura. Infatti possiamo intonare pure solo le terze minori che compaiono usando la nomenclatura reale: quelle fittizie, ottenute per enarmonia, non possono essere usate per l&#8217;intonazione, perch\u00e9 a rigore sono delle seconde aumentate, consonanti quasi fossero terze minori (per esempio fa &#8211; sol&#x266F;). Dunque nel sistema sono possibili tre distinte catene di terze minori:<\/p>\n<ul>\n<li>si&#x266F; &#8211; re&#x266F; &#8211; fa&#x266F; &#8211; la &#8211; do &#8211; mi&#x266D; &#8211; sol&#x266D;,<\/li>\n<li>la&#x266F; &#8211; do&#x266F; &#8211; mi &#8211; sol &#8211; si&#x266D; &#8211; re&#x266D;,<\/li>\n<li>mi&#x266F; &#8211; sol&#x266F; &#8211; si &#8211; re &#8211; fa &#8211; la&#x266D;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Invece nel sistema equabile (ET19) compare una catena di terze minori virtualmente chiusa: cominciando da do, ad esempio, possiamo salire attraverso mi&#x266D;, sol&#x266D;, si&#x266D;&#x266D; &#8776; la&#x266F;, do&#x266F;, mi, sol, si&#x266D;, re&#x266D;, fa&#x266D; &#8776; mi&#x266F;, sol&#x266F;, si, re, fa, la&#x266D;, do&#x266D;, mi&#x266D;&#x266D; &#8776; re&#x266F;, fa&#x266F;, la, do. Questi intervalli sono tra loro uguali in ampiezza, 315.789&#XA2;, all&#8217;orecchio praticamente indistinguibili dall&#8217;intervallo naturale 315.641&#XA2;. Pertanto entrambi i sistemi si possono ritenere circolari. Il meccanismo dell&#8217;enarmonia \u00e8 praticabile, e con 19 tasti per ottava \u00e8 ricchissimo di sfumature. Nella seguente tabella gli effettivi nomi di nota e i gradi della scala sono dati nelle prime tre colonne a sinistra. Nelle colonne a destra sono esposti i valori in cents per il sistema equabile, che non usa frazioni di comma sintonico e quindi non produce terze minori rigorosamente pure.<\/p>\n<table width=\"95%\" border=1px>\n<tr>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">mesotonico 1\/3<\/th>\n<th colspan=\"2\" style=\"text-align:center;\">equabile (ET19)<\/th>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>nota<\/th>\n<th>cents<\/th>\n<th>gradi<\/th>\n<th>cents<\/th>\n<th>gradi<\/th>\n<th>equivalenza<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>do<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1\">0.000<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>0.000<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>do&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe\">63.504<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>re&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe\">126.069<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>126.316<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>re<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb\">189.572<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>189.474<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>re&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1\">253.076<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td>252.632<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>mi&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1\">315.641<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>315.789<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>mi<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe\">379.145<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>378.947<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>fa&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe; border: solid 3px red\">441.710<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">0.939<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">442.105<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">0.000<\/td>\n<td rowspan=2 style=\"text-align:center;border: solid 3px red\">fa&#x266D;=mi&#x266F;<br \/>mesotonico 442,649<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>mi&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb;border: solid 3px red\">442.649<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">442.105<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>fa<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb\">505.214<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>505.263<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>fa&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1\">568.717<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td>568.421<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>sol&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1\">631.283<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>631.579<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>sol<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe\">694.786<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>694.737<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>sol&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb\">758.290<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td>757.895<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>la&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb\">820.855<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>821.053<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>la<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1\">884.359<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>884.211<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>la&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe\">947.862<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td>947.368<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>si&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#ceb8fe\">1010.428<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>1010.526<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>si<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb\">1073.931<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td>1073.684<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>do&#x266D;<\/th>\n<td style=\"background-color:#c5fdbb; border: solid 3px red\">1136.496<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">0.939<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">1136.842<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">0.000<\/td>\n<td rowspan=2 style=\"text-align:center;border: solid 3px red\">do&#x266D;=si&#x266F;<br \/>mesotonico 1136.496<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>si&#x266F;<\/th>\n<td style=\"background-color:#fafeb1; border: solid 3px red\">1137.435<\/td>\n<td>62.565<\/td>\n<td style=\"border: solid 3px red\">1136.842<\/td>\n<td>63.158<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>do<\/th>\n<td>1200.000<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>1200.000<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>La divisione dell&#8217;ottava in pi\u00f9 di dodici parti fu praticata nel Rinascimento attraverso la costruzione di strumenti con tastiere &#8220;ampliate&#8221;, con tasti spezzati o disposti su pi\u00f9 ordini.<br \/><a href=\"http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Guillaume_Costeley\" target=\"_blank\">Guillaume Costelay<\/a> intorno alla met\u00e0 del XVI secolo compose una <a href=\"http:\/\/youtu.be\/wT6-Ndx1EbM\" target=\"_blank\">chanson<\/a> che richiede un cembalo microtonale con l&#8217;ottava divisa in diciannove note.<\/p>\n<p><b>Francisco de Salinas<\/b> (<i>De musica libri VII<\/i>, Salamanca, 1577, p. 143) fu il primo teorico a descrivere il sistema in oggetto. Egli propose di dividere il tono in tre parti uguali, attribuendone due al semitono diatonico e una a quello cromatico, ottenendo una gamma costituita da 19 intervalli.<br \/>La realizzazione illustrata da Salinas al monocordo richiede l&#8217;accordatura concatenata di sette terze minori pure: B&#x266F;-D&#x266F;-F&#x266F;-A-C-E&#x266D;-G&#x266D;; quindi \u00e8 necessario ricorrere al <a href=\"http:\/\/www.macchinematematiche.org\/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=219&#038;Itemid=301\" target=\"_blank\">mesolabio<\/a> per trovare i due medi proporzionali nel tritono C-F&#x266F;, fissando cos\u00ec la lunghezza delle corde D e E. Infine bisogna accordare le rimanenti catene di terze minori pure sopra e sotto le note D e E, per trovare F-A&#x266D;, E&#x266F;-G&#x266F;-B, G-B&#x266D;-D&#x266D;, C&#x266F;-A&#x266F;.<br \/>Patrizio Barbieri illustra i metodi impiegati anticamente per il calcolo delle proporzioni musicali nell&#8217;articolo <a href=\"http:\/\/www.patriziobarbieri.it\/pdf\/mesolabio.pdf\" target=\"_blank\">Il mesolabio e il compasso di proporzione: le applicazioni musicali di due strumenti matematici (1558-1675)<\/a> pubblicato nel volume <i>Musica, scienza e idee nella Serenissima durante il Seicento<\/i>, 1996, Fondazione Levi &#8211; Venezia.<br \/>Per realizzare il sistema di temperamento sulle normali tastiere con divisione dell&#8217;ottava in 12 parti, eliminiamo le note che non sono abitualmente praticate nella letteratura tastieristica antica, cio\u00e8 re&#x266D;, sol&#x266D;, la&#x266D;, re&#x266F;, la&#x266F;, oltre a mi&#x266F; e do&#x266D;, ottenendo la seguente disposizione:<\/p>\n<table width=\"95%\" border=\"1\">\n<tr>\n<td>Nota<\/td>\n<td>Rapporto<\/td>\n<td>Intervallo<\/td>\n<td>Scala di 12 gradi <\/td>\n<td>Scala di 19 gradi <\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C<\/td>\n<td>1\/1<\/td>\n<td>unison, perfect prime<\/td>\n<td>0.000<\/td>\n<td>0.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>C&#x266F;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<td>63.504<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>D&#x266D;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>126.069<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>D<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>189.572<\/td>\n<td>189.572<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>D&#x266F;<\/td>\n<td>125\/108<\/td>\n<td>semi-augmented whole tone<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>253.076<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>E&#x266D;<\/td>\n<td>6\/5<\/td>\n<td>minor third<\/td>\n<td>315.641<\/td>\n<td>315.641<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>E<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>379.145<\/td>\n<td>379.145<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>E&#x266F;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>442.649<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>F<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>505.214<\/td>\n<td>505.214<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>F&#x266F;<\/td>\n<td>25\/18<\/td>\n<td>classic augmented fourth<\/td>\n<td>568.717<\/td>\n<td>568.717<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>G&#x266D;<\/td>\n<td>36\/25<\/td>\n<td>classic diminished fifth<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>631.283<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>G<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>694.786<\/td>\n<td>694.786<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>G&#x266F;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>758.290<\/td>\n<td>758.290<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>A&#x266D;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>820.855<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>A<\/td>\n<td>5\/3<\/td>\n<td>major sixth, BP sixth<\/td>\n<td>884.359<\/td>\n<td>884.359<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>A&#x266F;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>947.862<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>B&#x266D;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>1010.428<\/td>\n<td>1010.428<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>B<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>1073.931<\/td>\n<td>1073.931<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>B&#x266F;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<td>1136.496<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>c<\/td>\n<td>2\/1<\/td>\n<td>octave<\/td>\n<td>1200.000<\/td>\n<td>1200.000<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"420\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YioE25hCu2U?rel=0\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<HR \/><\/p>\n<p>La procedura per accordare i dodici gradi della scala \u00e8 molto semplice e si avvale di un metronomo per contare la frequenza dei battimenti e per confrontare gli intervalli-pilota.<br \/>Si pu\u00f2 iniziare dal La corista, sul quale si intonano la terza minore pura La<sub>2<\/sub>-Do<sub>3<\/sub> e il suo rivolto Do<sub>2<\/sub>-La<sub>2<\/sub>. Pura deve essere accordata la terza minore Fa&#x266F;<sub>2<\/sub>-La<sub>2<\/sub>, come anche Do<sub>2<\/sub>-Mi&#x266D;<sub>2<\/sub>.<\/p>\n<p>Seguendo la tabella sottostante, si pone il metronomo a 65 battiti al minuto e si scandiscono terzine, che costituiscono il modello per contare il numero di battimenti della quinta Do<sub>2<\/sub>-Sol<sub>2<\/sub>: essa deve essere stretta intervenendo sulla nota Sol. Mantenendo la pulsazione del metronomo si accorda quindi il Mi<sub>2<\/sub>, scendendo dal La<sub><\/sub>: ora si devono scandire quintine, che d\u00e0nno la velocit\u00e0 della quarta Mi<sub>2<\/sub>-La<sub>2<\/sub>. La terza maggiore Do<sub>2<\/sub>-Mi<sub>2<\/sub> deve avere lo stesso numero di battimenti della quarta Mi<sub>2<\/sub>-La<sub>2<\/sub>. Se si \u00e8 operato con accuratezza, la terza minore Mi<sub>2<\/sub>-Sol<sub>2<\/sub> deve riuscire pura.<br \/>\nSul Sol<sub>2<\/sub> si intona il Si&#x266D;<sub>2<\/sub> e sul Mi<sub>2<\/sub> si accorda il Do&#x266F;<sub>2<\/sub> in modo da avere terze minori pure.<br \/>Si tratta ora di replicare la procedura illustrata, aggiungendo le due note Re<sub>2<\/sub> e Si<sub>2<\/sub>. Si accorda quindi il Re<sub>2<\/sub>, cosicch\u00e9 la quinta Re<sub>2<\/sub>-La<sub>2<\/sub> sia stretta e inoltre il Si<sub>2<\/sub> \u00e8 intonato a formare sesta maggiore pura col Re<sub>2<\/sub>: la quarta risultante Fa&#x266F;<sub>2<\/sub>-Si<sub>2<\/sub> rispetta la proporzione ritmica indicata sopra, ma con il metronomo impostato su 73 battiti al minuto, cio\u00e8 quintine per la quarta Fa&#x266F;<sub>2<\/sub>-Si<sub>2<\/sub> e per la terza maggiore Re<sub>2<\/sub>-Fa&#x266F;<sub>2<\/sub>, e terzine per la quinta Re<sub>1<\/sub>-La<sub>2<\/sub>.<br \/>La quinta Mi<sub>2<\/sub>-Si<sub>2<\/sub> \u00e8 gi\u00e0 formata, e dovrebbe scandire terzine con il metronomo impostato a 81 battiti al minuto: non rimane che accordare il Sol&#x266F;<sub>2<\/sub> terza minore pura sotto il Si<sub>2<\/sub> ed il Fa<sub>2<\/sub> terza minore pura sopra il Re<sub>2<\/sub>.<br \/>Nelle triadi minori in primo rivolto si deve verificare sempre l&#8217;uguaglianza del numero di battimenti di terza maggiore e quarta. Un ulteriore controllo si pu\u00f2 fare confrontando la quarta e la quinta sopra una medesima nota: a parit\u00e0 di metronomo la prima scandisce quartine e la seconda terzine.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2531\" aria-describedby=\"caption-attachment-2531\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/salinas.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/salinas.png\" alt=\"Scomparto dell'ottava con il sistema mesotonico a 1\/3 di comma\" width=\"800\" height=\"112\" class=\"size-full wp-image-2531\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2531\" class=\"wp-caption-text\">Scomparto dell&#8217;ottava con il sistema mesotonico a 1\/3 di comma<\/figcaption><\/figure>\n<p>Corista A<sub>3<\/sub>: 440 Hz con il Do<sub>3<\/sub> a 264.00 Hz<br \/> <br \/>\nLa frequenza di battimenti in cicli\/minuto \u00e8 ottenuta con il metronomo impostato per scandire in una singola pulsazione i gruppetti indicati.<\/p>\n<table width=\"95%\" border=\"1\">\n<tr>\n<th colspan=\"2\">Quinta<\/th>\n<th colspan=\"5\"><B>ratio 3:2<\/B><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th><I>nota<\/I><\/th>\n<th><I>Hertz<\/I><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/unina.gif\" alt=\"unina\" width=\"25\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2532\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/duine.gif\" alt=\"duine\" width=\"32\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2533\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/terzine.gif\" alt=\"terzine\" width=\"50\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2536\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/quartine.gif\" alt=\"quartine\" width=\"70\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2534\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/quintina.gif\" alt=\"quintina\" width=\"75\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2535\" \/><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>C<\/th>\n<td>264.000000<\/td>\n<td>196.366<\/td>\n<td>98.183<\/td>\n<td>65.455<\/td>\n<td>49.091<\/td>\n<td>39.273<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>C&#x266F;<\/th>\n<td>273.863623<\/td>\n<td>203.702<\/td>\n<td>101.851<\/td>\n<td>67.901<\/td>\n<td>50.926<\/td>\n<td>40.740<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>D<\/th>\n<td>294.550499<\/td>\n<td>219.090<\/td>\n<td>109.545<\/td>\n<td>73.030<\/td>\n<td>54.772<\/td>\n<td>43.818<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>E&#x266D;<\/th>\n<td>316.800000<\/td>\n<td>235.639<\/td>\n<td>117.820<\/td>\n<td>78.546<\/td>\n<td>58.910<\/td>\n<td>47.128<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>E<\/th>\n<td>328.636348<\/td>\n<td>244.443<\/td>\n<td>122.221<\/td>\n<td>81.481<\/td>\n<td>61.111<\/td>\n<td>48.889<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>F<\/th>\n<td>353.460597<\/td>\n<td>262.907<\/td>\n<td>131.454<\/td>\n<td>87.636<\/td>\n<td>65.727<\/td>\n<td>52.581<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>F&#x266F;<\/th>\n<td>366.666667<\/td>\n<td>272.731<\/td>\n<td>136.365<\/td>\n<td>90.910<\/td>\n<td>68.183<\/td>\n<td>54.546<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>G<\/th>\n<td>394.363618<\/td>\n<td>293.332<\/td>\n<td>146.666<\/td>\n<td>97.777<\/td>\n<td>73.333<\/td>\n<td>58.666<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>G&#x266F;<\/th>\n<td>409.097914<\/td>\n<td>2394.376<\/td>\n<td>1197.188<\/td>\n<td>798.125<\/td>\n<td>598.594<\/td>\n<td>478.875<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>A<\/th>\n<td>440.000000<\/td>\n<td>327.276<\/td>\n<td>163.638<\/td>\n<td>109.092<\/td>\n<td>81.819<\/td>\n<td>65.455<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>B&#x266D;<\/th>\n<td>473.236340<\/td>\n<td>351.998<\/td>\n<td>175.999<\/td>\n<td>117.333<\/td>\n<td>87.999<\/td>\n<td>70.400<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>B<\/th>\n<td>490.917497<\/td>\n<td>365.149<\/td>\n<td>182.575<\/td>\n<td>121.716<\/td>\n<td>91.287<\/td>\n<td>73.030<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>c<\/th>\n<td>528.000000<\/td>\n<td>392.732<\/td>\n<td>196.366<\/td>\n<td>130.911<\/td>\n<td>98.183<\/td>\n<td>78.546<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<table width=\"95%\" border=\"1\">\n<tr>\n<th colspan=\"2\">Quarta<\/th>\n<th colspan=\"5\"><B>ratio 4:3<\/B><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th><I>nota<\/I><\/th>\n<th><I>Hertz<\/I><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/unina.gif\" alt=\"unina\" width=\"25\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2532\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/duine.gif\" alt=\"duine\" width=\"32\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2533\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/terzine.gif\" alt=\"terzine\" width=\"50\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2536\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/quartine.gif\" alt=\"quartine\" width=\"70\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2534\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/quintina.gif\" alt=\"quintina\" width=\"75\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2535\" \/><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>C<\/th>\n<td>264.000000<\/td>\n<td>262.907<\/td>\n<td>131.454<\/td>\n<td>87.636<\/td>\n<td>65.727<\/td>\n<td>52.581<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>C&#x266F;<\/th>\n<td>273.863623<\/td>\n<td>272.731<\/td>\n<td>136.365<\/td>\n<td>90.910<\/td>\n<td>68.183<\/td>\n<td>54.546<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>D<\/th>\n<td>294.550499<\/td>\n<td>293.332<\/td>\n<td>146.666<\/td>\n<td>97.777<\/td>\n<td>73.333<\/td>\n<td>58.666<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>E&#x266D;<\/th>\n<td>316.800000<\/td>\n<td>2394.376<\/td>\n<td>1197.188<\/td>\n<td>798.125<\/td>\n<td>598.594<\/td>\n<td>478.875<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>E<\/th>\n<td>328.636348<\/td>\n<td>327.276<\/td>\n<td>163.638<\/td>\n<td>109.092<\/td>\n<td>81.819<\/td>\n<td>65.455<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>F<\/th>\n<td>353.460597<\/td>\n<td>351.998<\/td>\n<td>175.999<\/td>\n<td>117.333<\/td>\n<td>87.999<\/td>\n<td>70.400<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>F&#x266F;<\/th>\n<td>366.666667<\/td>\n<td>365.149<\/td>\n<td>182.575<\/td>\n<td>121.716<\/td>\n<td>91.287<\/td>\n<td>73.030<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>G<\/th>\n<td>394.363618<\/td>\n<td>392.732<\/td>\n<td>196.366<\/td>\n<td>130.911<\/td>\n<td>98.183<\/td>\n<td>78.546<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>G&#x266F;<\/th>\n<td>409.097914<\/td>\n<td>407.405<\/td>\n<td>203.702<\/td>\n<td>135.802<\/td>\n<td>101.851<\/td>\n<td>81.481<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>A<\/th>\n<td>440.000000<\/td>\n<td>438.180<\/td>\n<td>219.090<\/td>\n<td>146.060<\/td>\n<td>109.545<\/td>\n<td>87.636<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>B&#x266D;<\/th>\n<td>473.236340<\/td>\n<td>471.278<\/td>\n<td>235.639<\/td>\n<td>157.093<\/td>\n<td>117.820<\/td>\n<td>94.256<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>B<\/th>\n<td>490.917497<\/td>\n<td>488.886<\/td>\n<td>244.443<\/td>\n<td>162.962<\/td>\n<td>122.221<\/td>\n<td>97.777<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>c<\/th>\n<td>528.000000<\/td>\n<td>525.815<\/td>\n<td>262.907<\/td>\n<td>175.272<\/td>\n<td>131.454<\/td>\n<td>105.163<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<table width=\"95%\" border=\"1\">\n<tr>\n<th colspan=\"2\">Terza Magg.<\/th>\n<th colspan=\"5\"><B>ratio 5:4<\/B><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th><I>nota<\/I><\/th>\n<th><I>Hertz<\/I><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/unina.gif\" alt=\"unina\" width=\"25\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2532\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/duine.gif\" alt=\"duine\" width=\"32\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2533\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/terzine.gif\" alt=\"terzine\" width=\"50\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2536\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/quartine.gif\" alt=\"quartine\" width=\"70\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2534\" \/><\/th>\n<th><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/quintina.gif\" alt=\"quintina\" width=\"75\" height=\"35\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2535\" \/><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>C<\/th>\n<td>264.000000<\/td>\n<td>327.276<\/td>\n<td>163.638<\/td>\n<td>109.092<\/td>\n<td>81.819<\/td>\n<td>65.455<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>C&#x266F;<\/th>\n<td>273.863623<\/td>\n<td>2671.456<\/td>\n<td>1335.728<\/td>\n<td>890.485<\/td>\n<td>667.864<\/td>\n<td>534.291<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>D<\/th>\n<td>294.550499<\/td>\n<td>365.150<\/td>\n<td>182.575<\/td>\n<td>121.717<\/td>\n<td>91.287<\/td>\n<td>73.030<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>E&#x266D;<\/th>\n<td>316.800000<\/td>\n<td>392.732<\/td>\n<td>196.366<\/td>\n<td>130.911<\/td>\n<td>98.183<\/td>\n<td>78.546<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>E<\/th>\n<td>328.636348<\/td>\n<td>407.405<\/td>\n<td>203.703<\/td>\n<td>135.802<\/td>\n<td>101.851<\/td>\n<td>81.481<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>F<\/th>\n<td>353.460597<\/td>\n<td>438.179<\/td>\n<td>219.090<\/td>\n<td>146.060<\/td>\n<td>109.545<\/td>\n<td>87.636<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>F&#x266F;<\/th>\n<td>366.666667<\/td>\n<td>3576.722<\/td>\n<td>1788.361<\/td>\n<td>1192.241<\/td>\n<td>894.180<\/td>\n<td>715.344<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>G<\/th>\n<td>394.363618<\/td>\n<td>488.886<\/td>\n<td>244.443<\/td>\n<td>162.962<\/td>\n<td>122.222<\/td>\n<td>97.777<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>G&#x266F;<\/th>\n<td>409.097914<\/td>\n<td>3990.626<\/td>\n<td>1995.313<\/td>\n<td>1330.209<\/td>\n<td>997.656<\/td>\n<td>798.125<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>A<\/th>\n<td>440.000000<\/td>\n<td>545.461<\/td>\n<td>272.731<\/td>\n<td>181.820<\/td>\n<td>136.365<\/td>\n<td>109.092<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>B&#x266D;<\/th>\n<td>473.236340<\/td>\n<td>586.663<\/td>\n<td>293.331<\/td>\n<td>195.554<\/td>\n<td>146.666<\/td>\n<td>117.333<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>B<\/th>\n<td>490.917497<\/td>\n<td>4788.751<\/td>\n<td>2394.375<\/td>\n<td>1596.250<\/td>\n<td>1197.188<\/td>\n<td>957.750<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>c<\/th>\n<td>528.000000<\/td>\n<td>654.553<\/td>\n<td>327.276<\/td>\n<td>218.184<\/td>\n<td>163.638<\/td>\n<td>130.911<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>\u00c8 utile confrontare lo scostamento in cents dalle note del sistema equabile. Facendo pari a 0&#XA2; la nota DO oppure la nota LA, otteniamo i seguenti valori con cui settare gli accordatori digitali:<\/p>\n<table border=\"1px\">\n<tr>\n<th>riferimento<\/th>\n<th>DO<\/th>\n<th>DO&#x266F;<\/th>\n<th>RE<\/th>\n<th>MI&#x266D;<\/th>\n<th>MI<\/th>\n<th>FA<\/th>\n<th>FA&#x266F;<\/th>\n<th>SOL<\/th>\n<th>SOL&#x266F;<\/th>\n<th>LA<\/th>\n<th>SI&#x266D;<\/th>\n<th>SI<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>DO<\/th>\n<td>0<\/td>\n<td>-36.5<\/td>\n<td>-10.5<\/td>\n<td>15.5<\/td>\n<td>-21<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>-31<\/td>\n<td>-5<\/td>\n<td>-41.5<\/td>\n<td>-15.5<\/td>\n<td>10.5<\/td>\n<td>-26<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th>LA<\/th>\n<td>15.5<\/td>\n<td>-21<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>31<\/td>\n<td>-5<\/td>\n<td>21<\/td>\n<td>-15.5<\/td>\n<td>10.5<\/td>\n<td>-26<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>26<\/td>\n<td>-10.5<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Anche se notevolmente impoverito quando l&#8217;ottava \u00e8 divisa solo in dodici parti, il sistema \u00e8 ancora apprezzabile. Le quinte non sono troppo deteriorate, e le terze maggiori strette conservano una certa eufonia.<\/p>\n<ul>\n<li>Il lupo compare fra gli estremi del circolo, cio\u00e8 fra G&#x266F; e E&#x266D; con un eccesso di ben 55.4 &#XA2;, mentre le quinte sono strette di 7.2 &#XA2; cio\u00e8 valgono 695 &#XA2;.<\/li>\n<li>Si notano sei tritoni di giusta intonazione nel rapporto 25:18, dato dalla differenza tra sesta maggiore e terza minore (5\/3 &times; 5\/6 = 25\/18) pari a 569 &#XA2;<\/li>\n<li>Nove terze minori sono pure, valgono 316 &#XA2; (rapporto 6:5), tre seconde aumentate valgono 253 &#XA2; (rapporto 125:108) e sono F-G&#x266F;, B&#x266D;-C&#x266F; e E&#x266D;-F&#x266F;.<\/li>\n<li>Otto terze maggiori sono strette di 1\/3 di comma sintonico e misurano 379 &#XA2;; curiosamente le quattro quarte diminuite (G&#x266F;-C, C&#x266F;-F, F&#x266F;-B&#x266D;, B-E&#x266D;) e la terza aumentata (E&#x266D;-G&#x266F;) sono quasi equivalenti (441.7 &#XA2; e 442.6 &#XA2; rispettivamente): in parole povere le &#8220;terze&#8221; non praticabili sono pressoch\u00e8 identiche al lupo.<\/li>\n<li>Per definizione, dieci intervalli di tono e dieci settime minori sono omogenei: i primi valgono 189.5 &#XA2; e le seconde 1010.5 &#XA2;; si nota che il tono divide esattamente a met\u00e0 la terza maggiore.<\/li>\n<li>Il semitono cromatico \u00e8 molto piccolo, 63.5 &#XA2;, mentre il semitono diatonico \u00e8 grande il doppio, 126 &#XA2;.<\/li>\n<\/ul>\n<p><figure id=\"attachment_2538\" aria-describedby=\"caption-attachment-2538\" style=\"width: 398px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/salinas_ditono.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/salinas_ditono.png\" alt=\"circolo con le terze maggiori\" width=\"398\" height=\"398\" class=\"size-full wp-image-2538\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2538\" class=\"wp-caption-text\">circolo con le terze maggiori<\/figcaption><\/figure><br \/>\n<figure id=\"attachment_2537\" aria-describedby=\"caption-attachment-2537\" style=\"width: 398px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/salinas_semiditono.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/salinas_semiditono.png\" alt=\"circolo con le terze minori\" width=\"398\" height=\"398\" class=\"size-full wp-image-2537\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2537\" class=\"wp-caption-text\">circolo con le terze minori<\/figcaption><\/figure><br \/>\n<!--nextpage--><\/p>\n<h3>Il sistema regolare a 1\/6 comma sintonico<\/h3>\n<p>Siamo tutti consapevoli di una netta distinzione tra gli strumenti ad intonazione fissa (e l&#8217;organo \u00e8 sicuramente uno fra i pi\u00f9 &#8220;fissi&#8221; dato che modificare l&#8217;accordatura di qualche centinaio di canne \u00e8 un&#8217;operazione laboriosa e complessa) e gli strumenti ad intonazione mobile o le voci.<br \/>L&#8217;organo non pu\u00f2 cambiare facilmente accordatura, certo, ma la frequenza delle note prodotte non \u00e8 mai perfettamente stabile e centrata: negli strumenti da basso continuo basta un alito, l&#8217;aria mossa da una mano, l&#8217;ombra di uno spartito sul leggio e il suono cambia. Cos\u00ec quando violoncello e contrabbasso rombano vicino all&#8217;organo da basso continuo, questo si sottomette volentieri, magari brontola un po&#8217; se \u00e8 molto disallineato, ma solitamente s&#8217;adegua. Pi\u00f9 breve \u00e8 la collisione, meno s&#8217;avvertono i battimenti. Comunque \u00e8 regola che tutti gli strumenti e cantanti prendano il corista (o le note di accordatura) dalla tastiera: \u00e8 l&#8217;unico riferimento per iniziare.<\/p>\n<p>Nella prassi dell&#8217;accordatura dell&#8217;organo da basso continuo distinguerei allora due opzioni (fatte salve le esigenze del repertorio eseguito, ovviamente): quando lo strumento \u00e8 principalmente usato per l&#8217;accompagnamento e anche quando svolge ruolo concertante \u00e8 preferibile un sistema di temperamento regolare, con quinte poco strette, diciamo il sesto di comma oppure l&#8217;equabile, mentre quando lo strumento \u00e8 solista possono meglio adottarsi sistemi irregolari o i mesotonici pi\u00f9 intensi, come il quarto di comma.<br \/>Infatti, se \u00e8 vero che gli aggiustamenti d&#8217;intonazione sono continui negli archi come nei fiati e nella voce, tuttavia scostamenti eccessivi dalle &#8220;note giuste&#8221;, come quelli presenti nel tono medio a 1\/4 di comma, sono piuttosto faticosi da reggere. Se strumentisti e voci sono abituati a convivere con l&#8217;esigenza del temperamento tastieristico, sono per\u00f2 insofferenti quando essa diventa dittatura: non si possono obbligare gli archi a stridere come richiede il Vallotti quando incontrano la terza Fa&#x266F;-La&#x266F;, n\u00e9 i coristi a cantare Do-Re&#x266F; se trovano scritto Do-Mi&#x266D;. Quindi bisogna mediare anche tra le mediazioni che il temperamento stesso impone.<br \/>\u00c8 vero che molti organi italiani erano (e in parte ancora sono) accordati con il tono medio a 1\/4 di comma. Quindi anche i positivi che popolano chiese ora deserte e oratori abbandonati della Penisola presentano spesso questa caratteristica, che li rende &#8220;solisti&#8221; eccellenti, ma cocciuti e tutt&#8217;altro che versatili accompagnatori. Sicuramente perci\u00f2 un tempo erano gli altri strumenti e voci che dovevano piegare il capo, e credo fossero ben allenati a farlo, cos\u00ec come il continuista sapeva evitare per quanto possibile gli unisoni stridenti (Sol&#x266F; contro La&#x266D; ad esempio), specialmente con il Soprano.<\/p>\n<p>Tuttavia esistono alcune possibilit\u00e0 di modificare l&#8217;accordatura: le canne tappate si adeguano facilmente, quelle aperte di legno sono dotate di una banderuola di metallo fissata alla sommit\u00e0, che consente escursioni di parecchi cents (fino a 30&#XA2; circa senza compromettere troppo la pronuncia e il timbro); per le canne di metallo aperte oggi \u00e8 prassi comune l&#8217;accordatura con anelli elastici scorrevoli, che permette escursioni anche maggiori.<\/p>\n<p>\u00c8 inutile dire che, scegliendo il moderno sistema equabile, si risolvono tanti problemi, compreso quello dell&#8217;enarmonia: <a href=\"http:\/\/musicserver.case.edu\/~rwd\/baroquetemp\/exercises.html\" target=\"_blank\">Bach<\/a> ad esempio facilmente impiega in uno stesso brano anche 13 o 14 distinte note per ottava (talvolta anche di pi\u00f9, come in alcuni contrappunti dell&#8217;<i>Offerta Musicale<\/i>).<br \/>Esistono per\u00f2 autorevoli fonti antiche da cui si desume la possibile adozione di sistemi di temperamento regolare pi\u00f9 caratterizzati del sistema equabile.<\/p>\n<p><b>Peter Prelleur<\/b>, <i>The Modern Music Master<\/i> (1731) illustra le posizioni delle dita nel violino, lasciando intendere che il semitono cromatico \u00e8 minore del semitono diatonico. <b>Leopold Mozart<\/b>, <i>Versuch einer gr\u00fcndlichen Violinschule<\/i> (Augsburg, 1756) prescrive che le note alterate con il bemolle siano un comma pi\u00f9 alte di quelle enarmoniche alterate con il diesis. Simile concetto compare anche in <b>Johann Joachim Quantz<\/b>, <i>Versuch einer Anweisung die Flute traversi\u00e8re zu spielen<\/i> (Berlin, 1752).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imslp.org\/wiki\/Special:ImagefromIndex\/273936\" target=\"_blank\">Pierfrancesco Tosi<\/a>, <i>Opinioni de&#8217; Cantori Antichi e Moderni<\/i> (Bologna, 1723), pp. 12-13 \u00e8 forse il maestro da cui i precedenti hanno appreso la sottile differenza tra semitono maggiore e semitono minore: egli afferma che all&#8217;organo o al cembalo essa non appare chiara, a meno che non siano dotati di tasti spezzati. \u00c8 certo che con la suddivisione di dodici note per ottava, i semitoni cromatici e quelli diatonici sono stabiliti escludendo l&#8217;enarmonia. Cos\u00ec gli intervalli microtonali non sono permessi e inoltre fra due tasti concomitanti sono possibili solamente due opzioni: Sol-Sol&#x266F; \u00e8 un semitono cromatico, Sol&#x266F;-La \u00e8 diatonico; dunque Sol&#x266F;-La&#x266D;, Sol-La&#x266D; e La&#x266D;-La non sono ammessi.<br \/>Tosi sottolinea che a molti musicisti la questione \u00e8 sconosciuta, e tuttavia la verit\u00e0 \u00e8 che un tono &#8220;si divide in nove intervalli quasi insensibili&#8221; di cui cinque &#8220;formano il Semituono maggiore, e quattro il minore&#8221;.<br \/>Tosi aggiunge anche: &#8220;V&#8217;\u00e8 opinione per\u00f2 che non sieno pi\u00f9 di sette, e che il pi\u00f9 gran numero della loro met\u00e0 componga il primo, e il minore il secondo [&#8230;].&#8221;<\/p>\n<p>Contando esattamente il numero di commi richiesti da Tosi per costruire l&#8217;ottava, si calcola che 5 toni interi di 9 parti ciascuno sommati a 2 semitoni diatonici di 5 parti ciascuno fanno in tutto 55 commi.<\/p>\n<p>L&#8217;ottava divisa in 55 parti \u00e8 studiata dalla dottrina attribuita a Filolao e tramandata dai teorici del Rinascimento. Il filosofo greco divideva il tono pitagorico (rapporto 9:8) in nove parti, assegnandone 5 all&#8217;<i>apotome<\/i> (semitono cromatico) e 4 al <i>limma<\/i> (semitono diatonico). Stando a questa ripartizione l&#8217;ottava pitagorica \u00e8 costituita da 5 toni e 2 limma, quindi 5 &times; 9 + 2 &times; 4 = 53 <i>commata<\/i>.<br \/>Ma con la rivoluzione Zarliniana si cominci\u00f2 a considerare all&#8217;opposto il semitono cromatico come intervallo piccolo e quello diatonico come grande, giungendo perci\u00f2 al ciclo 55. Esso \u00e8 molto prossimo a quello ottenuto temperando le quinte di 3\/17 di comma sintonico: \u00e8 in pratica sovrapponibile al tono medio a 1\/6 di comma.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte la suddivisione del tono in sette &#8220;commata&#8221; genera analogamente a quella appena descritta i due cicli di 43 e 45 parti, dei quali il secondo \u00e8 quasi coincidente con il sistema ottenuto temperando le quinte di 1\/5 di comma sintonico.<\/p>\n<p>Inoltre, continua il Tosi, quando un soprano intona un Re&#x266F; come se fosse un Mi&#x266D;, &#8220;chi ha l&#8217;orrechio fino sente che stuona, perch\u00e9 quest&#8217;ultimo cresce&#8221;. Ci\u00f2 indica chiaramente che, per cos\u00ec dire, i diesis sono pi\u00f9 gravi dei bemolli, cio\u00e8 che il semitono cromatico \u00e8 minore di quello diatonico.<\/p>\n<p>La suddivisione dell&#8217;ottava in <i>commata<\/i> rimase una descrizione teorica, conosciuta piuttosto diffusamente gi\u00e0 nel Seicento, sino al calcolo esatto di Joseph Zaragoza che nel 1675 usando i logaritmi stabil\u00ec che l&#8217;ottava ne contiene quasi 56 (1200&#XA2; &divide; 21.5&#XA2; = 55.8).<br \/>Nella pratica il sistema di temperamento mesotonico a 1\/6 di comma si afferm\u00f2 nel corso del Settecento. In Germania per esempio secondo <b>Georg Andreas Sorge<\/b>, <i>Gesprach zwischen einem Musico theoretico und einem Studioso musices<\/i> (Lobenstein, 1748) Silbermann usava il sistema mesotonico a 1\/6 comma. Tuttavia, poich\u00e9 non specifica quale comma viene temperato, sono possibili due soluzioni: generalmente si punta sulla divisione del comma sintonico, ma nulla esclude che si possa scegliere quello pitagorico, ottenendo una serie leggermente diversa. \u00c8 risaputo che anche in Italia, gi\u00e0 nel Seicento, si accordava con sistemi mesotonici evoluti. Nel secolo successivo Nacchini pratic\u00f2 pure il sesto di comma.<\/p>\n<p>Salinas afferma che le tre variet\u00e0 di temperamento mesotonico descritte da lui stesso e da Zarlino (1\/3, 2\/7 e 1\/4 di comma sintonico) sono tutte soddisfacenti, perch\u00e8 nessuna di esse ha consonanze temperate di pi\u00f9 di 1\/2 di comma. Ebbene, le terze minori del temperamento equabile sono ben pi\u00f9 strette di questa quantit\u00e0, mentre quelle prodotte temperando di 1\/6 di comma sono esattamente sul limite.<br \/>Una simile affermazione relativa al comma si trova in Zarlino: &#8220;che la met\u00e0 habbia facolt\u00e0, aggiunta o tolta da qual si voglia intervallo consonante, di farlo dissonante&#8221;.<\/p>\n<p>Dunque nel sistema regolare a 1\/6 di comma le terze minori sono strette ma ancora accettabili, mentre il lupo, pur mitigato, \u00e8 inutilizzabile esattamente come nel 1\/4 di comma, che risulta essere il modello di gran lunga pi\u00f9 praticato in epoca rinascimentale e barocca.<br \/>Nel sistema a 1\/6 di comma si riducono di 3.58 cents 11 quinte, stringendole a 698.37 cents. Ci\u00f2 comporta che dopo sei quinte cos\u00ec temperate si \u00e8 assorbito l&#8217;intero comma, abbracciando l&#8217;intervallo indicato dal rapporto 45:32, che \u00e8 il tritono diatonico di giusta intonazione. Dalla somma di sei quinte pure, tolti il comma sintonico e la riduzione all&#8217;ottava, si ottengono i seguenti rapporti:<\/p>\n<div style=\"text-align:center\">(3\/2)^<sup>6<\/sup> &divide; 81\/80 &divide; 8 = 729\/64 &times; 80\/81 &times; 1\/8 = 45\/4 &times; 1\/8 = 45\/32.<\/div>\n<p>Ci\u00f2 equivale alla differenza fra tritono pitagorico e comma sintonico, cio\u00e8 729\/512 &times; 80\/81, oppure alla somma d&#8217;una terza maggiore pura con un tono pitagorico, ossia 5\/4 &times; 9\/8 = 45\/32. Come vedremo, quest&#8217;ultima considerazione ci permetter\u00e0 di impostare la procedura per creare lo scomparto dell&#8217;ottava.<br \/>La quarta aumentata espressa dal rapporto 25:18, che abbiamo visto trattando il sistema regolare a 1\/3 di comma, \u00e8 costituita da due toni minori e un tono maggiore e manca di un comma sintonico rispetto al tritono espresso dal rapporto 45:32, ottenuto a sua volta dalla somma di due toni maggiori e uno minore.<\/p>\n<p>Le triadi diminuite acquistano uno speciale carattere dissonante, tale da produrre un&#8217;immediata sollecitazione durante l&#8217;ascolto: sono chiari segnali di cadenza. Nelle quadriadi tale ruolo \u00e8 enfatizzato. L&#8217;accordo di settima di dominante presenta un tritono con risoluzione obbligata, mentre l&#8217;accordo di settima diminuita ne ha due, che aumentano il numero dei vincoli. Come tutti i bicordi, inoltre, la quinta diminuita 64:45 (complementare del tritono) produce un suono differenziale: esso si colloca all&#8217;ottava inferiore, molto vicino alla terza minore sotto il suono pi\u00f9 grave. Per esempio, suonando Fa&#x266F;-Do, avvertiamo anche un Mi&#x266D; all&#8217;ottava inferiore.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"420\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Lzpfl9KLUKM?rel=0&amp;showinfo=0\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Per creare lo scomparto oggi \u00e8 conveniente l&#8217;uso di un accordatore elettronico. In alternativa si possono seguire due procedure complementari, raggiungendo note provvisorie che in seguito saranno aggiustate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6_a.jpg\" alt=\"6_a\" width=\"215\" height=\"78\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2572\" \/><\/p>\n<p>Nella prima fase ci si avvale di intervalli puri: si parte dal La corista, per accordare la terza maggiore pura discendente La-Fa, quindi la quarta pura ascendente Fa-Si&#x266D; e la quinta pura discendente Si&#x266D;-Mi&#x266D;, formando cos\u00ec il tritono Mi&#x266D;-La nel rapporto 45:32.<br \/>La seconda fase consiste nel controllo di tre o quattro intervalli, accomunati da una stessa pulsazione metronomica, scanditi per\u00f2 diversamente, come illustrato qui di seguito. Ricordo che le quarte e le terze maggiori sono larghe rispetto all&#8217;intervallo naturale puro, mentre le terze minori e le quinte sono strette; di conseguenza le seste maggiori devono essere larghe e quelle minori strette. In particolare sono significativi i battimenti della sesta maggiore Do-La, delle terze maggiori Mi&#x266D;-Sol, Sol-Si e della quinta Do-Sol che sono raffrontabili una volta impostato il metronomo alla pulsazione di 98 battiti al minuto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6_b.jpg\" alt=\"6_b\" width=\"226\" height=\"105\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2573\" \/><\/p>\n<p>Con una scansione a quartine si accorda il Sol salendo di terza maggiore dal Mi&#x266D;; quindi con il medesimo metronomo ma con una scansione a quintine si accorda la sesta maggiore Do-La scendendo dal La corista. Si controlla poi la quinta Do-Sol, che deve avere una pulsazione identica, scandita all&#8217;intero; e infine si accorda il Si salendo di terza maggiore dal Sol, scandendo ancora una volta quintine con il medesimo valore metronomico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6_c.jpg\" alt=\"6_c\" width=\"567\" height=\"83\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2574\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 possibile ripetere la prima procedura per ottenere i nuovi tritoni avvalendosi di note ausiliarie opportunamente collocate fuori dall&#8217;ottava dello scomparto: ad esempio da Do a Fa&#x266F; si passa attraverso la terza maggiore pura Do-Mi, la quarta discendente pura Mi-Si e la quinta ascendente pura Si-Fa&#x266F;. Perci\u00f2 si sono usati un Mi e un Si provvisori, che nello schema ho indicato con note a losanga. Analogamente la serie Sol-Si-Fa&#x266F;-Do&#x266F; parte dal Sol buono dello scomparto e usa un Si e un Fa&#x266F; provvisori, che non devono essere confusi con quelli gi\u00e0 disponibili. Perci\u00f2 essi saranno collocati fuori ottava. La serie Si-Sol-Do-Fa inizia dal Si dello scomparto, avvalendosi di Sol e Do transitori posti nell&#8217;ottava superiore.<br \/>Questa tecnica \u00e8 un po&#8217; laboriosa, ma garantisce un&#8217;ottima precisione, considerando che impiega solo intervalli puri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6_d.jpg\" alt=\"6_d\" width=\"583\" height=\"102\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2575\" \/><\/p>\n<p>Si sono cos\u00ec raggiunte otto note su dodici. Si possono facilmente trovare il Re e il Mi mancanti mediante il metronomo e quindi ricavare Sol&#x266F; e Si&#x266D;. Si imposta il valore di 92 pulsazioni al minuto e si accorda il Re in terza maggiore sotto il Fa&#x266F; scandendo quartine. Con lo stesso metronomo si ritmano quintine per accordare la sesta maggiore Si-Sol&#x266F;. Infine si controlla la quinta Si-Fa&#x266F; che dovr\u00e0 battere 92 volte al minuto.<br \/>Da ultimo si accorda il Si&#x266D; grave in modo che la terza maggiore Si&#x266D;-Re batta quartine con il metronomo impostato a 73. Accordato il Sol all&#8217;ottava grave, si pu\u00f2 accordare la sesta maggiore Sol-Mi con il medesimo valore metronomico, ma ritmo a quintine, controllando poi la quinta La-Mi con scansione all&#8217;intero. Un ulteriore controllo, superfluo a questo punto, interessa le terze maggiori Do-Mi e Mi-Sol&#x266F;, la sesta maggiore La-Fa&#x266F; e la quinta La-Mi con il metronomo impostato a 82 battiti al minuto.<\/p>\n<p>Ognuno \u00e8 libero di organizzare la procedura come \u00e8 pi\u00f9 comodo, effettuando anche altri confronti, ma si deve considerare che salendo in frequenza si perde in precisione, giacch\u00e9 l&#8217;uso del metronomo \u00e8 meno accurato quando i battimenti degli intervalli di controllo sono molto rapidi. Personalmente trovo ostico ascoltare battimenti veloci nell&#8217;ottava di 2 piedi, e preferirei lavorare in quella inferiore, ma non sempre negli organi di piccole dimensioni ci\u00f2 \u00e8 agevole, e quindi ho optato per un compromesso.<\/p>\n<p>Gli intervalli presenti nel sistema sono caratterizzati come segue.<br \/>Semitono cromatico: 88.6 &#XA2;; semitono diatonico: 108.1 &#XA2;cents.<br \/>Il tono vale 196.74&#XA2;, inoltre nel sistema esistono due terze diminuite Do&#x266F;-Mi&#x266D; e Sol&#x266F;-Si&#x266D; che valgono 216.29&#XA2;.<br \/>Nove intervalli di terza minore sono stretti di mezzo comma (ossia di 10.8&#XA2;) e valgono 304.89&#XA2;; le rimanenti tre seconde aumentate (Fa-Sol&#x266F;, Mi&#x266D;-Fa&#x266F;, Si&#x266D;-Do&#x266F;) misurano 285.34&#XA2;.<br \/>Otto terze maggiori sono larghe 393.48&#XA2; e quattro quarte diminuite (Sol&#x266F;-Do, Si-Mi&#x266D;, Do&#x266F;-Fa, e Fa&#x266F;-Si&#x266D;) valgono 413.04&#XA2;. Ci\u00f2 implica che il loro rivolto, una quinta aumentata (Do-Sol&#x266F;, Mi&#x266D;-Si, Fa-Do&#x266F;, e Si&#x266D;-Fa&#x266F;), misuri 786.96&#XA2;, circa 4.5&#XA2; pi\u00f9 largo dell&#8217;intervallo di giusta intonazione 11:7. Per questo motivo, mentre le terze maggiori enarmoniche (La&#x266D;-Do, Si-Re&#x266F;, Re&#x266D;-Fa e Fa&#x266F;-La&#x266F;) non sono praticabili, i loro rivolti, anche se non corrispondono ai reali nomi delle note, sono dotati di un sapore caratteristico, non dissonante, che li rende perfettamente usabili. Dunque la triade maggiore in primo rivolto (conosciuta anche come accordo di terza e sesta) di Si, Do&#x266F; e Fa&#x266F; \u00e8 tollerata, mentre invece il lupo Sol&#x266F;-Mi&#x266D; impedisce qualsiasi forma della triade maggiore di La&#x266D;.<br \/>Il lupo vale 717.9&#XA2;, con un eccesso di 16&#XA2; circa, pari a 5\/6 di comma sintonico meno lo schisma.<\/p>\n<p>Allego un <a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/sesto_comma_prontuario.pdf\">prontuario<\/a> con le tabelle degli scostamenti dall&#8217;equabile e i battimenti. I lavori di Patrizio Barbieri citati precedentemente e alcuni interessanti siti in lingua inglese d\u00e0nno ulteriori informazioni relative a questo sistema mesotonico.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.tonalsoft.com\/monzo\/55edo\/55edo.aspx\" target=\"_blank\">Mozart&#8217;s tuning: 55-EDO and its close relative, 1\/6-comma meantone<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.new-renaissance.com\/tuning\/frame\/main-en.htm\" target=\"_blank\">Some thoughts on tuning<\/a> di David Kettlewell<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.kylegann.com\/histune.html\" target=\"_blank\">An Introduction to Historical Tunings<\/a> di Kyle Gann<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.hoboy.net\/Hoboy\/BeyondTemperament.html\" target=\"_blank\">Beyond Temperament, non-keyboard intonation in the 17th and 18th centuries<\/a> di Bruce Haynes<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www-personal.umich.edu\/~bpl\/larips\/meantone.html\" target=\"_blank\">Regular &#8220;meantone&#8221; strains<\/a> di Bradley Lehman.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/musicserver.case.edu\/~rwd\/baroquetemp\/XMT.intro.html\" target=\"_blank\">Baroque Ensemble Tuning in Extended 1\/6 Syntonic Comma Meantone<\/a> di Ross W. Duffin<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/bachpeople.com\/2012\/01\/12\/16-pythagorean-comma-mean-tone-temperament-part-i\/\" target=\"_blank\">1\/6-Pythagorean-comma mean-tone?<\/a> di  Koji Otsuki.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella scala diatonica naturale o Tolemaica i gradi non sono ottenuti concatenando quarte\/quinte, ma sono derivati principalmente dalla serie armonica. Per generare il IV e il VI grado \u00e8 necessaria la trasposizione alla quinta inferiore. Gli intervalli sono rappresentati da<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[141,148,154,165,167,172],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2514"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2514"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2514\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}