{"id":330,"date":"2009-01-31T19:28:42","date_gmt":"2009-01-31T18:28:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/nma_isp\/?p=168"},"modified":"2009-01-31T19:28:42","modified_gmt":"2009-01-31T18:28:42","slug":"i-sistemi-di-segnatura-delle-canne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2009\/01\/31\/i-sistemi-di-segnatura-delle-canne\/","title":{"rendered":"I sistemi di segnatura delle canne"},"content":{"rendered":"<p>Una delle pi\u00f9 interessanti fasi del restauro di un organo antico \u00e8 forse il riordino del materiale fonico: le canne infatti si trovano spesso mescolate fra pi\u00f9 file e in successione disordinata.<\/p>\n<p>Premetto che imporsi una regola di lavoro \u00e8 come accettare un dogma: non posso dare per assoluti i principi che qui espongo e le mie categorizzazioni sono ovviamente frutto di astrazione. Suggerisco perci\u00f2 il metodo di applicare il dubbio e di contestualizzare le osservazioni che si fanno sul caso singolo.<\/p>\n<p>Si presume che il costruttore abbia seguito originalmente un criterio di coerenza nella progettazione fonica, e quindi le file d&#8217;ogni registro dovrebbero essere state tagliate secondo scale ben definite ed omogenee. Se a seguito di interventi di smontaggio o manutenzione dello strumento alcune canne non sono state ricollocate nella posizione originale, ma hanno preso il posto di altre o hanno colmato lacune o sono state asportate o sostituite, si pone il problema di come ripristinare la disposizione voluta dal costruttore (ammesso che sia questo ci\u00f2 che si rende necessario nello specifico caso).<\/p>\n<p>Uno degli aspetti del problema riguarda il modo usato dal costruttore per segnare le canne, per poterle riconoscere e montare sul somiere. Anche le operazioni di smontaggio dello strumento spesso comportano un&#8217;ulteriore segnatura delle canne, garantendo che vengano ricollocate esattamente. A supporto della ricerca del sistema di segnatura vanno anche le indicazioni (segnature di canale e di stecca) provenienti dal somiere e dal crivello, nonch\u00e9 quelle fornite dalla catenacciatura e dalla tavola dei registri.<\/p>\n<p>Si dovrebbero accertare l&#8217;omogeneit\u00e0 e la coerenza di tutte le informazioni (ad esempio analogie grafiche non solo all&#8217;interno dello strumento, ma anche fra strumenti dello stesso autore, ambito, epoca). In certi casi si procede speditamente per l&#8217;abbondanza di materiale (negli organi di Gaetano Callido ad esempio il riordino delle canne \u00e8 spesso poco problematico), in altri le decisioni da prendere comportano gravi rinunce e compromessi molto sofferti.<\/p>\n<p>I sistemi di segnatura sono diversi, quasi caratteristici di ciascun costruttore, e si distinguono cos\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: square\">in base al mezzo\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">segnatura ad inchiostro (a penna o a matita), spesso praticata sulle canne di legno;<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">segnatura graffita mediante punta su canne di metallo dal Rinascimento al Novecento;<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">segnatura a punzone sulle canne metalliche, dal tardo Ottocento ad oggi.<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">segnatura con cartigli incollati recanti scritte ad inchiostro o a matita o stampati (canne di legno).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: square\">in base alla collocazione\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">nelle canne labiali di metallo\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sul corpo, davanti, dietro (spesso sulle canne di facciata), di fianco a destra o a sinistra della bocca, in alto, a met\u00e0, in basso.<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sul piede, davanti, dietro (spesso sulle canne di facciata), di fianco a destra o a sinistra della bocca, in alto, a met\u00e0, in basso.<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sull&#8217;anima, sulla faccia superiore (di solito ben visibile in Callido sino al Do di 1\/4&#8242; e nelle canne a cuspide anche pi\u00f9 acute), sulla faccia inferiore (difficile da vedere, se non con l&#8217;uso di una piccola sonda da introdurre nel foro del piede; per quanto ne so io, fu usata dai Traeri)<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sul cappello o tappo nei bordoni (esternamente o internamente)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">nelle canne labiali di legno\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">come nelle canne metalliche, con l&#8217;aggiunta della portina o copertina (il labbro inferiore della bocca, per intenderci), del labbro superiore e del fondo (sono generalmente scritte ad inchiostro o cartigli).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">nelle canne ad ancia\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sulla tuba (nelle varie sezioni che la costituiscono), sul gambo, sul piede, sulla noce, sul canaletto, sull&#8217;ancia stessa (qui \u00e8 pi\u00f9 probabile si tratti di moderne indicazioni di spessore).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: square\">in base alla funzione\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">segnatura di nota (a lettere), con le sottocategorie\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">notazione italiana: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, con l&#8217;applicazione dei segni di alterazione diesis e bemolle<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">notazione alfabetica: C, D, E, F, G, A, B, con i segni di diesis e bemolle e con possibile uso di H per il Si naturale e B per il Si bemolle (<a href=\"?p=330&amp;page=3\">vedi oltre<\/a>). Le lettere possono essere maiuscole e minuscole; nel caso di notazione tedesca l&#8217;indicazione di ottava \u00e8 spesso costituita da uno o pi\u00f9 apici.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">segnatura numerica, con le sottocategorie\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">numerazione per tasto (con 1 spesso sostituito dal segno di croce +).<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">numerazione per posizione nelle canne di facciata (crescente da sinistra a destra o viceversa).<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">numerazione per canale del somiere (i canali sono numerati in modo crescente da sinistra a destra o viceversa, quindi ponendo le canne in successione numerica si ha l&#8217;ordine della facciata e la disposizione esatta delle note sul somiere: questo aspetto \u00e8 interessante per lo studio della catenacciatura).<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">numerazione di ritornello (abituale in Callido, probabilmente non correlata allo strumento, ma semplicemente ad uso di colui che tagli\u00f2 ed assembl\u00f2 le canne: si trova solo sulle canne di ritornello del ripieno, fra 1\/4&#8242; e 1\/8&#8242;, <a href=\"?p=330&amp;page=2\">vedi oltre<\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">segnatura di registro (estesa, abbreviata, nome, numero, sigla)\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sulla prima canna generalmente: da ci\u00f2 si pu\u00f2 desumere il punto d&#8217;inizio della fila (ad esempio del registro di voce umana o fiffaro), la spezzatura fra bassi e soprani (prima canna del flauto traverso 8&#8242; per esempio), o eventualmente la condivisione delle prime canne fra due registri (\u00e8 normale in organi di Callido che le prime otto canne dell&#8217;Ottava 4&#8242; suonino anche per il Flauto in VIII)<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">sull&#8217;intera fila nel caso di registri composti (ripieni, misture, cornetto, sesquialtera, ecc.), ossia nel caso di raddoppi o rinforzi (principale doppio o triplo), oppure in singole file. Queste possono essere numerate per disposizione di stecca sul somiere dal fronte al fondo o viceversa, o siglate (ad esempio con abbreviazioni &#8211; P per principale, O per ottava, F per flauto &#8211; oppure con simboli o monogrammi)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: upper-alpha\">firma dell&#8217;autore, date, commenti (non fanno parte del sistema di segnatura, ma sono importanti per ricostruire la storia dello strumento)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: square\">in base all&#8217;epoca e all&#8217;ambito\n<ul>\n<li style=\"LIST-STYLE-TYPE: lower-alpha\">il <em>ductus<\/em> o l&#8217;aspetto grafico della punzonatura possono dare indicazioni di tipo cronologico o geografico: i numeri e le lettere cambiano forma dal Quattrocento a oggi, e alcuni in particolare sono riconducibili a contesti ben definiti. Per esempio si trovano il due fatto a &#8220;Z&#8221;, il cinque fatto a &#8220;S&#8221;, il quattro aperto , il sette senza trattino, l&#8217;otto rovesciato sul fianco, l&#8217;uno con il puntino (i) e il sei e il nove sottolineati, e per le lettere si potrebbero compilare interi capitoli.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo studio del sistema di notazione spesso fornisce dati interessanti: unendo, ad esempio, i dati relativi alla misura delle canne (lunghezza del corpo e diametro) con le indicazioni di nota (o con quelle di tasto) si risale alla composizione del ripieno e delle altre mutazioni (file in ottava, quinta o terza). A volte si deduce la presenza di tasti spezzati (in strumenti rinascimentali la coesistenza di segnature diverse per la stessa nota &#8211; Sol# e Lab, Re# e Mib &#8211; potrebbe non essere casuale). Altre informazioni riguardano la divisione tra bassi e soprani, la disposizione delle canne sul somiere, l&#8217;estensione dello strumento e quindi la presenza dell&#8217;ottava corta.<\/p>\n<p>In certi strumenti la prassi di scalare le canne verso l&#8217;acuto e quindi accorciarle porta alla incoerenza della segnatura rispetto alle dimensioni dei tubi sonori, e talvolta addirittura alla scomparsa della segnatura stessa (quando questa si trova sul corpo in alto, come nel caso callidiano). Anche l&#8217;accorciamento e l&#8217;allungamento del piede possono asportare la segnatura.<\/p>\n<p>Gli interventi sullo strumento lasciano tracce nel complesso delle segnature, con sovrapposizione o coesistenza di pi\u00f9 sistemi: questo fatto va tenuto presente nel momento del riordino, per stabilire quali modifiche possono essere state apportate alla disposizione originale e a quando esse possono risalire.<\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Il sistema di segnatura di Gaetano Callido<\/h3>\n<p>Come il suo maestro Pietro Nacchini, anche Callido usava un sistema di segnatura delle canne molto completo ed efficiente, tanto da lasciare poco spazio a sviste e confusioni, facilitandoci cos\u00ec l&#8217;operazione di riordino.<\/p>\n<p>Le segnature sulle canne metalliche sono tutte graffite, quelle sulle canne di legno invece sono ad inchiostro.<\/p>\n<p>Le canne labiali metalliche sono segnate cos\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li>nome di nota sul piede in alto, generalmente a destra della bocca<\/li>\n<li>nome di nota sul corpo in alto, davanti<\/li>\n<li>numero di tasto sulla faccia superiore dell&#8217;anima<\/li>\n<\/ul>\n<p>La notazione \u00e8 alfabetica, e presenta le seguenti lettere (al posto di &#8220;h&#8221; va inteso il segno di bequadro):<\/p>\n<pre style=\"TEXT-ALIGN: center\">\nA, Bb, Bh, C, C#, D, Eb, Eh, F, F#, G, G#\n<\/pre>\n<p>La numerazione invece presenta l&#8217;uno sotto forma di croce &#8220;+&#8221; e procede regolarmente sino a 45 o 47 (in funzione dell&#8217;estensione).<\/p>\n<p>Le canne di ritornello del ripieno (quindi quelle comprese fra 1\/4&#8242; e 1\/8&#8242;) sono prive di segnatura sull&#8217;anima, mentre sia sul corpo che sul piede compare oltre alla normale notazione anche una numerazione, spesso non coerente, che serviva probabilmente all&#8217;operaio che doveva unire le parti della canna precedentemente tagliate dalla lastra. Forse queste piccole canne erano fatte &#8220;in serie&#8221; e ci\u00f2 giustificherebbe la presenza di numeri molto alti (essi vanno dall&#8217;uno, sempre in forma di croce, sino alla quarantina e oltre). Nel riordino si pu\u00f2 scegliere di lasciare le canne di ritornello come si sono trovate, se la loro posizione \u00e8 coerente con le misure previste dalla scala e con la nota emessa, oppure raggruppare i numeri bassi nelle file pi\u00f9 gravi del ripieno e procedere scalando sino alle file acute.<\/p>\n<p>La segnatura di registro compare assieme a quella di nota sia sul corpo che sul piede nella prima canna di ogni registro, anche se questo \u00e8 incompleto nella prima ottava oppure se \u00e8 limitato ai soli soprani. La segnatura dell&#8217;anima della prima canna d&#8217;un registro inizia regolarmente con il numero del tasto corrispondente (ad esempio il flauto in VIII nei bassi inizia con il 9 se le prime otto canne sono in comune con l&#8217;ottava, la voce umana e la cornetta nei soprani iniziano con 23). Invece, detto per inciso, in uno strumento di Nacchini (Montecarotto nelle Marche) ho riscontrato che la prima canna del registro porta sull&#8217;anima il numero uno (ossia la croce); addirittura la prima delle canne interne di principale ha la croce.<\/p>\n<p>Nella ristretta tavolozza timbrica callidiana i nomi di registro si trovano abbreviati in vario modo: ad esempio il Principale ha le canne di facciata numerate sull&#8217;anima e talvolta sul corpo posteriormente, mentre la prima delle canne interne reca la segnatura <em>Pri.le<\/em>, <em>P.le<\/em>, <em>Principal<\/em>, <em>Princ.le<\/em>, ecc. Cos\u00ec l&#8217;Ottava \u00e8 segnata <em>8<sup><u>a<\/u><\/sup><\/em>, <em>8.va<\/em>; il Flauto in ottava tappato \u00e8 talvolta definito <em>Flo: 8<sup><u>a<\/u><\/sup> Stropo<\/em>, la Cornetta \u00e8 indicata <em>Cor.ta<\/em> o <em>Cornetta<\/em>.<\/p>\n<p>Le canne labiali di legno sono generalmente segnate a inchiostro con il nome di nota sulla copertina di noce (labbro inferiore) oppure sul labbro superiore e spesso oltre a questo compare anche il nome del registro.<\/p>\n<p>Le canne ad ancia recano la notazione sulle varie sezioni di cui \u00e8 composta la tuba (ad esempio nel caso dei Tromboncini \u00e8 frequente trovare graffito frontalmente il cono e il tronco di piramide), e sulla noce davanti la numerazione, con l&#8217;uno segnato come croce. Sulla noce della prima canna, di fianco, talvolta ho trovato il nome della localit\u00e0 cui \u00e8 destinato lo strumento (es. San Tomaso agordino, Monte San Giusto nelle Marche).<\/p>\n<p>La numerazione e la notazione consentono di collocare esattamente due canne uguali per dimensioni nel giusto registro. Ad esempio i tre flauti abitualmente disponibili sono tutti tagliati con la medesima regola e quindi le canne uguali potrebbero essere scambiate: se abbiamo tre canne uguali i cui corpi sono alti 1\/3&#8242;, segnate G sul corpo e sul piede, possiamo attribuirle alle loro giuste file se troviamo la numerazione sull&#8217;anima. Quindi la canna numerata 40 appartiene al Flauto in VIII, la canna numerata 33 al Flauto in XII e quella numerata 24 alla Cornetta, infatti il tasto 40 \u00e8 il Sol<sub>4<\/sub> d&#8217;una tastiera con prima ottava corta, il 33 \u00e8 il Do<sub>4<\/sub> (un registro di mutazione in quinta suona Sol su questo tasto) e il 24 \u00e8 il Mib<sub>3<\/sub> (un registro di mutazione in terza suona Sol su questo tasto). Nel caso interessante della Voce Umana, le canne sono uguali per misura e segnature a quelle di Principale: l&#8217;unica differenza sta nella lunghezza del piede, poich\u00e9 la Voce Umana ha le bocche sempre sotto il crivello e i piedi pi\u00f9 corti rispetto a quelli di Principale.<\/p>\n<p><a href='http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/tab_cal.txt'>Disposizione completa<\/a> delle segnature callidiane per registro e nota.<\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>Segnatura delle canne con sistema alfabetico<\/h3>\n<p>Nel corso del restauro di uno strumento in val Sugana si \u00e8 rinvenuto un sistema di notazione di tipo alfabetico simile a quello usato nelle intavolature tedesche. L&#8217;organo in questione (a San Nazario) \u00e8 attribuito a Romano Zordan, ma in esso \u00e8 consistente un nucleo di canne pi\u00f9 antiche (forse settecentesche), grazie alla cui segnatura si \u00e8 potuto ricostruire con una certa approssimazione quale dovette essere in origine la disposizione dello strumento.<\/p>\n<p>L&#8217;autore dell&#8217;organo antico rimane sconosciuto, ma certamente oper\u00f2 in ambito trentino o altoatesino: si segnalano la segnatura di registro <em>Mixtur<\/em> nelle mutazioni in ottava del ripieno, <em>quind<\/em> in quelle in quinta, <em>S.ocatv<\/em> per la Decimaquinta, <em>flaudo<\/em>. Inoltre si nota l&#8217;uso dello stagno per tutti i registri, flauti inclusi.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la facciata antica (riutilizzata da Zordan nello stesso strumento ma in altro modo), \u00e8 da segnalare la presenza di due canne con scudo sagomato &#8220;a fiamma&#8221; (vedi illustrazione sotto). La lastra \u00e8 molto sottile, facilmente deformabile; \u00e8 gettata su tela, come indicano le tracce sulla superficie interna. In origine le canne avevano anime non dentate, o poco, con taglio netto senza smusso e spessore piuttosto sottile. Sul corpo di alcune, posteriormente, si notano tracce dei ganci di sostegno in facciata da C#<sub>2<\/sub> sino alla nota C<sub>4<\/sub> che \u00e8 l&#8217;ultima canna segnata con numero &#8221; 9 \/ c &#8211; &#8221; [sic]. Una numerazione di posizione (forse originale) \u00e8 presente anche sul corpo in alto, generalmente a destra della saldatura, e spesso \u00e8 stata abrasa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_819\" aria-describedby=\"caption-attachment-819\" style=\"width: 108px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/scudi.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/scudi.gif\" alt=\"\" title=\"scudi\" width=\"108\" height=\"171\" class=\"size-full wp-image-819\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-819\" class=\"wp-caption-text\">Disegno dello scudo superiore<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;organo \u00e8 stato restaurato dalla ditta artigiana Fratelli Ruffatti di Padova nel 1999.<\/p>\n<p>Le canne appartenenti al nucleo pi\u00f9 antico sono segnate alla maniera tedesca sopra descritta, e sono graffite sul piede sotto la saldatura col corpo a destra della bocca; sul corpo sono segnate a destra della bocca presso la saldatura col piede.<\/p>\n<figure id=\"attachment_820\" aria-describedby=\"caption-attachment-820\" style=\"width: 472px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/segnated.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/segnated.gif\" alt=\"\" title=\"segnated\" width=\"472\" height=\"195\" class=\"size-full wp-image-820\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-820\" class=\"wp-caption-text\">Tabella di un tipo di segnatura alfabetica tedesca<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle pi\u00f9 interessanti fasi del restauro di un organo antico \u00e8 forse il riordino del materiale fonico: le canne infatti si trovano spesso mescolate fra pi\u00f9 file e in successione disordinata. Premetto che imporsi una regola di lavoro \u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=330"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}