{"id":455,"date":"2014-04-03T15:16:56","date_gmt":"2014-04-03T13:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nuovamusicaantica.altervista.org\/?p=455"},"modified":"2014-04-03T15:16:56","modified_gmt":"2014-04-03T13:16:56","slug":"mi-re-fa-mi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2014\/04\/03\/mi-re-fa-mi\/","title":{"rendered":"mi re fa mi"},"content":{"rendered":"<p>Willi Apel \u00e8 stato un grande musicologo, cui si devono fra l&#8217;altro alcuni importanti studi pionieristici sulla notazione e sull&#8217;uso delle alterazioni, nonch\u00e9 fondatore del prestigioso (e talvolta controverso) Corpus of Early Keyboard Music.<br \/>A proposito dell&#8217;uso intenzionale delle dissonanze e del cromatismo, Apel in un articolo intitolato <i>Punto intenso contra remisso<\/i>, che si legge nella raccolta <i>Renaissance and Baroque Music<\/i>, Franz Steiner Verlag, Stuttgart, 1989, a pagina 181 fa notare che all&#8217;abbondanza di esempi di &#8220;falsa relazione&#8221; presenti nelle fonti spagnole, inglesi e tedesche se ne contrappone l&#8217;assenza o la tarda attestazione in Italia. Infatti Apel riporta un solo esempio tratto dalla <i>Selva<\/i> di Bernardo Storace pubblicata nel 1664. Similmente anche la Francia non mostra particolare simpatia per questo mezzo espressivo: \u00e8 citato solo Nicolas de Grigny, anch&#8217;egli collocato ben oltre il tumultuoso periodo della fioritura musicale tastieristica tra la seconda met\u00e0 del Cinquecento e l&#8217;inizio dell&#8217;epoca barocca.<br \/>A ben guardare, per\u00f2, contaminazioni &#8220;iberiche&#8221; potrebbero essere sfuggite, senza far troppo chiasso, certo, ma lasciando intendere che un&#8217;eco forse non troppo tenue della polifonia spagnola era intesa anche a Napoli.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"420\" height=\"315\" src=\"\/\/www.youtube-nocookie.com\/embed\/zNVNkytrYYw?t=49s\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Durante il Rinascimento i legami politici e culturali tra Spagna e Italia furono strettissimi, e tuttavia ciascuna civilt\u00e0 conserv\u00f2 tratti distintivi assai netti. Dunque alla Spagna la sua polifonia e all&#8217;Italia la sua. Ma basta scorrere i nomi dei maestri della cappella di palazzo a Napoli, per accorgersi della presenza incontrastata di musicisti d&#8217;origine spagnola, borgognona o fiamminga, da Diego Ortiz (1555-1570) a Francisco Martinez de Loscos (1570-1583), a Bartolomeo Le Roy (1583-1599), sino a Giovanni de Macque (1599-1614), maestro e predecessore di Trabaci alla cappella.<br \/>Francisco Salinas fece parte per qualche tempo della cappella napoletana (era musico di camera del Vicer\u00e8 Don Pietro). Christobal Obreg\u00f3n fu organista di cappella prima di Jean de Macque.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nuovamusicaantica.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/trabaci_IV-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nuovamusicaantica.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/trabaci_IV-2-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-456\" \/><\/a><\/p>\n<p>Riascoltando di Giovanni Maria Trabaci il versetto II del IV tono (1615) ho avuto un soprassalto: nella mia memoria si sono sovrapposti due schemi noti, ma tenuti sinora rigorosamente separati, perch\u00e9 avevo sordamente aderito allo schema didattico &#8220;Spagna \u2260 Italia&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>Ora, a parte l&#8217;uso eccezionale del Re&#9839;, saporitamente condito con una quinta diminuita di passaggio, spiccano le due false relazioni alle battute 7 e 9. Di esse la prima \u00e8 giocata fra il Fa&#9839; del Soprano e il Fa&#9838; del Basso, con il Tenore che presenta la classica linea melodica che sale all&#8217;ottava del Basso e torna indietro attraverso la cosiddetta <i>settima inglese<\/i>; la seconda \u00e8 giocata fra tre parti: Basso e Soprano presentano rispettivamente Sol&#9838; e Sol&#9839; a distanza di XV, mentre l&#8217;Alto esegue a ridosso del Soprano la figura della <i>settima inglese<\/i>.<br \/>Un appello pi\u00f9 evidente di cos\u00ec&#8230; e naturalmente nel IV tono, dove se ne scorge un altro esempio forse meno frastornante al v. 8 mis. 9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Willi Apel \u00e8 stato un grande musicologo, cui si devono fra l&#8217;altro alcuni importanti studi pionieristici sulla notazione e sull&#8217;uso delle alterazioni, nonch\u00e9 fondatore del prestigioso (e talvolta controverso) Corpus of Early Keyboard Music.A proposito dell&#8217;uso intenzionale delle dissonanze e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,6],"tags":[90,174,182],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=455"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}