{"id":951,"date":"2011-01-11T21:49:33","date_gmt":"2011-01-11T20:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/?p=951"},"modified":"2016-12-28T21:24:51","modified_gmt":"2016-12-28T20:24:51","slug":"delle-canne-labiali-larghezza-di-lastra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/2011\/01\/11\/delle-canne-labiali-larghezza-di-lastra\/","title":{"rendered":"Delle canne labiali: larghezza di lastra"},"content":{"rendered":"<div>L&#8217;orecchio umano &egrave; in grado di percepire suoni con frequenze comprese <i>grosso modo<\/i> fra 20 e 20000 Hz. Un individuo sano e giovane pu&ograve; quindi abbracciare l&#8217;intera gamma sonora dell&#8217;organo, dalla nota pi&ugrave; grave, il DO di 32&#8242; con la frequenza di 16,35 Hz, alla pi&ugrave; acuta, il DO di 1\/16&#8242; con la frequenza di 8372,02 Hz. Tuttavia intorno ai 40 anni d&#8217;et&agrave; la soglia acuta si riduce a 16000 Hz e poi ulteriormente sino a 8000 Hz.<\/div>\n<div>L&#8217;orecchio umano non risponde linearmente all&#8217;intensit&agrave; del suono. Tra la sensazione percettiva, cio&egrave; la sonorit&agrave; stimata fisiologicamente dall&#8217;orecchio, e la potenza sonora, cio&egrave; lo stimolo acustico che agisce sull&#8217;orecchio, sussiste una relazione approssimativamente logaritmica, che &egrave; influenzata da diversi fattori: per esempio la frequenza del suono, il timbro, la provenienza delle componenti sonore; inoltre a bassi livelli di intensit&agrave; tale relazione assume un andamento meno definito. Dunque la sonorit&agrave; percepita di note aventi la stessa intensit&agrave; &egrave; diversa a seconda della frequenza.<br \/>Per evidenziare graficamente la correlazione psicofisica tra frequenza e intensit&agrave; si ricorre alle curve isofoniche, ottenute rapportando in un piano cartesiano le intensit&agrave; espresse in decibel sull&#8217;asse delle ordinate con le frequenze espresse in hertz sull&#8217;asse delle ascisse. A ciascuna curva corrisponde un livello sonico espresso in <b>phon<\/b>, e poich&eacute; l&#8217;orecchio non &egrave; ugualmente sensibile all&#8217;intensit&agrave; a tutte le frequenze, si evidenziano le risposte per le varie dinamiche musicali <i>pp, p, mp, f, ff<\/i>. La massima sensibilit&agrave; si colloca intorno ai 3800 Hz, in corrispondenza della risonanza del condotto uditivo, mentre decade verso gli estremi del grafico, ma pi&ugrave; accentuatamente nella zona grave. Fra 200 e 6000 Hz l&#8217;andamento delle curve &egrave; piuttosto omogeneo; quasi parallelo all&#8217;asse orizzontale nella regione fra 500 e 1500 Hz.<\/div>\n<div>L&#8217;intensit&agrave; acustica del DO 4&#8242; di 130,81 Hz deve essere circa 10 &#8211; 15 dB maggiore di quella del DO 1\/2&#8242; di 1046,50 Hz affinch&eacute; le due note siano percepite con uguale sonorit&agrave;.<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nicolaferroni.com\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/isofoniche.jpg\" alt=\"grafico delle curve isofoniche dell&#039;udito umano\" title=\"curve isofoniche\" width=\"513\" height=\"448\" class=\"aligncenter size-full wp-image-937\" \/><\/p>\n<div>Poich&eacute; l&#8217;intensit&agrave; sonora di una canna labiale dipende direttamente dalla sua taglia, &egrave; evidente che per compensare la caduta di rendimento nel grave, bisogna aumentarne il diametro nel registro basso.<br \/>Queste scelte appartengono propriamente al campo estetico musicale. Ad esempio nell&#8217;epoca rinascimentale il gusto per la chiarezza polifonica faceva propendere gli organari a mantenere i bassi chiari e leggeri, con diametri stretti, seguendo progressioni che non enfatizzassero le regioni estreme della tastiera. Mentre la ricerca di un maggiore equilibrio tonale fu promossa in epoca barocca, con lo sviluppo di <i>scale<\/i> in cui si introducevano valori correttivi per compensare la carenza dei bassi e mantenere cantabilit&agrave; nei soprani. Una spiccata caratterizzazione in senso solistico ricevettero alcuni registri appositamente sviluppati in epoca romantica per emulare le sonorit&agrave; orchestrali mediante progressioni in cui gli acuti risultano proporzionalmente pi&ugrave; larghi.<\/div>\n<div>Il parametro pi&ugrave; importante per la definizione della qualit&agrave; tonale di una canna &egrave; il diametro, o meglio il rapporto tra diametro e lunghezza del corpo. Questo rapporto determina l&#8217;intensit&agrave; sonora complessiva e la predominanza dell&#8217;armonico fondamentale sulle formanti parziali. A parit&agrave; di altri parametri (larghezza e altezza di bocca, pressione) una taglia larga, come nei flauti, si connota per la corposit&agrave; e la potenza sonore, mentre una taglia stretta, come nei violeggianti, &egrave; caratterizzata dal timbro chiaro mordente e dalla relativa leggerezza.<\/div>\n<div>La larghezza di bocca &egrave; il secondo parametro: a parit&agrave; di circonferenza, suona pi&ugrave; intensamente una canna con bocca larga, mentre l&#8217;altezza di bocca, l&#8217;ampiezza della luce e l&#8217;apertura al piede sono generalmente rapportate alla pressione e al timbro desiderato. La proporzione normale &egrave; di &frac14;, cio&egrave; Lb = &Oslash;&middot;&pi;\/4<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;orecchio umano &egrave; in grado di percepire suoni con frequenze comprese grosso modo fra 20 e 20000 Hz. Un individuo sano e giovane pu&ograve; quindi abbracciare l&#8217;intera gamma sonora dell&#8217;organo, dalla nota pi&ugrave; grave, il DO di 32&#8242; con la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[38,131,161],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/951"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=951"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/951\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolaferroni.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}