I ventilabri
Per la costruzione dei ventilabri è necessario preparare una tavola di abete o di pioppo, incollando fra loro di costa più listelli, tagliati in modo tale da avere tutti venatura perpendicolare o quasi alle facce maggiori: insomma si tratta di selezionare il cosiddetto rigatino. Poiché i ventilabri sono piuttosto corti, essi non sono esposti al rischio di imbarcarsi al centro, ma è comunque saggio prevenire questa deformazione: se la venatura è disposta perpendicolarmente al piano d’appoggio è quasi impossibile che il ventilabro si incurvi al centro. Una simile precauzione è consigliabile anche nella costruzione delle tastiere, dove però si vuole evitare che le leve si deformino rispetto all’asse longitudinale, sfregandosi fra loro. Dunque in questo caso si assembla una tavola con venatura orizzontale, parallela alla tastiera stessa: le leve potranno incurvarsi un po’ all’in su o all’in giù ma non dovrebbero mai toccarsi.
Dunque si devono tagliare diversi listelli di abete selezionando i migliori, privi di nodi, con venatura compatta; le dimensioni fissate sono la lunghezza, che sarà poco maggiore della lunghezza finita dei ventilabri (circa 120 o 150 mm) e lo spessore, anch’esso poco maggiore (circa 15 mm). La larghezza dei listelli non ha importanza. La somma delle larghezze di tutti i listelli dovrà essere sufficiente a permettere di ricavare tutti i ventilabri necessari più qualcuno di scorta.
Per incollare di costa i listelli ci si aiuta con un piano d’appoggio sollevato, ottenuto con una tavoletta di scarto posta sotto i listelli e distanziata dal piano di lavoro. Si incollano a uno a uno i listelli fra loro affiancandoli sulla tavoletta. Vi si appoggia sopra una seconda tavoletta di scarto. Si stringono con vari morsetti le due tavolette con i listelli in mezzo. Questi sono poi stretti fra loro con due o tre lunghi morsetti, non serve molta pressione. Le tavolette di scarto impediscono ai listelli di spostarsi sotto la pressione laterale e garantiscono che la tavola dei ventilabri sia piana. Una volta incollata non dovrebbe proprio esserci bisogno di piallarla, solo di ripulirla dalla colla in eccesso.

Da questa tavola si segano via i ventilabri, usando una lama circolare inclinata a circa 15° e capovolgendo la tavoletta ad ogni taglio: il primo pezzo segato è scartato per creare il fianco inclinato del primo ventilabro. Quindi si fissa la distanza della guida dalla lama, in modo da poter tagliare la prima serie di ventilabri con la data misura. Poi si passa alla seconda misura, e via via si ottengono tutti i pezzi necessari.
Le larghezze dei ventilabri devono essere calcolate in funzione delle aperture su cui si appoggeranno: potendo usufruire di separatori spessi 6 mm è possibile far sormontare ciascun ventilabro di 2 mm a destra e a sinistra dei bordi del relativo canale, mantenendo così almeno uno spazio di 2 mm fra un ventilabro e l’altro.
Tuttavia, nel caso in cui lo spessore dei separatori fosse di soli 4 mm, lo spazio fra due ventilabri adiacenti sarà veramente esiguo e bisognerà allora far sormontare i bordi solo di 1,5 mm. Rimarrà circa 1 mm di separazione fra i ventilabri.
Quindi è necessario segare via la coda di ciascun ventilabro, con taglio inclinato di 30°, mentre sul fronte si deve asportare materiale per circa 6 mm, lasciando uno scalino di almeno 2 mm, in cui sarà creata una feritoia per il passaggio della guida d’ottone.
La guida d’ottone in testa è importante per obbligare la rotazione del ventilabro solo nel piano perpendicolare a quello d’appoggio, senza interferire col moto dei ventilabri vicini. Dal momento che lo spazio fra ventilabri è assai scarso, non ci possono essere guide laterali e comunque la precisione del movimento deve essere garantita.
Con una punta di 2,2 mm si ricava in coda un foro per il passaggio del perno. Il foro dovrà essere svasato per consentire la rotazione del ventilabro.

Si prepara una striscia di feltro con uno spessore di 2 mm, lunga quanto l’intera serie di ventilabri. Si taglia anche un’uguale striscia di pelle d’agnello, conciata all’allume e “sfiorata” dal lato senza pelo, cioè leggermente abrasa con carta vetrata grossa, per facilitare l’incollaggio.
Si stende un sottile velo di colla vinilica piuttosto fluida, avvalendosi del rullo, sul lato sfiorato della pelle, e si adagia su esso il feltro, premendo per fare aderire i due strati. Il feltro non dovrebbe assorbire troppa colla, ma rimanere abbastanza morbido.
Si incollano poi i ventilabri alla guarnizione, tenendo fra loro una distanza sufficiente al passaggio della lama del cutter, che li separerà quando la colla si sarà asciugata.
La guarnizione può anche non ricoprire la zona anteriore e posteriore del ventilabro, dove passano la guida e il perno. Semplicemente basta che ricopra la zona che si affaccia sull’apertura del canale
Per separare i ventilabri si può usare un coltello o un bisturi; tuttavia, dato che lo spessore della lama è minore dello spazio libero fra i ventilabri, si dovrà rifilare ciascun lato in modo che la guarnizione risulti tagliata perfettamente a filo con il bordo del ventilabro e che il taglio sia perpendicolare al piano d’appoggio: basta che la lama sia inclinata di poco per rovinare il lavoro. Infatti, se la copertura è solo di 1,5 mm per parte e lo spazio tra i ventilabri collocati sul somiere è di 1 mm scarso, allora bisogna lavorare con molta precisione, per evitare trasuoni (quando la guarnizione è scarsa) oppure intralci nel movimento dei ventilabri stessi (quando la guarnizione è abbondante).
Continua…
 
Costruzione d’un piccolo organo a baule – 7