San Leopoldo a Mirano (VE)

San Leopoldo a Mirano (VE)

M’è capitata l’occasione di accordare un interessante strumento di scuola napoletana, attribuito a un organaro della metà del Settecento, Marcantonio Picone. Non conosco altre informazioni sul costruttore dell’organo. Lo strumento è conservato nella chiesa di San Leopoldo a Mirano (Venezia).

Nell’impianto lo strumento è il classico positivo campano, con cassa armadio di pioppo, tastiera di 45 note con prima ottava corta, pedaliera di 8 note costantemente collegata al manuale, sette registri (Principale, Ottava XV, XIX, XXII, Voce Umana e Flauto in XII), Tiratutti e Zampogna. Tutte le canne hanno la bocca sotto il crivello, che è di pioppo.
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Organo di legno

Organo di legno

In un organo a baule solitamente trovano posto canne di piccole dimensioni, tappate o “a camino”.
A mio modo di vedere resta però l’esigenza di un timbro chiaro, vocale, con transitorio non marcato, bassi presenti ma non tardi e sovrastanti, acuti cantanti, ben focalizzati ma non penetranti. La combinazione di Bordone 8′ e Flauto a camino 4′ dovrebbe aiutare in tal senso, ma a mio avviso sia la polifonia che il basso continuo acquistano una sonorità “straniera”, sembrano parlare una lingua d’oltralpe.

L’organo di legno era usato in Italia in epoca tardo-rinascimentale e barocca per accompagnare la voce e gli strumenti in teatri e saloni. In chiesa era diffusissimo l’organo positivo con canne di metallo. Ma in ogni caso sembra prevalente l’uso del Principale aperto, con bassi tappati in ragione dello spazio disponibile.
Dunque ho pensato di modificare un organo a baule, sostituendovi canne aperte di legno, sino a dove la cassa è in grado di ospitarle.

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Organo a baule, in proprietà privata

Crocetta del Montello (TV)

Quest’organo a baule, costruito da me nel 2010, possiede tre registri: Bordone 8′ (interamente di abete), Flauto conico 4′ (prima ottava con canne tappate di abete, rimanenti canne coniche di metallo), Principale 2′ (interamente di metallo, con prima ottava tappata).
La tastiera ha l’estensione di 54 note, da Do1 a Fa5; può trasporre 1 semitono verso il grave (lo strumento possiede il Si0).
L’accordatura è ottenuta con anelli elastici, la pressione del vento è di 50 mm in colonna d’acqua.
L’organo è dotato di una ventola elettrica chiusa in una cassa separabile dal corpo. Il peso complessivo dello strumento è di circa 1 quintale; le dimensioni sono circa cm 120 × 60 e l’altezza è di cm 90 circa. Lo si solleva ai lati con due maniglioni, e lo si trasporta con un carrello fornito in dotazione. La cassa è protetta con una custodia impermeabile.

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Sant’Anna, Zoppè di Cadore (BL)

Chiesa di Sant'Anna, Zoppè di Cadore (BL)

Il primo progetto di un organo per la chiesa di Zoppè di Cadore (BL) risale al 1892, quando fu interpellata la Premiata Fabbrica d’Organi Zanfretta e Figli di Verona. Il contratto fu firmato il 20 maggio 1895 per il prezzo di 1300 lire. Tre mesi più tardi gli operai stavano già lavorando al montaggio in chiesa, mentre falegnami locali costruivano la cassa. Il collaudo fu effettuato all’inizio del mese di settembre dal professor Pellegrino Marconi.
Nell’ottobre del 1896 un incendio devastò il paese e la chiesa. Zanfretta fu richiamato per ricostruire lo strumento, recuperando ciò che poteva. L’organo fu probabilmente consegnato nel 1899.

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Organo ad ala, in proprietà privata

Organo ad ala

Cassa: costruita in due parti staccate, con telai di noce massello. Dei pannelli rimovibili proteggono il prospetto e il dorso dello strumento.

La facciata consta di 30 canne di stagno appartenenti al Principale 8′ note D15-G44.
Il mobile è stato trattato con turapori, levigato e quindi lucidato a cera.
Le dimensioni approssimative della cassa sono: altezza cm 200, larghezza cm 125, profondità cm 60. Il basamento è alto circa 75 cm, la cassa cm 125.

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Chiesa della difesa, San Vito di Cadore (BL)

Per la bella chiesina rinascimentale della Difesa a San Vito di Cadore ho costruito un piccolo organo positivo, che è stato collocato nella cantoria sopra il portale d’ingresso.

San Vito di Cadore (BL)

Lo strumento nasce dalla collaborazione fra me ed alcuni artigiani volontari della parrocchia: a me spettano la progettazione e la fonica, a loro la costruzione della cassa e delle canne di legno.

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Cappella dell’Annunziata, Avellino

Oratorio dell'Annunziata, Avellino
Si è concluso nel mese di ottobre 2012 il restauro dell’organo positivo conservato nell’oratorio dell’Annunziata, presso palazzo Amoretti ad Avellino.
Lo strumento è attribuibile a un anonimo organaro campano del secolo XIX: sul fronte dell’ultimo ventilabro a destra nella secreta è scritta ad inchiostro nero la data 1855 | P. I.
Alcune modifiche novecentesche sono attribuibili all’organaro d’Orsi (o d’Urso) di Solofra che firma il proprio intervento sul condotto portavento presso il raccordo con la secreta del somiere: Accomodato per lire 200 | con la pedaliera | ai 24/11 1920 | Cav. d’Orsi e figlio.
Pubblico di seguito un estratto dalla relazione conclusiva.
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Sant’Antonio a Forno di Zoldo (BL)

Sant'Antonio, Forno di Zoldo (BL)

La richiesta iniziale di un piccolo organo a cassapanca con i registri di bordone e flauto per l’accompagnamento dei canti è stata in seguito modificata, per affiancare alla base dei registri di legno anche un Principale di stagno e alcune file di Ripieno; inoltre le risorse timbriche sono state rese più versatili dalla divisione della tastiera in bassi e soprani.

Lo strumento è stato costruito nel 2011 e inaugurato alla fine dell’anno.

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Santa Maria Maggiore a Mirabella Eclano (AV)

Santa Maria Maggiore, Mirabella Eclano (AV)

Lo strumento è stato ricostruito per la chiesa madre di Mirabella Eclano. Il terremoto dell’Irpinia nel 1980 distrusse parzialmente l’edificio; l’organo si trovava allora nel transetto, in seguito a un rifacimento ad opera della ditta Continiello, e fu danneggiato dal sisma. In seguito lo strumento fu demolito e si conservò solamente parte del prospetto.
Nel 2009 si decise di ricostruire l’organo, restaurando il prospetto ligneo conservato. Lo strumento nuovo fu consegnato nel 2010; ha trasmissione meccanica, due manuali e pedale, 18 registri.

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