San Leopoldo a Mirano (VE)

San Leopoldo a Mirano (VE)

M’è capitata l’occasione di accordare un interessante strumento di scuola napoletana, attribuito a un organaro della metà del Settecento, Marcantonio Picone. Non conosco altre informazioni sul costruttore dell’organo. Lo strumento è conservato nella chiesa di San Leopoldo a Mirano (Venezia).

Nell’impianto lo strumento è il classico positivo campano, con cassa armadio di pioppo, tastiera di 45 note con prima ottava corta, pedaliera di 8 note costantemente collegata al manuale, sette registri (Principale, Ottava XV, XIX, XXII, Voce Umana e Flauto in XII), Tiratutti e Zampogna. Tutte le canne hanno la bocca sotto il crivello, che è di pioppo.
Il Principale di 8 piedi è aperto dal Do1, con le prime sette canne di castagno collocate su somiere ausiliario contro il fondo della cassa, in posizione ribassata, alimentate con condotti che prendono il vento dal fondo della secreta tramite ventilabri fulcrati a metà lunghezza e collegati al tirante del ventilabro principale. Per ispezione la secreta è dotata di antine sul fronte e sul retro: questo accorgimento consente di accedere ai due ordini di ventilabri, quelli principali appoggiati alla tavola del somiere, che si aprono regolarmente verso il fronte dell’organo, e quelli ausiliari appoggiati al pavimento della secreta, che si aprono verso l’interno.
Altre quattro canne di castagno poi proseguono lungo i fianchi della cassa, poggiando sul somiere; la facciata di stagno consta di 19 canne, da Mi2 a La#3, disposte in tre campate a cuspide di 7+5+7, le maggiori al centro; la lunghezza dei piedi varia a formare tre archi; le rimanenti canne da Si3 a Do5 sono interne subito dietro la facciata, seguite dal registro di Voce Umana (piede più corto, accordatura crescente, estensione limitata ai soli soprani dal Do3). Poi è collocato il registro di Ottava, con le prime quattro canne di castagno disposte lungo i fianchi della cassa assieme a quelle di Principale; segue il Flauto in XII, cilindrico, tutto di metallo a partire dal Sol1; quindi si trovano XV, XIX e XXII con i classici ritornelli al raggiungimento dell’ottavo di piede (XIX tra Fa4 e Fa#4; XXII tra Do4 e Do#4).

L’organo è stato ripristinato una decina d’anni or sono ed è in ottimo stato. Purtroppo il corista è stato alzato e l’accordatura è stata resa equabile. Una buona parte di canne antiche si è conservata, soprattutto nelle file di Principale, Ottava, Voce Umana e Flauto. La facciata presenta alcune particolarità: tracce ben evidenti di ganci di sostegno posti tutti circa alla medesima altezza, tranne le prime tre canne centrali, una canna spuria nella campata destra, segnature antiche graffite sul piede davanti.
Il mantice a cuneo è stato rifatto, la tastiera e la pedaliera sono ricostruite, e pure la zampogna. Anche il somiere e il crivello presentano segni di interventi moderni (coperte e trasporti, viti, inserti di legno).
Il mobile è sobriamente decorato, mancano alcuni elementi consueti come ad esempio i festoni che nascondono i sostegni del prospetto e i fregi alla sommità delle canne.