San Giorgio in Bosco (PD)

San Giorgio in Bosco (PD), G. B. Zordan e figli, 1892


Lo strumento fu collocato in chiesa nel corso degli anni ’50 del XX secolo da Guerrini.
Sulla faccia esterna della tavola che costituisce il pavimento della secreta e su una catenacciatura ausiliaria si sono rinvenute le sigle impresse a fuoco “ZGB” (usate da Gio:Batta Zordan). Firma e data sono manoscritte a matita sul lato interno dell’antina di chiusura del piccolo somiere di basseria e risalgono forse a un intervento di manutenzione: Zordan Gio:Batta 1892 / e figli Cogollo.
Fondatore della famiglia organaria di Cogollo (VI) fu Giovanni Battista Zordan (1813-1896); suoi successori furono i figli Francesco, che lavorò nella bottega del padre, Romano, che nel 1887 aprì una fabbrica a Caltrano, e Antenore che si unì inizialmente a Romano, per poi rendersi autonomo a Cogollo anch’egli.

Lo strumento era privo di cassa, con prospetto ceciliano retto da un somiere pneumatico con canne di zinco appartenenti ai registri di Principale, Ottava e Voce Umana nella regione dei 4 piedi.
L’organo conservava buona parte delle canne di legno e metallo, i somieri, le catenacciature dei tasti e dei pedali, la tastiera, la pedaliera e il mantice. Tuttavia la disposizione dei registri fu modificata da Guerrini, che riunì le file di ripieno e di alcuni registri spezzati: Principale, Ottava e Flauto in ottava erano in origine divisi in bassi e soprani. Inoltre lo strumento disponeva originariamente di una Viola 4′ nei bassi e di un Flauto traversiere 8′ nei soprani, e della Voce Umana nei soprani. Guerrini sostituì Viola e Traversiere con una Gamba 8′ modificando il crivello e il somiere e portando la prima ottava su un somiere pneumatico (tra le canne di legno di questo registro si sono trovate quattro canne appartenenti al Principale antico, debitamente allungate). Fortunatamente le 26 canne della Viola 4′ furono incorporate nella Gamba 8′ (anche se scalate avanti di semitono, dotate di freno armonico, baffi e riccio d’accordatura). Il flauto traversiere è invece disperso. La Voce Umana fu ampliata di un’ottava verso il basso.

La disposizione fonica originale è la seguente:

Principale 8' bassi
Principale 8' soprani
Ottava 4' bassi
Ottava 4' soprani
Decimaquinta 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesimaseconda 1'
Voce Umana 8' soprani
Viola 4' bassi
Flauto traversiere 8' soprani
Flauto in Ottava 4' bassi
Flauto in Ottava 4' soprani
Contrabassi con rinforzi 16' e 8'
Accessori: Tiratutti a pedaletto e Rollante

Tastiera e pedaliera potrebbero non essere originali, e sembra che la tastiera sia stata ampliata: probabilmente aveva la prima ottava corta e contava 47 note. La estensione del manuale è attualmente di 58 note, C1-A5 con prima ottava cromatica, e l’estensione del pedale è di 25 note, C1-B2 più C3 per il Rollante, con prima ottava cromatica. Secondo consuetudine (analogamente a quanto accade anche negli strumenti di Callido per esempio), la prima ottava del pedale suona nella tessitura del 16′ con il rinforzo di 8′, mentre nella seconda ottava suonano le stesse canne della prima, giacché sono richiamate dai medesimi catenacci, ottenendo così l’effetto di un “ritornello” al grave che porta a una tessitura reale di 32′ con rinforzo di 16′).
Il corpo del pedale consta di 6 canne tappate d’abete appartenenti alla prima ottava del 16′ munite di valvola semitonale, la cui meccanica si è conservata. Le ulteriori 12 canne di rinforzo di 8′ sono d’abete aperte.
Sul somiere manca la nota 25, e il relativo pedale era muto. Dall’esame della catenacciatura è risultato che il 25° pedale azionava un registro accessorio, il Rollante, che permette a quattro canne di 8′ (C#, D#, F# e G#) di suonare assieme producendo l’effetto del tamburo.
La meccanica dei registri fu modificata per disporre pomelli in linea orizzontale sopra la tastiera: in origine doveva essere a manette a incastro con scorrimento orizzontale disposte in colonna a destra della tastiera, e così è stata ricostruita sulla base di modelli storici.
Nel restauro si è proceduto anche a ricostruire la cassa di risonanza di abete, integrare i registri mancanti e l’intera facciata con nuove canne in copia da organi Zordan.

Distinta dei registri:
Principale 8′ – prima ottava di abete con bocca riportata di noce, canne tappate da C1 a G1 e poi aperte, collocate ai lati della cassa;
– facciata di Sn a cuspide con ali laterali
– interno di metallo (lega Sn 15%)
12 canne C1-B1

27 canne C2-D4

19 canne D#4-A5
Ottava 4′ prime 7 note di abete tappate, poi di metallo 58 canne C1-A5
XV 2′ di metallo con ritornello al C#5 58 canne C1-A5
XIX 1.1/3′ di metallo con ritornelli al F#4 e F#5 58 canne C1-A5
XXII 1′ di metallo con ritornelli al C#4 e C#5 58 canne C1-A5
Viola 4′ di metallo, senza baffi né freno, né denti 26 canne C1-C#3
Flauto traverso 8′ di metallo, le prime tappate poi a cuspide 32 canne D3-A5
Voce Umana 8′ di metallo, accordatura calante 32 canne D3-A5
Flauto in ottava 4′ prime 12 in comune con l’ottava poi a cuspide 46 canne C2-A5
Contrabassi 16′ e rinforzi 8′ di legno, 6 tappate con valvola semitonale e 12 aperte 18 canne
totale 444 canne

Le bocche delle canne sono sopra al crivello, esclusa la Voce umana.
Le canne sono segnate con omogeneità, graffite sul piede e sul corpo, con il numero di nota e la sigla del registro (non tutte): la prima canna del registro di Viola reca la firma e l’anno di costruzione 1891.
Alcune canne, per il diverso sistema di segnatura che presentano, in particolare nel registro di Voce Umana, sembrano provenire da un altro strumento (forse anteriore), con prima ottava corta (dettaglio che si riscontra anche nella fattura della tastiera).

L’intonazione è stata recuperata attenendosi alla prassi consueta per il restauro degli strumenti storici, con una pressione del vento pari a 50 mm in colonna d’acqua. Il sistema di accordatura è il Vallotti con corista A3=438 Hz a 20°C.


Sono disponibili la relazione di restauro con la schedatura delle canne e i rilievi dimensionali del somiere